(…) Io oggi sono qui, in un paese che non è mio, e scrivo in una lingua che non è mia, ma quello che scrivo ha le radici ben impiantate nella mia terra natia…
(…) Io oggi sono qui, in un paese che non è mio, e scrivo in una lingua che non è mia, ma quello che scrivo ha le radici ben impiantate nella mia terra natia…
È ritenuto “uno dei poeti più interessanti dell’Europa moderna”, così come afferma Andrew Mangham nel volume The Poetry of Menotti Lerro (Cambridge Scholars Publishing, 2011). Laureato in Lingue e Letterature Straniere, ha conseguito un dottorato di ricerca sulla poesia presso l’Università degli Studi di Salerno.
Calistrat Hogaș è stato uno scrittore romeno, autore di deliziosi racconti di viaggi, tratti dalle esplorazioni personali nei Monti della Moldavia. Nato il 19 aprile 1848 a Tecuci, Moldavia, come
figlio di Gheorghe e Maria Dumitriu, il nome Hogas è di fatto un sopranome di suo nonno.
Una recente indagine (Vacaru, 2013) dimostra, inoltre, che il modello della famiglia tradizionale continua a essere debitamente apprezzato tra i romeni, in quanto considerato una scelta di vita responsabile, e che, più della base economica (comunque necessaria), gli immigrati romeni ritengono un valore preminente il sostegno affettivo-relazionale.
(…) iI caso di Panait Istrati (1884-1935), scrittore politicamente impegnato che nei primi anni del Novecento si interessa alla difficile situazione dei lavoratori e che dopo il 1917 si schiera entusiasticamente con la Rivoluzione. Deluso dalla propria esperienza sovietica, Istrati finisce però per divenire un acceso critico dello stalinismo di cui non esita a denunciare i crimini.
Il primo giorno di primavera, il primo marzo, in Romania si celebra il Mărţişor, che in italiano si può tradurre come “piccolo marzo”. Si tratta di una festa tradizionale per accogliere l’arrivo della primavera, una ricorrenza molto sentita tra i romeni ma anche i in Bessarabia romena (oggi la Repubblica Moldova). Il martisor è diventato col tempo un portafortuna e il simbolo della primavera.
È tempo di carnevale anche in Romania. Presto partirà il Carnevale delle lole, antica usanza che fa rivivere le tradizioni delle corporazioni degli artigiani della Transilvania, regione storica nel centro della Romania. Questo carnevale, risalente al XII-esimo secolo, preannuncia, in un contesto umoristico, l’arrivo della primavera. La tradizione del carnevale è stata portata nel nostro paese dai coloni sassoni provenienti dall’ovest della Germania, dal sud-est dell’Olanda e dal Lussemburgo. Il nome di “lole” viene dal verbo tedesco lallen- balbettare e accenna al modo di parlare sotto la maschera.
Ho ricevuto il libro “Dodici più un angelo” uscito recentemente per i tipi di Ellin Selae di Murazzano (CN) e l’ho letto tutto d’un fiato come fosse una preghiera, di quelle un po’ lunghe che si leggono spesso prima dell’inizio di una messa di rito bizantino per preparare l’anima…
Nel 1935 riceve l’incarico di realizzare un monumento a Târgu Jiu, in onore degli eroi della prima guerra mondiale. Progetta un insieme di sculture, il famoso trittico: ‘La tavola del silenzio’, ‘Il cancello del Bacio’ e ‘La colonna infinita’.
Pertanto la donna continua ad essere vista come madre e lavoratrice. Ma il 1984 porta con se una svolta: la copertina della rivista “La Donna”, il più rappresentante mezzo di propaganda tra le donne del tempo, inizia a promuovere le figure di Nicolae ed Elena Ceauşescu
Daniel D. Marin ha esordito con il volume Oră de vârf (Ora di punta, 2003), che ha ricevuto il Premio per la Poesia al Festival Nazionale “Duiliu Zamfirescu” nel 2003 ed è stato candidato al Premio Nazionale di Poesia “Mihai Eminescu”
I primi venticinque volumi di ‘La complessità dei manoscritti di Dimitrie Cantemir’ sono stati realizzati con l’approvazione di Vladimir Putin e donati alla Biblioteca dell’Accademia Romena.
Petru Dumitriu è famoso nella letteratura romena per la sua prodigiosa capacità di ricreare atmosfere di tempi e luoghi, di grandiosità biblica alle volte, popolati di innumerevoli personaggi che trainano e rilanciano continuamente storie su storie.
Al Premio Internazionale Limen Arte 2012, l’opera d’arte esposta dall’artista romena Luminița Țăranu ha ottento una mezione speciale da parte della giuria. Nel 1987 ha ottenuto la Borsa Nazionale dell’Unione degli Artisti Plastici della Romania per disegno e incisione e si stabilisce in Italia.
Nacque il 28 luglio 1912, una donna semplice, proveniente da un villaggio dei Monti Fagaras che ha sostenuto la lotta anticomunista e sopportato, per questo motivo, torture e anni lunghi di carcere. Viene arrestata nel 1949 e rimane in carcere due anni senza un processo e una sentenza nel famoso e spaventoso carcere di Pitesti.
Sergiu Nicolaescu 13 aprile 1930- 3 gennaio 2013 un grande regista, attore e sceneggiatore, una personalità notevole di una corrente che oggi chiamiamo con grande soddisfazione la cinematografia romena.
Io non credo che la Romania si trovi in una situazione catastrofica. La Romania della televisione, sì, certo, la Romania della stampa è sull’orlo dell’Apocalisse, i romeni si uccidono, si tirano sotto con la macchina, si odiano, si disprezzano, rubano, mentono, imbrogliano, distruggono, la corruzione scorre loro nelle vene e l’incompetenza guida ogni loro mossa.
Le feste natalizie romene sono ogni anno motivo di grande divertimento, ma anche una serie di eventi pittoreschi folkloristici carichi di valori e significati profondi per il rapporto dell’uomo con la natura e con il mondo circostante. Un momento ricco di costumi tradizionali, diversi da una zona all’altra e di abitudini antiche, ereditate da tempi lontani e praticate ancora oggi, alle quali partecipa l’intera comunità e soprattutto i bambini.La sera de 24 dicembre, la vigilia di Natale, i bambini vanno a “colindare”: salgono su un carro con le ruote in legno trainato da cavalli e, passando di casa in casa, cantano le melodie natalizie ‘colinde’.
Ofelia Prodan ha esordito nel 2007 con il volume di poesie Elefantul din patul meu, che le è valso il Premio per il debutto dell’Associazione degli Scrittori di Bucarest 2008, il Premio per il debutto della rivista “Luceafărul” 2008 e la candidatura al Premio Nazionale di Poesia Mihai Eminescu – Opera Prima 2008).
“Il villaggio senza madri” è un libro scritto in punta di piedi che tratta un tema sensibile e delicato, l’abbandono del figlio per necessità, per esigenze materiali al confine con la sopravvivenza.
Spettacollo della Compagnia Balletto Classico Cosi-Ștefanescu attiva sul suolo italiano e internazionale ininterrottamente dal 1977 totalizzando più di 2000 spettacoli in oltre 500 città. Liliana Cosi e Marinel Ștefănescu (artista di origine romena) è una delle coppie celebri della danza mondiale.
Nicolae Paulescu è stato un medico e fisiologo romeno, che ha contribuito alla scoperta dell’insulina. Nel 1990 Nicolae Paulescu viene nominato, post mortem, membro dell’Accademia Romena.
Gheorghe Carageani La sua attività di traduttore dal romeno in italiano è relativamente ridotta. Traduce lo...
A Brescia, la Festa Nazionale della Romania, è iniziata nel pomeriggio della giornata del 2 dicembre con uno spettacolo emozionante dal titolo “A mezz’aria tra due patrie” organizzato nel Palazzo della Cultura di Cellatica.
“Il villaggio senza madri” è un libro scritto in punta di piedi che tratta un tema sensibile e delicato, l’abbandono del figlio per necessità, per esigenze materiali al confine con la sopravvivenza. (recensione del libro: Diana Pavel Cassese)
Alla fine di questa settimana, lo scrittore Vasile Ernu prenderà parte a due eventi letterari in Italia: Genova – 16 novembre e Milano 17 novembre nell’ambito di due manifestazioni culturali.
Ho pagato per leggere Galimberti e scopro di leggere Noica, Giulia Sissa o chi sa chi? Questo fatto, di per sé commerciale, attraverso il quale vengo semplicemente “fregato”, mi sembra l’epifania brutale di tutta l’ingiustizia implicata nel plagio
Vasile Ernu, scrittore e filosofo romeno della Bessarabia è nato in URSS nel 1971. Si trasferisce in Romania dopo il 1991.Esordisce con Nato in URSS (Hacca 2010), che ottiene il Premio per il debutto dell’Unione degli Scrittori Romeni.
La lingua romena rappresenta la continuità della lingua latina, parlata ininterrottamente sulla terra lasciata in eredità dagli antenati daci, dalla loro conquista dai romani fino in presente.
Quando si parla di Alina Cojocaru non si pensa ad una semplice danzatrice, subito alla mente scatta l’immagine di una stella tra le più luminose nel firmamento della danza.