1 Marzo – Mărțișorul
Per i romeni il primo giorno di marzo è il sinonimo della festa del “mărțișor”, diminutivo di “marzo”, simbolo della primavera.
Per saperne di piùPer i romeni il primo giorno di marzo è il sinonimo della festa del “mărțișor”, diminutivo di “marzo”, simbolo della primavera.
Per saperne di piùLa Romania, insieme agli altri paesi vicini, è stata parte della zona d’influenza sovietica e comunista dopo la seconda guerra mondiale. La sua storia fu modificata radicalmente sotto la minaccia delle truppe sovietiche “liberatrice” per circa cinque decenni. Questo cambiamento forzato significò, tra altre gravi distorsioni, un tragico isolamento, una frattura strana, una divisione dalla gran famiglia europea. L’intera cosi chiamata “Europa Orientale” cessò, infatti, d’essere più Europa.
Per saperne di piùLa Pasqua è per i cristiani ortodossi la festa più importante dell’anno liturgico, la Resurrezione del Signore che coincide con il risveglio della natura e invita a un profondo rinnovamento dello spirito umano…
Per saperne di piùLa tradizione popolare romena vuol chiamare la sua festa degli innamorati e del arrivo della primavera “Dragobete”. Dragobete è una divinità mitologica simile al Dio Cupido (Eros) immaginato come un uomo affascinante e virile che rappresentava per il popolo romeno antico (i daci) il Dio che fidanzava tutti gli animali della terra al inizio della primavera il passare del tempo questa tradizione si è estesa anche fra la gente.
Per saperne di piùNasce a Bucarest nel 1830, figlio di Gheorghe e di Elena. Il padre ha un salone di parrucchiere. La madre era una bravissima raccontafavole. La madre lo manda a imparare leggere e scrivere presso il padre Nicola della chiesa Udricani, la chiesa della loro parrocchia.
Per saperne di piùPer dare un nuovo volto alla capitale Bucarest e alla società romena, eliminando elementi che avrebbero potuto indebolire la sua autorità, Ceausescu ha determinato la demolizione di edifici di inestimabile valore, tra cui numerose chiese ortodosse antiche.
Per saperne di piùLa storia delle icone su vetro della Transilvania, un’ampia presentazione della collezione di Sibiel, il racconto della nascita e sviluppo del Museo Zosim Oancea. E’ il libro firmato da Giovanni Ruggeri, giornalista esperto di Romania ed Europa dell’Est, che in settantadue pagine di testo, con numerose fotografie a colori, illustra la straordinaria storia custodita a Sibiel…
Per saperne di piùLa Festa Patronale di Cesano Boscone (Milano) e stata aperta questo anno con la mostra di pittura apartenendo dell pittore romeno Marinel Stefanescu…
Per saperne di piùConstantin Brancusi nasce a Hobitza, un villaggio rumeno, il 19 febbraio 1876. Studia Arte alla Scuola di Arti e Mestieri di Craiova dal 1894 al 1898, quindi alla Scuola di Belle Arti di Bucarest dal 1898 al 1901. Desideroso di continuare la propria educazione artistica a Parigi, vi si reca nel 1904 e si iscrive all’Ecole des Beaux-Arts nel 1905. L’anno seguente partecipa con alcune sculture al Salon d’Automne dove incontra Auguste Rodin…
Per saperne di piùll 1 marzo 1837 nasce a Homulesti, provincia Neamt, da genitori romeni Stefan figlio di Petre Ciubotaru e di sua moglie Smaranda figlia di David Creanga del villaggio Pipirig, provincia Neamt .
Suo padre è un piccolo proprietario terriero, con ben sette figli, che coltiva la terra e sua madre Smaranda Creanga confeziona degli abiti di campagna che la famiglia vende per integrare le magre entrate della modesta proprietà terriera. Riceve la prima istruzione dal dascal (insegnante) della parrocchia del suo paese natio.
Poeta e prosatore, Mihai Eminescu (1850-1889) è un autore romantico, come l’italiano Leopardi, ma un romantico di tipo tedesco, un poeta mistico e visionario, un poeta della notte e della donna, che per i romeni rappresenta una sintesi tra Goethe e Schiller.
Per saperne di piùMihai ZAMFIR. Nato nel 1941, a Bucarest, Mihai Zamfir è un famoso professore universitario presso l’Università Statale di Bucarest. Ha insegnato anche a Lisbona. In Romania il suo maestro è stato Tudor Vianu. In Francia, a Nizza, è stato seguito dal professor Pierre Guiraud. Narratore moderno, i suoi romanzi hanno avuto molto successo di vendite in Romania. Le trame dei libri Acasă (A casa, 1992) e Poveste de iarnă (Racconto d’inverno, 1987) sono ambientate nella capitale della Romania, Bucarest, durante il regime comunista. I capolavori Educaţie târzie (Educazione in ritardo, 2 Volumi:1998-1999) e Fetiţa (Bambina, 2003) sono le varianti moderne delle opere classiche (Educazione sentimentale di Flaubert e Lolita di Nabokov).
Per saperne di piùLa generazione degli anni ’60, definita dal famoso saggista romeno Edgar Papu “la generazione senza maestri e senza libri”(perché i comunisti avevano imprigionato tanti intellettuali, scrittori ecc. e avevano ritirato loro libri; in cambio, secondo il modello sovietico, il regime comunista provava di istituire a Bucarest una Scuola di letteratura “Mihai Eminescu”, con lo scopo di indottrinare e ’guidare’ il popolo, secondo le linee del partito.
Per saperne di piùLa legenda dice che il nome del villaggio Dragus fu messo da un contadino chiamato Drag oppure Dragus.
Per saperne di piùTè al samovar- voci dal gulag sovietico, 2008, L’Harmattan Italia – Memorie; prefazione Monica Joita
‘Questo libro è un piccolo omaggio alla memoria di milioni di esseri umani, uomini e donne, incamminati verso l’inferno più remoto della terra e mai più tornati; alle famiglie che li hanno aspettati invano per anni; ai bambini rimasti orfani e cresciuti come fiori selvaggi intrappolati nelle griglie del sistema; a chi piange ancora su una foto in bianco e nero di tanti anni fa e a chi va a portare un fiore su una tomba senza nome.’
Per saperne di piùNel cuore della Transilvania, in un fiorente centro commerciale, culturale e spirituale nasce la...
Per saperne di piùNasce nella Romania dello stivale comunista nell’autunno del 1971. A ventitré anni lascia la...
Per saperne di piùPoiché prima della caduta del regime comunista, Mircea Eliade costituiva un nome proibito in patria, è naturale che dopo il 1989 iniziò in Romania un processo di rivalutazione della personalità e delle opere del grande romeno.
Per saperne di piùIn Romania si conosce poco sul contributo dato dalla scuola romena di Balletto in Occidente e la trista realtà deriva dal fatto che la maggior parte dei ballerini sono partiti negli anni di dittatura Ceausescu.
Per saperne di piùNel 1991, a Venezia, acquistai un numero della rivista “Danza & Danza” e la mia sorpresa fu totale nel vedere che Iancu era ballerino numero uno della nazione italiana…”.
Per saperne di piùIn occasione della distribuzione del latte, la gente si metteva in fila già dalle cinque o sei della mattina, per non perdere il turno e il diritto alla propria razione.
Per saperne di piùGli immigrati: quando sono vittime si dimentica la loro nazionalità, quando sono carnefici la loro provenienza viene enfatizzata in modo strumentale. Di questo modo di fare informazione dovremmo avere paura. E reagire con la conoscenza reciproca, che richiede sforzo, spazi editoriali, vetrine e finestre aperte sull’altro. A partire dalle finestre aperte sulla nostra storia.
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