Settimana di Studi Intensivi dalla Facoltà di Teologia di Lugano - Università Svizzera Italiana - svolta tra il 15-19...
Settimana di Studi Intensivi dalla Facoltà di Teologia di Lugano - Università Svizzera Italiana - svolta tra il 15-19...
Il tempo scorre lento, tra le rughe solcate su visi sereni, tra le mani piene di calli dei contadini che tornano dai campi con gli attrezzi sulle spalle, cadenzato dallo scricchiolio dei carretti trainati dai cavalli, carichi di fieno, letame, persone o raccolti vari, a seconda della stagione in cui ti fai il loro incontro; tra le grida dei bambini che giocano liberi per le strade polverose, tra le risate complici delle donne affaccendate… il mondo del villaggio, dal nord al sud della Romania, evoca, come in una ballata popolare, una sorta di vissuto ciclico, quasi mitico, di questa terra mioritica.
Serata incantevole di poesia svolta alla Galleria Spaziotemporaneo- Milano – nell’ambito della mostra dell’artista romena Daniela Nenciulescu. Grazie Paola Penacchi, Florentina Nita, Menotti Lerro.
Dalle collezioni del Museo Nazionale del Villaggio “Dimitrie Gusti” di Bucarest, al MUDEC di Milano
Il punto debole, il tallone d’Achille di ognuno di noi, è ciò che nascondiamo. Il nostro segreto ossessiona gli altri, da cui non riusciamo a preservarlo per molto. Le persone parlano soltanto di ciò che teniamo nascosto.
Il Natale, che è l’evento più grande dopo la creazione del mondo, è vissuto in Romania con tanta gioia e tenerezza. Per noi romeni, come osservava il grande storico delle religioni Mircea Eliade, il tempo della festa è diverso dal tempo quotidiano. Cominciando con la festa di San Nicola e fino all’Epifania, il tempo profano diventa tempo sacro…
Il testo che qui si presenta, Il sangue e il grano, è un ‘ritratto’ della complessa figura del pittore Vincent van Gogh, sotto forma di un commento a una raccolta epistolare del pittore con il fratello Theo, lettere che testimoniano la sofferta formazione dell’uomo e dell’artista. Alla voce del pittore si affianca, in controluce, la voce di Carlo D’Urso; nel suo commento sembra di sentire l’eco lontana dei traduttori e poligrafi medievali che appuntavano ai margini delle “Scritture” il loro pensiero, un’aggiunta di “verbo” al “verbo”, una superfetazione evangelica.
L’11 dicembre 2015, alle ore 17.00, l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia ospita, nella sala Marian Papahagi, la presentazione del volume N. Iorga, Scritti veneziani.
“Cara Europa ti scrivo…” verrà presentato l’11 dicembre prossimo alle ore 10, presso l’Istituto Bilingue Miguel De Cervantes a Bucarest, alla presenza dell’Europarlamentare RENATE WEBER . Nell’occasione il volume “Cara Europa Ti Scrivo…”. sarà donato a tutti i 150 studenti presenti.
Dopo aver letto “Andiamo in Romania”, edito da Rediviva Edizioni grazie al contributo di chi questo Paese l’ha conosciuto direttamente, la Romania, finalmente, non ci sarà più né ostile né sconosciuta, sarà parte integrante del nostro sapere e la apprezzeremo proprio come merita.
Romena d’origine, di ricchissima famiglia ebrea scappata negli Stati Uniti dagli orrori della Shoah, Ileana Sonnabend è considerata la più influente talent scout del Novecento: da Bob Rauschenberg a Andy Warhol, da Jannis Kounellis a Jeff Koons,
Questa monografia di Radu Dragomirescu è un catalogo serio e severo sulla opera, sul senso segreto della sua realtà, identità frammentaria del nostro tempo. L’artista utilizza le più diverse forme espressive – gradi tavole a matita e gesso, dipinti, disegni a penna, opere tridimensionali.
La sorgente di una donna è l’amore. La sorgente di una donna è il suo uomo.
“Il solco della memoria” segna l’esordio nella narrativa della giornalista italiana, i cui bisnonni materni provenivano dalla Transilvania, denominata nel libro “la terra di tajna”. I
La storia e la cultura della Romania rappresentano ancora un’incognita, anche nelle linee generali, persino per molti italiani con studi superiori. E, cosa affatto strana, comincia a esserlo anche per molti giovani “romeni d’Italia (…)
Stando ad una statistica dell’Ue, Cluj-Napoca è la città più amica degli stranieri. Cluj Napoca è anche polo nazionale di crescita nell’industria IT, vantando 20 mila giovani che studiano o lavorano in questo settore.
L’avevo già detto: alla fine dell’ 89 tutto si era inasprito, era diventato sempre più faticoso vivere. Sopravvivere. Morire. Ha ancora senso parlare della nostra vita pietrificata nel buio, nel freddo, nella paura e nella menzogna, e in privazioni inimmaginabili per chi non le ha vissute? Avevo perso mio marito. Quante volte, in quei tempi oscuri, ci eravamo detti: «Dobbiamo resistere. Dobbiamo farcela. Sopravviveremo a loro, questo è poco ma sicuro!». (…) È difficile farsi strada in mezzo alla folla. Mi fermo più volte per gridare, cantare, fischiare, pregare. (Alle 17.30, in piazza dell’università, all’angolo di sala Dalles, sono caduti i primi morti di Bucarest: 13, falciati da una mitragliatrice. L’ho saputo molto più tardi, una targhetta sul muro e una candela restano a testimoniarlo. Ero stata, di nuovo, protetta.)
Il caso dei romeni in Italia non può essere certo assimilato per i numero a quello dei messicani negli Stati Uniti (13 milioni) o degli indiani negli Emirati Arabi Uniti (2,9 milioni), tuttavia presenta caratteristiche molto significative
Verso la fine degli anni ’70, più del 60% della popolazione romena ascoltava assiduamente le trasmissioni della stazione radio Radio “Europa Libera” che venivano trasmesse da Monaco.
Questo libricino è scritto in un linguaggio spesso più poetico che narrativo. Keltoum Staali è una docente di scrittura creativa e gioca molto con le parole e con i modi di dire. Giochi, questi, spesso difficili da trasmettere da una lingua all’altra (Karim Metref)
Nora Iuga, pseudonimo di Eleonora Almosnino, è una poetessa romena, tradut trice dal tedesco e scrittrice, nata il 4 gennaio 1931 a Bucarest, una figura di rilievo del panorama culturale romeno. La scrittrice ultraottantenne dimostra alla sua età un’impressionante vivacità fisica e intellettuale (…)
Il regime comunista instaurato in Romania dopo la seconda guerra mondiale ha tentato di cancellare la memoria storica del popolo romeno puntando nella sua strategia di creare “un uomo nuovo”, una persona senza radici, senza memoria
I lavoratori stranieri assunti dagli imprenditori direttamente nel paese d’origine, oppure coloro i quali avevano lasciato la propria casa ed erano emigrati in Romania in piccoli gruppi, alla raccomandazione di quelli venuti prima, ambivano a tornare anche negli anni successivi ed erano cercati, apprezzati e ben pagati da parte dei loro datori di lavoro romeni.
Vasile Alecsandri (1819- 1890), poeta romeno con un un ruolo importante sia prima che dopo l’unificazione dei Principati Romeni, e stato uno dei personaggi molto attivi per il riconoscimento del giovane stato romeno.
Oggi i romeni occupano in Italia il primo posto tra le comunità di immigrati. Si tratta di una comunità onesta, diffusa nel territorio, che lavora soprattutto in edilizia, cura della persona, agricoltura, alberghi e ristoranti.
Bujor Nedelcovici (n. 1936) è lo scrittore della libertà che ha pagato con l’esilio il coraggio delle sue idee: dal romanzo (Giorni di sabbia) è stato tratto il film (Scogliere di sabbia) che gli ha procurato l’espulsione dalla Romania nel 1981.
Il libro: Le catacombe della Romania. Testimonianze dalle carceri comuniste (1945-1964), presso Rediviva, aprile 2014, vuole rendere omaggio alla memoria delle vittime del regime.
La Grammatica d’uso della lingua romena si rivolge a studenti di livello elementare-intermedio, corrispondente
ai livelli A1-B2 del Quadro Europeo di Riferimento per le Lingue.
Il libro propone il tema della migrazione dei romeni in Italia a partire dal 1990 e del loro ritorno in Romania dopo la crisi economica iniziata nel 2008. Il lavoro presenta i risultati di una ricerca qualitativa sulla migrazione dei rumeni in Italia e sul loro ritorno in Romania. Il tema principale e la migrazione nella sua forma completa, vale a dire il processo migratorio in due fasi: la migrazione per lavoro in Italia a partire dal 1990 e la migrazione di ritorno iniziata con la crisi economica del 2008. (docente Codrina Sandru, Università ‘Transilvania’ di Brasov).
Cezar Paul- Bădescu (1968) si è laureato in Lettere a Bucarest. È stato redattore presso la rivista culturale «Dilema veche», mentre attualmente redige la rubrica settimanale di analisi televisiva, Cultura sul vetro per la stessa testata..