In uscita il volume: “LA CIULEANDRA” di Liviu Rebreanu, collana Quaderni Romeni, Rediviva

La casa editrice REDIVIVA segnala con piacere l’uscita del volume LA CIULEANDRA [Ciuleandra], di Liviu Rebreanu, traduzione di Alessio Colarizi Graziani e Alina Monica Turlea, volume inserito nella collana Quaderni romeni. Il volume è stato pubblicato nel 1927, seguito da varie riedizioni nel 1928, 1934, 1941, 1942. Fu tradotto per la prima volta in italiano nel 1930, per i tipi di La Nuova Italia. Nel 2015 veniva pubblicato presso Rediviva,  il romanzo: Adamo ed Eva  di Liviu Rebreanu [traduzione a cura di Davide Arrigoni],  sempre per la medissima collana. Con il volume La Ciuleandra, l’autore fa emergere una preoccupazione per l’analisi psicologica sperimentando le sue doti di osservazione. La prospettiva contemporanea scopre nel romanzo La Ciuleandra ragioni sufficienti per una nuova interpretazione e una riconsiderazione del libro nella gerarchia dell’opera di Liviu Rebreanu: il contrasto fra la condizione della gente povera ed umile e l’arroganza dei ceti altolocati della società, uniti entrambi nonostante le apparenze da un tragico destino.

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In uscita: Storia della Transilvania di Ioan Aurel POP e Ioan BOLOVAN, edizioni Rediviva Milano

La casa editrice Rediviva è lieta di annunciare nell’anno del Centenario della Grande Unione della Romania (1918-2018), l’uscita del volume: “Storia della Transilvania” di Ioan Aurel Pop e Ioan Bolovan, 434 p., edizione illustrata (300 fotografie), collana Culture si Civiltà, traduzione dal romeno Maria Floarea POP. Il progetto editoriale e stato sostenuto dal Centro Culturale Italo Romeno e dall’Istituto Culturale Romeno di Bucarest, attraverso il programma delle traduzioni TPS. Il volume verrà presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino, sabato, 12 maggio 2018, ore 18 00, dagli due autori Ioan Aurel Pop e Ioan Bolovan.

Giornata di studio su Daniil Sandu Tudor e il cenacolo esicasta romeno del “Roveto Ardente”- Roma 27 febbraio 2018 – Ponteficia Università Antonianum

“IL ROVETO CHE ARDE E NON CONSUMA” è il tema prescelto per questa giornata di studio, organizzata dall’Associazione “Insieme per l’Athos – onlus”, che si svolgerà a Roma martedi, 27 febbraio p.v., dalle ore 16,30 alle ore 19,00 presso la Pontificia Università “Antonianum”, in via Merulana 124, Roma. Sandu Tudor, giornalista e scrittore romeno, fondatore di riviste di mistica come “Il Fiore Ardente” (“Floarea de foc”) e “La fede” (“Credința”) era stato l’animatore del Movimento denominato “Il Roveto Ardente” (“Rugul Aprins”), che aveva raccolto intorno a se, agli inizi degli anni ’40 del secolo scorso, scrittori, artisti, musicisti ed tanti altri intellettuali laici ed eclesiastici tra cui Vasile Voiculescu, Ion Marin Sadoveanu, Mircea Vulcănescu, Tudor Vianu, Paul Constantinescu.

Ioan Aurel POP “La coscienza latina dei Romeni negli autori italiani del Rinascimento”

Nel panorama dei molti autori stranieri che hanno descritto lo spazio carpato-danubiano, gli scrittori italiani risultano i più numerosi e i più circostanziati nell’aver notato, sin dal tardo Medioevo, che i Romeni erano di origine romana (italica o italiana), in quanto eredi dell’antica colonia edificata oltre il Danubio e i Carpazi dall’imperatore Traiano. Gli autori italiani, per evidenti ragioni fonetiche, compresero che i Romeni parlavano una lingua romanza. Inoltre essi osservarono, in virtù di affinità culturali, che i Romeni avevano ancora costumi e abitudini romani. Ma i dettagli più interessanti e più sottili emersi dagli scritti degli autori italiani sui Romeni sono altri tre: 1) i Romeni si chiamavano tra di loro romani e nominavano la loro lingua romanesca; 2) gli stranieri chiamavano i Romeni col nome di Valacchi, in modo analogo al nome dato agli Italiani; 3) i Romeni pretendevano di discendere dagli antichi romani ed erano orgogliosi di questa loro nobile origine.

Un passato che non si dimentica

Dopo la Rivoluzione dell’89, il Popolo Romeno volta pagina, cercando in ogni modo di cancellare il ricordo di un regime dittatoriale durato quasi cinque decenni. In effetti chi avrebbe voluto rivivere e raccontare un passato così buio? Questo periodo è stato spesso identificato con l’assenza di libertà, di cibo, l’impossibilità di viaggiare e conoscere (…)

Gli italiani di Craiova – gli artigiani

Gli artigiani italiani sono emigrati attirati dalle opportunità lavorative che il nostro paese offriva in quel periodo. I lavoratori qualificati italiani arrivano in Romania alla fine del XIX secolo e l’inizio del XX secolo attratti dagli alti stipendi e dalla possibilità di fare buoni affari.

Storia di’un emigrazione italiana in Oltenia

L’integrazione, nel caso degli italiani, sul territorio romeno è stata facilitata dall’affinità della lingua, dei costumi e del clima.
La zona di emigrazione, all’inizio prevalentemente contadina e seguita dopo anche da quella urbana (…).

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Universitatea din Lugano: Conferinta “România – martiri creștini ai perioade comuniste”

In cadrul simpozionului la care a participat un numeros public, studenti, cercetatori din Elvetia, Italia, Franta, Argentina, China etc. jurnalisti -Violeta Popescu – a prezentat conferința: Martirii creștini ai perioadei comuniste, aducând în prim plan represiunea comunistă de după al doilea razboi mondial în Romania, curajul si mărturisirea creștină de care au dat dovadă mii și mii de oameni arestați, de la importante personalitati ale culturii, figuri eclesiastice până la marturisirea de credință a unor oameni simpli.
In cadrul conferintei au fost expuse argumente precum: instaurarea regimului comunist in Romania, represiunea începută imediat dupa anul 1945, harta închisorilor comuniste si centrele de exterminare, experimentul Pitesti etc.

Draga Italia

Aceste rânduri surprind câteva frânturi dintr-o viaţă. O viaţă de om, ca oricare altul, cu grijile şi cu bucuriile lui, aşa cum sunt milioane aici, în peninsulă.

Ce mă face diferit de majoritatea cetăţenilor tăi este că eu nu m-am născut la tine în casă. Sunt român şi am venit aici într-un moment din viaţa mea, când căutam o şansă mai bună ca să-mi împlinesc visele. Iar tu m-ai primit. M-ai lăsat să-mi găsesc locul şi să-mi construiesc o viaţă nouă, departe de familia mea şi de ţara mea, dar compensând cu promisiunea lucrurilor frumoase pe care le voi putea realiza aici.

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