Centro Culturale Italo Romeno
Milano

Articoli e Studi

L’amore per la Romania di Patrick Leigh Fermor (III)

L’amore per la Romania di Patrick Leigh Fermor (III)

Percorse altre miglia incontrando solo mandrie e carri trainati da robusti cavalli, dinanzi ai viaggiatori compare il gigantesco massiccio dei Carpazi, “che scalava il cielo sollevandosi come un’onda”. Più precisamente, sono i Monti Făgăraş, la selvaggia regione dei valacchi e dei peceneghi delle antiche cronache, luogo dove abbondano orsi e lupi. Arrivati nella città di Făgăraş, gli amici si rendono conto che i tempi della fuga si sono allungati pericolosamente, in particolare per Angéla. Invertendo la rotta, un meraviglioso paesaggio si offre alla vista: “Sulla sinistra, l’enorme massa dei monti si ergeva in un susseguirsi di ripide pieghe. Burroni alberati incidevano le alture pedemontane, mentre i versanti più alti erano fasciati di scure foreste da cui emergeva la roccia nuda, in una confusione di gobbe e picchi frastagliati. Lassù in cima, come sapevamo, una miriade di laghi e laghetti occhieggiavano verso il cielo…”. Sembra di essere dinanzi ad un dipinto, e ciò non deve stupire: Fermor fu anche un discreto pittore, e del pittore ha il senso delle forme, dei giochi di luce, del valore di uno scorcio o di un dettaglio.

Più avanti, seguendo per alcune miglia il corso del fiume Olt, due siti si impongono all’attenzione: i resti diroccati di Cârţa, la più antica costruzione gotica della Transilvania, abbazia cistercense del XIII secolo che Mattia Corvino soppresse a causa dell’immoralità dei monaci; e il campo di battaglia in cui Michele il Valoroso aveva sconfitto l’esercito del cardinale Andrea Báthory, principe di Transilvania, la cui testa fu offerta al vincitore da alcuni siculi.

L’amore per la Romania di Patrick Leigh Fermor (II)

L’amore per la Romania di Patrick Leigh Fermor (II)

Dopo il solstizio d’estate, la meravigliosa campagna di Romania offre il meglio dei suoi tesori. Arrivano le pannocchie arrostite e le trote di montagna, le ciliegie, le fragole, le albicocche, gli squisiti meloni e i lamponi. Il gusto piccante della paprika viene attenuato dal cetriolo tagliato in scaglie finissime e dal selz spruzzato nei bicchieri di vino dove galleggiano pezzetti di ghiaccio ricavati dalla neve invernale conservata in grotte sotterranee. I carri stridono sotto il peso delle albicocche, eppure gli alberi ne sono ancora carichi; i frutti sono messi a fermentare in grossi tini, l’odore dolciastro si spande ovunque, e già a mezzogiorno lo spirito distillato comincia ad abbattere, come un cecchino, un contadino dopo l’altro.

In uscita: “I confini dell’autofilosofia di Cioran” di Irina Turcanu, ed. Rediviva 2021

In uscita: “I confini dell’autofilosofia di Cioran” di Irina Turcanu, ed. Rediviva 2021

Il breve studio dedicato al pensiero di Emil Cioran intende proporre una lettura inedita della filosofia del pensatore romeno naturalizzato francese. Non più poeta, né filosofo, ma sulla scia dell’autofiction, genere letterario molto diffuso negli ultimi decenni, si cerca di cogliere gli elementi organici e biografici del pensiero cioraniano. Impossibile, dunque, fare astrazione della condizione di esule di Cioran. Cosa significa scrivere in un’altra lingua? In che modo una cultura diversa dalla propria incide sulla produzione di un pensatore? Se la condizione dell’esule, da un lato, svincola, attraverso lo sradicamento, dagli obblighi della tradizione, dall’altro spinge a una ricerca continua di uno spazio proprio, in cui piantare nuove radici. In Cioran questo spazio, questo terreno è rappresentato dalla lingua. Ma rinunciare a scrivere nella propria lingua madre, cosa produce? Di nuovo, quali libertà concede e quali forzature ne conseguono?

Nicolae Dabija. Un uomo, un amico, uno scrittore – ricordi, testimonianze, omaggi

Nicolae Dabija. Un uomo, un amico, uno scrittore – ricordi, testimonianze, omaggi

“È scomparso un grande letterato e tutta la letteratura piange la sua morte. È scomparso uno scrittore e l’Unione degli Scrittori piange la sua scomparsa. È scomparso un grande accademico, l’Accademia delle Scienze di Moldova e di Romania piange la sua scomparsa. È scomparso un grande uomo, l’intera umanità piange la sua scomparsa. Ma quando a morire non è solo uno scrittore, un accademico, un intellettuale, ma un uomo come Nicolae Dabija, piange l’intera comunità spirituale romena.” (l’incipit dell’elogio funebre dedicato a Nicolae Dabija da parte dell’amico Ioan Aurel Pop, Presidente dell’Academia Romena di Bucarest)

Evento online: La ricezione del volume “Diario della felicità” di Nicu Steinhardt in Italia

Evento online: La ricezione del volume “Diario della felicità” di Nicu Steinhardt in Italia

Edizioni Rediviva di Milano organiza un nuovo appuntamento online: 23 aprilie 2021, ore 20 30 dedicato al libro di Steinhardt: “Diario della felicità” (ed. Rediviva, 2017).
Sono passati 30 anni dalla sua prima pubblicazione (ed. Dacia, 1991, a cura di Virgil Ciomos) essendo uno dei libri più letti in Romania che ha cambiato la vita di molti lettori, un libro che ha mostrato a tutti noi il vero significato della parola libertà. “Jurnalul fericirii” (Diario della felicità) è stato pubblicato in traduzione italiana (1995, ed. Il Mulino) poi anche in francese e spagnolo.
Si parlerà dell’impatto che questo libro ha sui lettori italiani insieme a scrittori e giornalisti: Armando SANTARELLI, Antonio BUOZII e Dario FERTILIO.

La Quaresima – viaggio spirituale verso la Settimana Santa e la Resurrezione

La Quaresima – viaggio spirituale verso la Settimana Santa e la Resurrezione

Quaresima è eliminare ciò che è superfluo, ciò che è “in più”, in vari aspetti quotidiani della vita, nel cibo, nel parlare, lasciando posto a più essenzialità, più silenzio, più ascolto, più preghiera.
   Quaresima è invito ad investire le nostre energie fisiche e mentali, più del solito, nell’amore del prossimo con atti di empatia e carità, nella beneficienza con i ricavi delle proprie rinunce durante questo periodo – meno cibo per la purificazione del nostro corpo più cibo per i bisognosi – nel tempo maggiore dedicato alla lettura di testi religiosi e alla meditazione con la rinuncia alla visione della televisione ed agli incontri mondani – infatti stando alle regole della chiesa ortodossa questo è un periodo che ricorda le sofferenze di Cristo e quindi non appropriate alle feste che sono vietate, come anche matrimoni e battesimi.

Per la Giornata Internazionale della Donna, la scrittrice Ingrid Beatrice Coman Prodan lancia il libro “Badante pentru totdeauna” (Badante per sempre) sul mercato editoriale romeno

Per la Giornata Internazionale della Donna, la scrittrice Ingrid Beatrice Coman Prodan lancia il libro “Badante pentru totdeauna” (Badante per sempre) sul mercato editoriale romeno

Le iniziative romene per promuovere i diritti delle donne, non solo nella Giornata internazionale della Donna perché non basta più un solo giorno, sono molte ogni anno ed uno di questi eventi è stata la promozione on line del libro “Badante pentru totdeauna” (Badante per sempre), della scrittrice Ingrid Beatrice Coman Prodan, che ha scelto questo giorno speciale per le donne, per onorarle ancora più di quanto ha fatto fino adesso, con le parole, con la scrittura e con i fatti. La sua scrittura, simbolica, metaforica, intima, si rivolge principalmente al mondo femminile, che grazie alla sua naturale ed abbondante empatia si immedesima in ognuna di loro, le ascolta con pazienza, soffre e ride insieme, punta i riflettori su quelle invisibili agli occhi della società e valorizza il loro operato sminuito spesso.

La Romania è Donna. Un’ambasciatrice, una scrittrice, una senatrice ed un’esperta d’arte

La Romania è Donna. Un’ambasciatrice, una scrittrice, una senatrice ed un’esperta d’arte

Insieme a quattro invitate speciali, la produttrice e moderatrice Mihaela Crăciun della Televisione Romena Internazionale, ha portato nello studio il dibattito dal titolo “L’uguaglianza di genere – un modo nuovo di essere”, come opportunità di riflessione sul progresso ottenuto dal movimento per i diritti delle donne, ma anche un richiamo per la continuazione della lotta contro la discriminazione e la violenza sulle donne. Quattro donne, quattro personalità, quattro modelli, la stessa visione: le donne sono più capaci di quanto si è creduto per molto tempo ed è giusto avere l’opportunità di dimostrarlo. La donna che si prende cura di noi a casa, nel nostro Paese, parla a nome di tutti e trova soluzioni per la sicurezza e lo sviluppo della comunità, impersona la forza della politica. La donna che si prende cura di noi all’Estero, che trasmette i nostri valori e ci rappresenta come comunità, ci difende e ci esalta, personificazione della forza della diplomazia.

Felice “Mărțișor” e una bella Primavera!

Felice “Mărțișor” e una bella Primavera!

L’appuntamento annuale del tradizionale Festival di Primavera in bianco e rosso si è svolto sabato, 27 febbraio e quest’anno per la prima volta, costretti dal periodo più buio dei nostri tempi a rimanere distanti, ci siamo ritrovati davanti agli schermi dei propri computer, pur di non rinunciare all’emozione della condivisione e del divertimento all’interno delle comunità che festeggiano insieme il 1 Marzo la Festa della Primavera.Alla fine, la forza di volontà e l’amore per le tradizioni che ci definiscono come nazione, hanno vinto e ci siamo addatati ai nuovi modi di comunicazione on line e al nuovo metodo di stare insieme. Ovviamente non è la stessa cosa, le percezioni sono attutite, le emozioni tardate in funzione del segnale wi fi, i gesti rallentati, intoppi di audio e tutto un po’ irreale. Ma alla fine della puntata on line, dopo presentazioni, dimostrazioni, emozioni – abbiamo raccontato, riso, cantato e ballato, ci siamo scambiati gli auguri di Felice Mărțișor e Una bella Primavera, nella lingua madre – bulgaro, romeno, moldavo – e nella lingua di adozione – italiano, il successo è stato garantito dall’impegno passionale degli organizzatori e di tutti i partecipanti, in più dimostrato dalle oltre 3000 visualizzazioni su facebook!

    Romania Magica – La Valle delle Fate

    Romania Magica – La Valle delle Fate

Vivere in prima persona un luogo fatato è tutt’altra cosa che guardare le centinaia di fotografie che pullulano in rete ormai da qualche anno postate da migliaia di turisti incuriositi da questo luogo unico. Nonostante la varietà di leggende e fiabe folcloristiche romene con protagonisti fate, nani, streghe, re e regine, nessuno si aspetterebbe di trovare davvero una casa delle fate in mezzo ai boschi ai piedi dei Carpați (a 40 km da Sibiu, nelle vicinanze del comune di Porumbacu). Ti accorgi subito, appena imbocchi il sentiero nascosto alla vista dei passanti ignari dell’esistenza di questo posto remoto, che l’aria che respiri è diversa, come se fossi entrato in un’altra dimensione del tempo, un universo immaginario che abbiamo tutti sognato da bambini che procura un senso di spaesamento, tutto qui ha mantenuto la sua autenticità, lontano dalla frenesia della vita di città. Angoli così belli da sembrare quasi un cliché, ognuno dei quali offre un’immagine da cartolina. Un luogo che assomiglia ad un set cinematografico per la sua grande bellezza naturale ed un punto di partenza ideale per spettacolari escursioni e scalate dei Monti Făgăraș, tra cui le mete Punta Negoiu, il lago glaciale Călțun, la cascata Șerbota.

21 febbraio. La Giornata internazionale della lingua madre

21 febbraio. La Giornata internazionale della lingua madre

Nel 2016 una risoluzione dell’ONU rafforzò anche il motivo per cui la giornata è stata istituita spiegando che è necessario “promuovere la conservazione e la salvaguardia di tutte le lingue usate dalle popolazioni del mondo”.
Esistono 7000 lingue parlate sulla terra, ma più della metà è a rischio di estinzione per via della globalizzazione, insieme a loro scomparendo anche il patrimonio culturale ricco di usanze tradizionali.

Ed in questo giorno di festa, ognuno per la propria lingua, che tutti percepiamo meglio l’importanza del proprio idioma e la grande valenza culturale che la propria lingua ha nel paese in cui si vive.

I romeni e gli italiani hanno un passato comune di emigrazione ed immigrazione e quindi uno scambio culturale e linguistico continuo. In Italia esiste una minoranza romena ed in Romania una minoranza italiana, infatti le associazioni italo-romene e romeno-italiane sono numerose in ogni aspetto sociale. La lista della personalità rumene di origine italiana sarebbe lunga da elencare: attori, scrittori, registi, giornalisti, medici, cantanti, tutti professionalmente molto apprezzati e spesso presenti in prima persona nella difesa della comunità rumena in Italia

145 anni di Brâncuși e di arte infinita

145 anni di Brâncuși e di arte infinita

145 anni di Brancusi perché quest’anno la Romania celebra 145 anni dalla nascita dello scultore romeno più famoso al mondo e autore prolifico di sculture moderne cariche di simboli e spiritualità arcaica della sua terra romena.
Tutti i romeni, e non solo, conoscono bene Brancusi e tutti abbiamo conoscenze sia scolastiche sia da letture private dei dettagli delle sue opere e della sua vita, in parte romena, in parte francese. Non sempre però ci ricordiamo di metterlo nell’elenco delle personalità romene famose quando qualche straniero ci chiede di parlargli della nostra terra, privilegiando gli scrittori, i poeti e gli sportivi.

  C’era una volta una festa, si chiamava Dragobete

  C’era una volta una festa, si chiamava Dragobete

C’era una festa dedicata all’amore, in tutte le sue varietà e per tutte le forme di vita: uomini, animali, insetti e vegetali. E in quel giorno speciale, tutto l’universo si risvegliava dopo una lunga pausa di riposo invernale. La luce del sole tornava ad essere più forte e più calda, riusciva a sciogliere un po’ di neve, abbastanza da aiutare i piccolissimi bucaneve a sbucare finalmente, e a rendere vivace il verde crudo dei primi vegetali primaverili. Gli uccelli riprendevano a canticchiare timidamente e a volare brevemente da un ramo ad altro, già pronti a pensare alla prossima nidiata. Gli insetti spuntavano per metà dalle tane annusando con le antenne l’aria di festa e si promettevano di sgusciare completamente magari in tarda mattinata a festa già iniziata. Poi gli animali, sorpresi dalla ripresa improvvisa della natura, esploravano l’ambiente con cauzione e tra la scoperta di una macchia d’erba fresca e il grande traffico di un formicaio, giocavano spensierati, divertendosi come bambini a rincorrersi e mordendosi leggermente, la loro dimostrazione di affetto. Ma la festa, per gli uomini, era di un’importanza fondamentale perché in quel giorno seminavano tanto amore da farlo durare tutto l’anno, infatti dicevano che chi non festeggiava tutto il giorno sarebbe rimasto tutto il resto dell’anno infelice e solo.

“Colinde”, canti natalizi romeni scelti e tradotti da Ida Garzonio, edizioni Dario Memo, 1966

“Colinde”, canti natalizi romeni scelti e tradotti da Ida Garzonio, edizioni Dario Memo, 1966

Le colinde sono canti natalizi popo­lari romeni. Il nome, che sulle prime ci pare esotico e strano, è derivato dal latino calendae, nel quale le vocali, per influsso dell’antico bulgaro, hanno cambiato colorazione. Ciò sta a ricordarci che la festività natalizia anticamente coincise e a poco a poco sostituì le feste pagane del solstizio invernale. Per questo non ci si meraviglierà se accanto alle immagini tradizionali del Nata­le troveremo immagini primaverili o comunque legate alla terra, alla natura. Le colinde vengono cantate da pic­coli gruppi di fanciulli o giovani che hanno preparato nelle sagrestie delle chiese di campagna o nei fienili più isolati il loro repertorio e che la sera della vigilia si recano di casa in casa con una stella di carta trasparente illuminata all’interno da un lucignolo. Essi bus­sano alle porte o lanciano un richiamo dalla finestra e iniziano a cantare:

 Rediviva a Bookcity Milano 11-15 novembre 2020

 Rediviva a Bookcity Milano 11-15 novembre 2020

Nel programma Rediviva ha scelto di presentare due libri recentemente usciti presso la Collana Quaderni Romeni: “Romania. Un viaggio nella memoria. Paesaggi e figure. 1957-1967 un decennio difficile” di IDA GARZONIO e LA CIULEANDRA di Liviu Rebreanu tradotto in romeno di Alina Monica Turlea e Alessio Colarizi Graziani, due libri che arricchiscono la conoscenza della letteratura e poesia romena in Italia. 

Un lockdown morale? di Armando SANTARELLI

Un lockdown morale? di Armando SANTARELLI

Ma possiamo fare molto di più: estendere ad altri la fiducia, l’ottimismo, la voglia di resistere. Oggi più che mai vale l’affermazione di Peter Handke, Premio Nobel per la Letteratura nel 2019, che ci invita a “contagiare benevolmente la gente”. Di sicuro riusciremo meglio in questo compito con un semplice esercizio di memoria, quella dei nostri nonni e delle tremende sofferenze che patirono durante le Guerre Mondiali, quella dei campi di concentramento, quella di chi è vittima di malattie devastanti, quella di chi, a causa di disastri naturali, è rimasto senza casa e senza lavoro, quella di chi vive in condizioni di semi schiavitù, o di chi è in carcere per aver espresso un pensiero diverso da quello del despota di turno. Ecco, tenendo a mente questi terribili traumi, e lavorando sul buon senso, potremo evitare il lockdown morale, e scoprire che proprio la strana realtà di oggi può rivelarci le nostre autentiche qualità e il valore del prossimo.
                                                                                                 

Perché leggere i classici… romeni?

Perché leggere i classici… romeni?

Se io stessa non fossi romena, avrei mai trovato il tempo per sfogliare La Ciuleandra (Rediviva Edizioni, traduzione di Alina-Monica Turlea e Alessio Colarizi Graziani)? Ho rovesciato la domanda e, come fanno i bravi scrittori, ho sposato un altro punto di vista chiedendomi: quanti scrittori albanesi, montenegrini, ucraini, bielorussi, lettoni ho letto negli ultimi anni? Credo, se non ricordo male, uno, polacco. Non ne ho letti di contemporanei e non ne ho letti di classici. E ho fatto male. Come male fareste voi se non vi lasciaste incuriosire da Liviu Rebreanu e dal suo appetitoso romanzo, La Ciuleandra. 

15 premii obținute de România și Republica Moldova la Concursul Internațional “Giovani e Poesia” – ediția 2019/2020

15 premii obținute de România și Republica Moldova la Concursul Internațional “Giovani e Poesia” – ediția 2019/2020

România este prezentă în mod constant din anul 1993 la acest concurs, cu peste 800 de autori înscriși și 120 premii obținute, între care,  patru medalii de argint din partea Camerei Deputaților Italiene.  În decursul anilor s-a constatat o mare participare a elevilor și tinerilor din Italia, dar și alte țări devin tot mai prezente în cadrul acestei importante manifestări de poezie cu caracter internațional. Concursul Internațional de Poezie de la Triuggio a reunit și la prezenta ediție sute de candidați la premiile oferite de un juriu special format, care analizează creațiile poetice, majoritatea aparținând cu precădere copiiilor de la școala primară până la liceu, dar si adulti, creații ale unor poeti consacrati.