Centro Culturale Italo Romeno
Milano

In uscita: “I confini dell’autofilosofia di Cioran” di Irina Turcanu, ed. Rediviva 2021

Il breve studio dedicato al pensiero di Emil Cioran intende proporre una lettura inedita della filosofia del pensatore romeno naturalizzato francese. Non più poeta, né filosofo, ma sulla scia dell’autofiction, genere letterario molto diffuso negli ultimi decenni, si cerca di cogliere gli elementi organici e biografici del pensiero cioraniano. Impossibile, dunque, fare astrazione della condizione di esule di Cioran. Cosa significa scrivere in un’altra lingua? In che modo una cultura diversa dalla propria incide sulla produzione di un pensatore? Se la condizione dell’esule, da un lato, svincola, attraverso lo sradicamento, dagli obblighi della tradizione, dall’altro spinge a una ricerca continua di uno spazio proprio, in cui piantare nuove radici. In Cioran questo spazio, questo terreno è rappresentato dalla lingua. Ma rinunciare a scrivere nella propria lingua madre, cosa produce? Di nuovo, quali libertà concede e quali forzature ne conseguono?

Armando Santarelli: Il messaggio ecumenico del “Diario della felicità” di Nicolae Steinhardt, rivista Tendopoli – aprile 2021

Invito tutti a procurarsi questo testo, edito in Italia da Rediviva Edizioni. Nessuna teologia speculativa, nessuna dottrina astrusa o precettiva: solo la realtà, l’esempio di un’adesione convinta al messaggio di Cristo.
Perché “fare del bene è l’unico capitale di cui possiamo disporre ogni momento, ed è la regola più egoista, perché lei sola dà la tranquillità e la pace interiore”.

Nicolae Dabija. Un uomo, un amico, uno scrittore – ricordi, testimonianze, omaggi

“È scomparso un grande letterato e tutta la letteratura piange la sua morte. È scomparso uno scrittore e l’Unione degli Scrittori piange la sua scomparsa. È scomparso un grande accademico, l’Accademia delle Scienze di Moldova e di Romania piange la sua scomparsa. È scomparso un grande uomo, l’intera umanità piange la sua scomparsa. Ma quando a morire non è solo uno scrittore, un accademico, un intellettuale, ma un uomo come Nicolae Dabija, piange l’intera comunità spirituale romena.” (l’incipit dell’elogio funebre dedicato a Nicolae Dabija da parte dell’amico Ioan Aurel Pop, Presidente dell’Academia Romena di Bucarest)

Evento online: La ricezione del volume “Diario della felicità” di Nicu Steinhardt in Italia

Edizioni Rediviva di Milano organiza un nuovo appuntamento online: 23 aprilie 2021, ore 20 30 dedicato al libro di Steinhardt: “Diario della felicità” (ed. Rediviva, 2017).
Sono passati 30 anni dalla sua prima pubblicazione (ed. Dacia, 1991, a cura di Virgil Ciomos) essendo uno dei libri più letti in Romania che ha cambiato la vita di molti lettori, un libro che ha mostrato a tutti noi il vero significato della parola libertà. “Jurnalul fericirii” (Diario della felicità) è stato pubblicato in traduzione italiana (1995, ed. Il Mulino) poi anche in francese e spagnolo.
Si parlerà dell’impatto che questo libro ha sui lettori italiani insieme a scrittori e giornalisti: Armando SANTARELLI, Antonio BUOZII e Dario FERTILIO.

La Quaresima – viaggio spirituale verso la Settimana Santa e la Resurrezione

Quaresima è eliminare ciò che è superfluo, ciò che è “in più”, in vari aspetti quotidiani della vita, nel cibo, nel parlare, lasciando posto a più essenzialità, più silenzio, più ascolto, più preghiera.
   Quaresima è invito ad investire le nostre energie fisiche e mentali, più del solito, nell’amore del prossimo con atti di empatia e carità, nella beneficienza con i ricavi delle proprie rinunce durante questo periodo – meno cibo per la purificazione del nostro corpo più cibo per i bisognosi – nel tempo maggiore dedicato alla lettura di testi religiosi e alla meditazione con la rinuncia alla visione della televisione ed agli incontri mondani – infatti stando alle regole della chiesa ortodossa questo è un periodo che ricorda le sofferenze di Cristo e quindi non appropriate alle feste che sono vietate, come anche matrimoni e battesimi.

Per la Giornata Internazionale della Donna, la scrittrice Ingrid Beatrice Coman Prodan lancia il libro “Badante pentru totdeauna” (Badante per sempre) sul mercato editoriale romeno

Le iniziative romene per promuovere i diritti delle donne, non solo nella Giornata internazionale della Donna perché non basta più un solo giorno, sono molte ogni anno ed uno di questi eventi è stata la promozione on line del libro “Badante pentru totdeauna” (Badante per sempre), della scrittrice Ingrid Beatrice Coman Prodan, che ha scelto questo giorno speciale per le donne, per onorarle ancora più di quanto ha fatto fino adesso, con le parole, con la scrittura e con i fatti. La sua scrittura, simbolica, metaforica, intima, si rivolge principalmente al mondo femminile, che grazie alla sua naturale ed abbondante empatia si immedesima in ognuna di loro, le ascolta con pazienza, soffre e ride insieme, punta i riflettori su quelle invisibili agli occhi della società e valorizza il loro operato sminuito spesso.

La Romania è Donna. Un’ambasciatrice, una scrittrice, una senatrice ed un’esperta d’arte

Insieme a quattro invitate speciali, la produttrice e moderatrice Mihaela Crăciun della Televisione Romena Internazionale, ha portato nello studio il dibattito dal titolo “L’uguaglianza di genere – un modo nuovo di essere”, come opportunità di riflessione sul progresso ottenuto dal movimento per i diritti delle donne, ma anche un richiamo per la continuazione della lotta contro la discriminazione e la violenza sulle donne. Quattro donne, quattro personalità, quattro modelli, la stessa visione: le donne sono più capaci di quanto si è creduto per molto tempo ed è giusto avere l’opportunità di dimostrarlo. La donna che si prende cura di noi a casa, nel nostro Paese, parla a nome di tutti e trova soluzioni per la sicurezza e lo sviluppo della comunità, impersona la forza della politica. La donna che si prende cura di noi all’Estero, che trasmette i nostri valori e ci rappresenta come comunità, ci difende e ci esalta, personificazione della forza della diplomazia.

Felice “Mărțișor” e una bella Primavera!

L’appuntamento annuale del tradizionale Festival di Primavera in bianco e rosso si è svolto sabato, 27 febbraio e quest’anno per la prima volta, costretti dal periodo più buio dei nostri tempi a rimanere distanti, ci siamo ritrovati davanti agli schermi dei propri computer, pur di non rinunciare all’emozione della condivisione e del divertimento all’interno delle comunità che festeggiano insieme il 1 Marzo la Festa della Primavera.Alla fine, la forza di volontà e l’amore per le tradizioni che ci definiscono come nazione, hanno vinto e ci siamo addatati ai nuovi modi di comunicazione on line e al nuovo metodo di stare insieme. Ovviamente non è la stessa cosa, le percezioni sono attutite, le emozioni tardate in funzione del segnale wi fi, i gesti rallentati, intoppi di audio e tutto un po’ irreale. Ma alla fine della puntata on line, dopo presentazioni, dimostrazioni, emozioni – abbiamo raccontato, riso, cantato e ballato, ci siamo scambiati gli auguri di Felice Mărțișor e Una bella Primavera, nella lingua madre – bulgaro, romeno, moldavo – e nella lingua di adozione – italiano, il successo è stato garantito dall’impegno passionale degli organizzatori e di tutti i partecipanti, in più dimostrato dalle oltre 3000 visualizzazioni su facebook!

    Romania Magica – La Valle delle Fate

Vivere in prima persona un luogo fatato è tutt’altra cosa che guardare le centinaia di fotografie che pullulano in rete ormai da qualche anno postate da migliaia di turisti incuriositi da questo luogo unico. Nonostante la varietà di leggende e fiabe folcloristiche romene con protagonisti fate, nani, streghe, re e regine, nessuno si aspetterebbe di trovare davvero una casa delle fate in mezzo ai boschi ai piedi dei Carpați (a 40 km da Sibiu, nelle vicinanze del comune di Porumbacu). Ti accorgi subito, appena imbocchi il sentiero nascosto alla vista dei passanti ignari dell’esistenza di questo posto remoto, che l’aria che respiri è diversa, come se fossi entrato in un’altra dimensione del tempo, un universo immaginario che abbiamo tutti sognato da bambini che procura un senso di spaesamento, tutto qui ha mantenuto la sua autenticità, lontano dalla frenesia della vita di città. Angoli così belli da sembrare quasi un cliché, ognuno dei quali offre un’immagine da cartolina. Un luogo che assomiglia ad un set cinematografico per la sua grande bellezza naturale ed un punto di partenza ideale per spettacolari escursioni e scalate dei Monti Făgăraș, tra cui le mete Punta Negoiu, il lago glaciale Călțun, la cascata Șerbota.

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In uscita: Storia della Transilvania di Ioan Aurel POP e Ioan BOLOVAN, edizioni Rediviva Milano

La casa editrice Rediviva è lieta di annunciare nell’anno del Centenario della Grande Unione della Romania (1918-2018), l’uscita del volume: “Storia della Transilvania” di Ioan Aurel Pop e Ioan Bolovan, 434 p., edizione illustrata (300 fotografie), collana Culture si Civiltà, traduzione dal romeno Maria Floarea POP. Il progetto editoriale e stato sostenuto dal Centro Culturale Italo Romeno e dall’Istituto Culturale Romeno di Bucarest, attraverso il programma delle traduzioni TPS. Il volume verrà presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino, sabato, 12 maggio 2018, ore 18 00, dagli due autori Ioan Aurel Pop e Ioan Bolovan.

Giornata di studio su Daniil Sandu Tudor e il cenacolo esicasta romeno del “Roveto Ardente”- Roma 27 febbraio 2018 – Ponteficia Università Antonianum

“IL ROVETO CHE ARDE E NON CONSUMA” è il tema prescelto per questa giornata di studio, organizzata dall’Associazione “Insieme per l’Athos – onlus”, che si svolgerà a Roma martedi, 27 febbraio p.v., dalle ore 16,30 alle ore 19,00 presso la Pontificia Università “Antonianum”, in via Merulana 124, Roma. Sandu Tudor, giornalista e scrittore romeno, fondatore di riviste di mistica come “Il Fiore Ardente” (“Floarea de foc”) e “La fede” (“Credința”) era stato l’animatore del Movimento denominato “Il Roveto Ardente” (“Rugul Aprins”), che aveva raccolto intorno a se, agli inizi degli anni ’40 del secolo scorso, scrittori, artisti, musicisti ed tanti altri intellettuali laici ed eclesiastici tra cui Vasile Voiculescu, Ion Marin Sadoveanu, Mircea Vulcănescu, Tudor Vianu, Paul Constantinescu.

Ioan Aurel POP “La coscienza latina dei Romeni negli autori italiani del Rinascimento”

Nel panorama dei molti autori stranieri che hanno descritto lo spazio carpato-danubiano, gli scrittori italiani risultano i più numerosi e i più circostanziati nell’aver notato, sin dal tardo Medioevo, che i Romeni erano di origine romana (italica o italiana), in quanto eredi dell’antica colonia edificata oltre il Danubio e i Carpazi dall’imperatore Traiano. Gli autori italiani, per evidenti ragioni fonetiche, compresero che i Romeni parlavano una lingua romanza. Inoltre essi osservarono, in virtù di affinità culturali, che i Romeni avevano ancora costumi e abitudini romani. Ma i dettagli più interessanti e più sottili emersi dagli scritti degli autori italiani sui Romeni sono altri tre: 1) i Romeni si chiamavano tra di loro romani e nominavano la loro lingua romanesca; 2) gli stranieri chiamavano i Romeni col nome di Valacchi, in modo analogo al nome dato agli Italiani; 3) i Romeni pretendevano di discendere dagli antichi romani ed erano orgogliosi di questa loro nobile origine.

Un passato che non si dimentica

Dopo la Rivoluzione dell’89, il Popolo Romeno volta pagina, cercando in ogni modo di cancellare il ricordo di un regime dittatoriale durato quasi cinque decenni. In effetti chi avrebbe voluto rivivere e raccontare un passato così buio? Questo periodo è stato spesso identificato con l’assenza di libertà, di cibo, l’impossibilità di viaggiare e conoscere (…)

Gli italiani di Craiova – gli artigiani

Gli artigiani italiani sono emigrati attirati dalle opportunità lavorative che il nostro paese offriva in quel periodo. I lavoratori qualificati italiani arrivano in Romania alla fine del XIX secolo e l’inizio del XX secolo attratti dagli alti stipendi e dalla possibilità di fare buoni affari.

Storia di’un emigrazione italiana in Oltenia

L’integrazione, nel caso degli italiani, sul territorio romeno è stata facilitata dall’affinità della lingua, dei costumi e del clima.
La zona di emigrazione, all’inizio prevalentemente contadina e seguita dopo anche da quella urbana (…).

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Universitatea din Lugano: Conferinta “România – martiri creștini ai perioade comuniste”

In cadrul simpozionului la care a participat un numeros public, studenti, cercetatori din Elvetia, Italia, Franta, Argentina, China etc. jurnalisti -Violeta Popescu – a prezentat conferința: Martirii creștini ai perioadei comuniste, aducând în prim plan represiunea comunistă de după al doilea razboi mondial în Romania, curajul si mărturisirea creștină de care au dat dovadă mii și mii de oameni arestați, de la importante personalitati ale culturii, figuri eclesiastice până la marturisirea de credință a unor oameni simpli.
In cadrul conferintei au fost expuse argumente precum: instaurarea regimului comunist in Romania, represiunea începută imediat dupa anul 1945, harta închisorilor comuniste si centrele de exterminare, experimentul Pitesti etc.

Draga Italia

Aceste rânduri surprind câteva frânturi dintr-o viaţă. O viaţă de om, ca oricare altul, cu grijile şi cu bucuriile lui, aşa cum sunt milioane aici, în peninsulă.

Ce mă face diferit de majoritatea cetăţenilor tăi este că eu nu m-am născut la tine în casă. Sunt român şi am venit aici într-un moment din viaţa mea, când căutam o şansă mai bună ca să-mi împlinesc visele. Iar tu m-ai primit. M-ai lăsat să-mi găsesc locul şi să-mi construiesc o viaţă nouă, departe de familia mea şi de ţara mea, dar compensând cu promisiunea lucrurilor frumoase pe care le voi putea realiza aici.

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