(…) Un grande sognatore solitario, romeno. Eʼ così che lo definisce colui che lo ha avuto come docente e che più tardi diventerà uno dei suoi più stretti collaboratori: prof. Nicolae Irimiciuc.
(…) Un grande sognatore solitario, romeno. Eʼ così che lo definisce colui che lo ha avuto come docente e che più tardi diventerà uno dei suoi più stretti collaboratori: prof. Nicolae Irimiciuc.
Per «La grazia di casa mia» si è rivolto a un gruppo di scrittori romeni che hanno creato la casa editrice Rediviva (…) «C’è un grande significato simbolico in tutto ciò: gli scrittori che hanno migrato scavalcano il sistema italiano- dice Monteiro. C’è stata una progressione: prima scrivevano in italiano…
Il secondo volume dell’’Annuario del Centro Culturale Italo Romeno: Impronte culturali romene in Italia, Rediviva edizioni, 2014 – raccoglie le firme di: docente Rodica Mixich, Florentina Nita, Claudia Bolboceanu, Maria Floarea Pop, docente Codrina Sandru, Giada Bossi, Iuliana Anghel, Lorena Curiman, Davide Arrigoni, Ingrid Beatrice Coman, Viorel Boldis, Mauro Barindi, Irina Turcanu, Dario Fertilio: scrittori, poeti, docenti, giornalisti, romeni e italiani che da anni collaborano con il centro culturale. Dentro queste pagine troviamo un po’ dell’anima di ognuno di loro, ricordi d’infanzia, l’esperienza dell’ emigrazione, poesie, interviste a personaggi letterari, traduzione di diverse opere, esperienze di vita comune, riflessioni sull’integrazione e brani tratti da romanzi;
La Festa Nazionale della Cultura Romena, celebrata il 15 gennaio, in contemporanea con il giorno di nascita del sommo poeta romeno Mihai Eminescu è festeggiata negli ambienti culturali di tutta Italia.
E’ necessario ricordare che questi testi autentici e realistici, furono redatti in uno dei periodi più bui della storia della Romania: gli anni 80 del Novecento furono definiti dalla critica romena „decennio satanico” in riferimento all’intolleranza del regime comunista verso i dissidenti e verso gli intellettuali che osassero criticare direttamente o indirettamente la politica di Ceaușescu.
Come già sottolineato nell’introduzione, il trauma della migrazione dà luogo a imprevedibili configurazioni e paesaggi mentali: chi sceglie di affrontare la spaesante avventura sperimenta molteplici fratture nella psiche e infinite lacerazioni nel tessuto identitario.
La principale attrattiva di Sibiu, capoluogo dell’omonima provincia della Romania centrale, è rappresentata dalla collezione all’aria aperta del Museo della Civiltà Popolare Internazionale “Astra”, che colleziona 400 abitazioni tradizionali, mulini e chiese provenienti da diverse zone del paese
Lo scorso settembre la casa editrice Adelphi onora la grandezza di questa poetessa romena con l’uscita del volume di poesie ‘C’è modo e modi di sparire’, raccolta di 240 meravigliose opere, curata da Fatica, tradotte da Anita Natascia Bernacchia.
Di recente presso Rediviva Edizioni di Milano è stato pubblicato il volume di poesie di Spiridon Popescu “Supplemento di esistenza” (edizione bilingue romeno – italiano) curato e tradotto dalla dott.ssa Mirela Tingire. Spiridon Popescu è un importante poeta romeno, nato il 4 settembre 1952. Attualmente vive a Târgu – Jiu, città divenuta celebre grazie alla presenza di tre capolavori realizzati dal grande scultore romeno Costantin Brâncusi. Ha pubblicato in quasi tutte le riviste di cultura della Romania.È autore di sei volumi di poesie, di cui uno in edizione bilingue (romeno – francese). È membro dell’Unione degli Scrittori della Romania dal 1999.
Una tra le più grandi promesse del regime comunista riguardava l’uguaglianza tra i sessi. Friedrich Engels, nella sua opera intitolata La donna, la Famiglia e le Origini della Proprietà Privata affermava che: «L’emancipazione delle donna sarà possibile allorquando quest’ultima potrà partecipare al processo di produzione su scala sociale e quando i compiti domestici occuperanno solamente una piccola parte del suo tempo […]. Diventa quindi evidente che la prima promessa riguardo l’emancipazione della donna sta nella reintroduzione della stessa nell’industria di stato»
“L’unico insegnante di romeno in tutto il nostro paese è un vecchio saggio: il proverbio” e anche “Niente si piega più completamente davanti alla Parola come un proverbio” (Grigore Vieru).
Sulla condizione dell’esule si è scritto molto. Condizione tragica, drammatica, estrema, eroica, dai caratteri definitivi, fatalistici e assoluti.
Alfredo Bogardo è stato un giornalista italiano di prestigio (nato a Drăgășani, Romania nel 1908), scrittore all’avanguardia e uno dei primi giornalisti sportivi della Corriere della Sera. E’ morto nel 1969 a Milano, in un incidente stradale.
Il libro di Ingrid Coman ha il merito di aver portato all’attenzione un frammento di storia contemporanea della Romania, anche se sembra fare solo da sfondo alla storia d’amore tra Magda e Cătălin, che anche essi personificano in realtà il destino di un’intera fascia della società civile romena.
Ho incontrato Daniela Nenciulescu nel luogo in cui le sue idee prendono forma: un capannone industriale dalle ampie finestre quadrettate, ricolmo di oggetti di metallo, di sculture del passato e di lavori appena terminati.
Il primo caso di regolamento di conti del dopoguerra fu anche il più clamoroso e riguardò Lucreţiu Pătrăşcanu. Con alle spalle una famiglia ricca e raffinata, una laurea in legge conseguita a Lipsia, di acuta intelligenza, Pătrăşcanu era l’unico esponente del PCR che per maniere e cultura fosse all’altezza dei leader dei partiti democratici.
Uno dei più grandi scrittori romeni contemporanei, Nicolae Breban, con il romanzo “In assenza dei padroni” edito nella traduzione di Maria Floarea Pop, per i tipi delle Edizioni Cantagalli di Siena, con il supporto dell’Istituto Culturale Romeno, sarà presentato al Salone del Libro.
Il 5 Maggio quest’anno significa per la comunità romena in Italia e per il resto del popolo romeno rimasto in patria, la Pasqua ortodossa, che ha volte cade nello stesso giorno della Pasqua cattolica,ma più spesso nella domenica che segue la prima luna nuova dall’equinozio di primavera.
Quest’anno una vincitrice del Concorso letterario nazionale Lingua Madre – progetto permanente della Regione Piemonte e del Salone Internazionale del Libro di Torino è l’autrice di nazionalità romena Irina Turcanu che si è classificata 3° con il suo racconto ’12’.
Considerata spesso dalla critica romena come “la pittrice dei fiori”, Paula Tudor è nata il 28 nov 1951 a Niculitel, provincia di Tulcea (Romania). E’ laureata in pittura nel 1974 presso l’Academia delle Belle Arti “Nicolae Grigorescu” di Bucarest.
(…) Io oggi sono qui, in un paese che non è mio, e scrivo in una lingua che non è mia, ma quello che scrivo ha le radici ben impiantate nella mia terra natia…
È ritenuto “uno dei poeti più interessanti dell’Europa moderna”, così come afferma Andrew Mangham nel volume The Poetry of Menotti Lerro (Cambridge Scholars Publishing, 2011). Laureato in Lingue e Letterature Straniere, ha conseguito un dottorato di ricerca sulla poesia presso l’Università degli Studi di Salerno.
Calistrat Hogaș è stato uno scrittore romeno, autore di deliziosi racconti di viaggi, tratti dalle esplorazioni personali nei Monti della Moldavia. Nato il 19 aprile 1848 a Tecuci, Moldavia, come
figlio di Gheorghe e Maria Dumitriu, il nome Hogas è di fatto un sopranome di suo nonno.
Una recente indagine (Vacaru, 2013) dimostra, inoltre, che il modello della famiglia tradizionale continua a essere debitamente apprezzato tra i romeni, in quanto considerato una scelta di vita responsabile, e che, più della base economica (comunque necessaria), gli immigrati romeni ritengono un valore preminente il sostegno affettivo-relazionale.
(…) iI caso di Panait Istrati (1884-1935), scrittore politicamente impegnato che nei primi anni del Novecento si interessa alla difficile situazione dei lavoratori e che dopo il 1917 si schiera entusiasticamente con la Rivoluzione. Deluso dalla propria esperienza sovietica, Istrati finisce però per divenire un acceso critico dello stalinismo di cui non esita a denunciare i crimini.
Il primo giorno di primavera, il primo marzo, in Romania si celebra il Mărţişor, che in italiano si può tradurre come “piccolo marzo”. Si tratta di una festa tradizionale per accogliere l’arrivo della primavera, una ricorrenza molto sentita tra i romeni ma anche i in Bessarabia romena (oggi la Repubblica Moldova). Il martisor è diventato col tempo un portafortuna e il simbolo della primavera.
È tempo di carnevale anche in Romania. Presto partirà il Carnevale delle lole, antica usanza che fa rivivere le tradizioni delle corporazioni degli artigiani della Transilvania, regione storica nel centro della Romania. Questo carnevale, risalente al XII-esimo secolo, preannuncia, in un contesto umoristico, l’arrivo della primavera. La tradizione del carnevale è stata portata nel nostro paese dai coloni sassoni provenienti dall’ovest della Germania, dal sud-est dell’Olanda e dal Lussemburgo. Il nome di “lole” viene dal verbo tedesco lallen- balbettare e accenna al modo di parlare sotto la maschera.
Ho ricevuto il libro “Dodici più un angelo” uscito recentemente per i tipi di Ellin Selae di Murazzano (CN) e l’ho letto tutto d’un fiato come fosse una preghiera, di quelle un po’ lunghe che si leggono spesso prima dell’inizio di una messa di rito bizantino per preparare l’anima…
Nel 1935 riceve l’incarico di realizzare un monumento a Târgu Jiu, in onore degli eroi della prima guerra mondiale. Progetta un insieme di sculture, il famoso trittico: ‘La tavola del silenzio’, ‘Il cancello del Bacio’ e ‘La colonna infinita’.
Pertanto la donna continua ad essere vista come madre e lavoratrice. Ma il 1984 porta con se una svolta: la copertina della rivista “La Donna”, il più rappresentante mezzo di propaganda tra le donne del tempo, inizia a promuovere le figure di Nicolae ed Elena Ceauşescu