Rediviva a Bookcity Milano 11-15 novembre 2020

Nov 9, 2020

 Rediviva a Bookcity Milano

 Dall’11 al 15 novembre 2020 si terrà la nona edizione di BOOKCITY MILANO, manifestazione dedicata al libro, alla lettura e dislocata in diversi spazi della città metropolitana. . La nona edizione è in programma da mercoledì 11 a domenica 15 novembre 2020 e si svolge esclusivamente in formato digitale, per rispondere alle nuove direttive legate all’emergenza sanitaria. Una manifestazione promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano e dall’Associazione BOOKCITY MILANO, costituita da Fondazione Corriere della Sera, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Fondazione Umberto e Elisabetta Mauri e Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori. Il successo dell’originalissima formula di BookCity Milano ha contribuito all’assegnazione nel 2017 a Milano della importante qualifica di Città Creativa UNESCO per la Letteratura.

Per l’ottava volta, la casa editrice Rediviva è inserita  nel programma SCRITTI DALLA CITTÀ MONDO, evento promosso per BookCity dell’Ufficio Reti e Cooperazione Culturale del Comune di Milano, CITTÀ MONDO – Comune Milano. Per la presente edizione Rediviva ha scelto di realizzare un video, che sarà online dal primo giorno del festival, con gli interventi da parte di Ida GARZONIO, Alina Monica TURLEA, Irina TURCANU FRANCESCONI e Violeta POPESCU.

Nel programma Rediviva ha scelto di presentare due libri recentemente usciti presso la Collana Quaderni Romeni: “Romania. Un viaggio nella memoria. Paesaggi e figure. 1957-1967 un decennio difficile” di IDA GARZONIO e LA CIULEANDRA di Liviu Rebreanu tradotto in romeno di Alina Monica Turlea e Alessio Colarizi Graziani, due libri che arricchiscono la conoscenza della letteratura e poesia romena in Italia. 

Il volume “Romania. Un viaggio nella memoria. Paesaggi e figure. 1957-1967 un decennio difficile” rappresenta, in buona misura, un ritorno alla vita passata dell’autrice, Ida Garzonio, giunta oggi alla bella e veneranda età di oltre ottant’anni. È il ritorno al periodo della sua giovinezza, nella decade degli anni Sessanta, e, soprattutto, a una sua vecchia e nostalgica passione: la Romania e la sua cultura. Da qui nasce lo sforzo e la gioia con cui ha pubblicato a Milano negli anni Sessanta, numerose traduzioni dalla letteratura romena, in diverse riviste letterarie italiane dell’epoca [Queste traduzioni, molte di autori che lei ha conosciuto personalmente, si ritrovano nella seconda parte del volume. Una passione e un interesse nati in un contesto politico di dittatura in Romania, nel periodo della Cortina di ferro, che ha significato, a quel tempo, una barriera per la conoscenza e una rottura generale delle relazioni della Romania con l’Occidente e, implicitamente, con l’Italia. A sei decenni di distanza dalla sua esperienza romena del periodo della Cortina di ferro, l’autrice Ida Garzonio propone al lettore pagine della sua vita che, oggi, il lettore deve considerare tenendo presenti da un lato i limiti esistenti e imposti, ma, soprattutto, dall’altro lato, ciò che significa la giovinezza e l’entusiasmo, perché queste memorie si presentano come il frutto del periodo studentesco, cioè della scoperta, della curiosità, del coraggio e del desiderio di tradurre un sogno in realtà. (Dalla prefazione – Violeta Popescu)

La Ciuleandra [Ciuleandra], di Liviu Rebreanu, traduzione di Alessio Colarizi Graziani e Alina Monica Turlea, fu pubblicato in romeno nel 1927, seguito da varie riedizioni nel 1928, 1934, 1941, 1942. Viene tradotto per la prima volta in italiano nel 1930, per i tipi di La Nuova Italia. Con il volume La Ciuleandra, l’autore fa emergere una preoccupazione per l’analisi psicologica sperimentando le sue doti di osservazione. La prospettiva contemporanea scopre nel romanzo La Ciuleandra ragioni sufficienti per una nuova interpretazione e una riconsiderazione del libro nella gerarchia dell’opera di Liviu Rebreanu: il contrasto fra la condizione della gente povera ed umile e l’arroganza dei ceti altolocati della società, uniti entrambi nonostante le apparenze da un tragico destino. Il romanzo prende il titolo dal nome da una danza popolare della Muntenia [ciuleandra], che ha come una particolarità:  un ritmo progressivamente accelerato. Liviu Rebreanu (1885-1944) è uno dei maggiori scrittori romeni della prima metà del Novecento. Grande romanziere è considerato il fondatore del romanzo moderno romeno, che porta nella letteratura una visione matura e obiettiva.  Dopo un periodo trascorso in scuole militari, inizia la carriera di romanziere e traduttore e approda a Bucarest, dove collabora con vari giornali e riviste e si dedica anche alla composizione di opere teatrali. Nel 1920 pubblica il romanzo Ion, destinato a un immediato successo, e nel 1922 una delle sue opere più famose, Pădurea spânzuraţilor [La foresta degli impiccati], premiata dalla Società degli Scrittori Romeni, mentre Adam şi Eva [Adamo ed Eva] esce nel 1925. Dopo l’uscita del romanzo Ciuleandra (1927), Rebreanu diventa direttore del Teatro Nazionale di Bucarest, viaggia in Spagna e a Parigi e riceve il Premio Nazionale per la Prosa (1929). Sotto la sua guida, nel 1932, vede la luce la rivista “România literară” e, nello stesso anno, appare un altro suo grande romanzo, Răscoala [La rivolta]. Nel 1939, Liviu Rebreanu diventa membro dell’Accademia Romena e prosegue la sua attività letteraria e i viaggi (soprattutto in Germania e in Italia) fino alla morte nel 1944.

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