Centro Culturale Italo Romeno
Milano

Autore: Violeta Popescu

 Rediviva a Bookcity Milano 11-15 novembre 2020

Nel programma Rediviva ha scelto di presentare due libri recentemente usciti presso la Collana Quaderni Romeni: “Romania. Un viaggio nella memoria. Paesaggi e figure. 1957-1967 un decennio difficile” di IDA GARZONIO e LA CIULEANDRA di Liviu Rebreanu tradotto in romeno di Alina Monica Turlea e Alessio Colarizi Graziani, due libri che arricchiscono la conoscenza della letteratura e poesia romena in Italia. 

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Un lockdown morale? di Armando SANTARELLI

Ma possiamo fare molto di più: estendere ad altri la fiducia, l’ottimismo, la voglia di resistere. Oggi più che mai vale l’affermazione di Peter Handke, Premio Nobel per la Letteratura nel 2019, che ci invita a “contagiare benevolmente la gente”. Di sicuro riusciremo meglio in questo compito con un semplice esercizio di memoria, quella dei nostri nonni e delle tremende sofferenze che patirono durante le Guerre Mondiali, quella dei campi di concentramento, quella di chi è vittima di malattie devastanti, quella di chi, a causa di disastri naturali, è rimasto senza casa e senza lavoro, quella di chi vive in condizioni di semi schiavitù, o di chi è in carcere per aver espresso un pensiero diverso da quello del despota di turno. Ecco, tenendo a mente questi terribili traumi, e lavorando sul buon senso, potremo evitare il lockdown morale, e scoprire che proprio la strana realtà di oggi può rivelarci le nostre autentiche qualità e il valore del prossimo.
                                                                                                 

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Perché leggere i classici… romeni?

Se io stessa non fossi romena, avrei mai trovato il tempo per sfogliare La Ciuleandra (Rediviva Edizioni, traduzione di Alina-Monica Turlea e Alessio Colarizi Graziani)? Ho rovesciato la domanda e, come fanno i bravi scrittori, ho sposato un altro punto di vista chiedendomi: quanti scrittori albanesi, montenegrini, ucraini, bielorussi, lettoni ho letto negli ultimi anni? Credo, se non ricordo male, uno, polacco. Non ne ho letti di contemporanei e non ne ho letti di classici. E ho fatto male. Come male fareste voi se non vi lasciaste incuriosire da Liviu Rebreanu e dal suo appetitoso romanzo, La Ciuleandra. 

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Invito alla lettura: Dionigi il Piccolo, il personaggio ricreato dall’autore del libro “Lo spazio e il tempo”

Dionigi il Piccolo (epiteto che egli stesso aggiunse al suo nome non tanto per modestia quanto – forse – per creare una gerarchia fra sè e il “grande” Dionigi l’Areopagita discepolo di San Paolo) è figura ben nota, non foss’altro perché è considerato il fondatore della cronologia cristiana e del computo della Pasqua. Della sua vita – soprattutto degli anni giovanili – si sa ben poco e quel poco si desume dai suoi scritti: visse a cavallo fra il V e il VI secolo, di lui parla Cassiodoro esaltandone le virtù e la dottrina; trascorse la seconda parte della sua vita a Roma, dove ricoprì importanti incarichi, tradusse dal greco in latino molte opere canoniche e scrisse le sue opere, che formano una raccolta sterminata. Si sa che era originario della Scizia minore (parte dell’antica provincia romana della Mesia inferiore, oggi la romena Dobrugia sul Mar Nero); che fu educato in un monastero, ove ebbe come maestro tale Pietro. vescovo di una sede forse da identificare con Tomi (l’odierna Costanza, importante porto sul Mar Nero).

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