C’era una festa dedicata all’amore, in tutte le sue varietà e per tutte le forme di vita: uomini, animali, insetti e vegetali. E in quel giorno speciale, tutto l’universo si risvegliava dopo una lunga pausa di riposo invernale. La luce del sole tornava ad essere più forte e più calda, riusciva a sciogliere un po’ di neve, abbastanza da aiutare i piccolissimi bucaneve a sbucare finalmente, e a rendere vivace il verde crudo dei primi vegetali primaverili. Gli uccelli riprendevano a canticchiare timidamente e a volare brevemente da un ramo ad altro, già pronti a pensare alla prossima nidiata. Gli insetti spuntavano per metà dalle tane annusando con le antenne l’aria di festa e si promettevano di sgusciare completamente magari in tarda mattinata a festa già iniziata. Poi gli animali, sorpresi dalla ripresa improvvisa della natura, esploravano l’ambiente con cauzione e tra la scoperta di una macchia d’erba fresca e il grande traffico di un formicaio, giocavano spensierati, divertendosi come bambini a rincorrersi e mordendosi leggermente, la loro dimostrazione di affetto. Ma la festa, per gli uomini, era di un’importanza fondamentale perché in quel giorno seminavano tanto amore da farlo durare tutto l’anno, infatti dicevano che chi non festeggiava tutto il giorno sarebbe rimasto tutto il resto dell’anno infelice e solo.





























