Centro Culturale Italo Romeno
Milano

Marco Antonio Canini – un amico della Romania

Gen 30, 2009

Marco Antonio Canini è considerato un patriota e filologo. Nasce a Venezia nel 1822. Nel 1849 combatte nella difesa di Venezia e, dopo lungo esilio nella Penisola balcanica e in Oriente, partecipa alla guerra del 1866. Trasferitosi a Parigi, vi pubblica nel 1868 un libro di ricordi (‘Vingt ans d’exil’), poi, rimpatriato, insegna lingue nella Scuola superiore di Venezia. Autore della canzone patriottica ‘Addio, mia bella, addio’. Sono poche parole che riassumono brevemente la vita di Marco Antonio Canini.

Ci soffermeremo in questo piccolo saggio su una parte importante della sua vita: le ragioni che lo spinsero a conoscere la Romania (i Principati Romeni) e a partecipare in diversi modi alla sua vita politica, sociale e culturale.

L’avvicinamento dell’Italia alla Romania

Il suo arrivo nei Principati romeni è stato favorito dal contesto creatosi negli anni successivi alle rivoluzioni del 1848, quando si è notato un avvicinamento tra le opinioni pubbliche romena e italiana. Il contesto era dato dal fatto che entrambi i popoli si trovavano in una lotta simile per la loro unità nazionale e provavano così simpatia e sostegno reciproci, in un ambiente nel quale si era sviluppata l’idea di comune origine e di solidarietà latina. Una parte dell’intellettualità romena nutriva un vero e proprio culto per l’Italia, vista come terra sacra degli antenati romani, da dove si erano avviati verso il Danubio anche gli avi dei Romeni – i legionari e i coloni di Traiano. Dall’altra parte, gli italiani scoprivano con soddisfazione quest’inaspettato compagno sentimentale, che simpatizzava per le idee italiane. Nato a Venezia nel 1822, Antonio Canini ha seguito gli studi giuridici a Padova. Durante la rivoluzione del 1848 si è impegnato come segretario dell’intendente dell’esercito veneto, esercitando anche un’attività pubblicistica politica. Le sue idee radicali lo portarono all’incarcerazione e poi all’espulsione dal paese. Si è rifugiato poi in Grecia. Durante la guerra di Crimea (1853-1856) inizia a inviare corrispondenze al giornale “L’Opinione” di Torino.

Sostenitore dell’unificazione dei Principati Romeni

Il desiderio di conoscere il popolo romeno gli era nato dalla lettura di uno scritto critico di Augustin Treboniu Laurian, il patriota romeno transilvano.

Si stabilisce con la sua famiglia a Bucarest avendo il modo di conoscere il paese ed i suoi uomini politici nell’importante contesto politico dell’unificazione dei Principati Romeni. Grazie al sentimento della origine latina e di una fratellanza italo-romena Marco Antonio Canini si sentiva molto legato alla Romania. Fu sostenitore fervente dell’unificazione politica dei principati romeni, strinse amicizie con membri di spicco della scena politica romena, scrisse un’ode per elogiare il principe Alessandro Giovanni Cuza, quando fu eletto primo sovrano della Romania unita. A Bucarest provò a mettere in pratica la sua propaganda culturale di costituire un collegio italiano a Bucarest, idea che non si concretizzò. Nel 1858 pubblica un saggio intitolato ‘Studii istorice asupra originei natiuni romane’ e si impegna a dare lezioni di lingua, collaborando con diversi giornali. Parlava e scriveva molto bene il romeno. Segue un periodo in cui Antonio Canini si lascia coinvolgere nei piani politici di Bucarest.

Un progetto di Confederazione danubiano-balcanica

Le sue idee vanno nella direzione di un progetto di Confederazione danubiano-balcanica, una confederazione sulle rovine dell’impero asburgico, nella quale dovevano entrare tutti gli stati e le nazionalità balcaniche.

Corrispondente di guerra durante la guerra d’indipendenza romena (1877)

Nella primavera del 1877 troviamo Antonio Canini di nuovo nei Principati Romeni come corrispondente del giornale “Il Pungolo” di Napoli sul fronte romeno. In sei mesi di lavoro come inviato principale del giornale, Canini manda moltissime corrispondenze dei momenti principali della guerra del 1877. Con il suo spirito Canini rivendicava l’indipendenza e l’integrità della Romania di fronte al potente alleato russo. Durante la grande battaglia di Plevna, Canini fu forse l’unico corrispondente rimasto vicino ai soldati romeni, a differenza dei suoi colleghi. Le sue corrispondenze sono piene di ammirazione per il valore dei soldati romeni. Fu proprio in quel momento che Canini propose al governo romeno l’organizzazione di un corpo di volontari. Assistette alla proclamazione dell’indipendenza romena il 9/21 maggio 1877.

Le relazioni reciproche si sono ampliate dopo che, nel 1877, la Romania ottenne l’indipendenza. Per ragioni di affari, o per diversi altri motivi, assai numerosi cittadini italiani vennero a visitare la Romania; alcuni si stabilirono, soprattutto nelle città portuali lungo il Danubio e il Mar Nero. Un anno dopo Canini lanciò ancora uno di quei progetti che erano diventati per lui quasi un’ossessione: colonizzare con italiani la provincia marittima Dobrugia, riunita con la Romania, dopo secoli di dominazione ottomana.

Un romantico e viaggiatore instancabile

Nella sua vita ha svolto numerose e frenetiche attività: viaggiò un po’ dappertutto, scrisse libri sulla Romania, fece delle traduzioni di brani della letteratura romena in italiano, e viceversa, delle traduzioni in romeno di alcuni libretti d’opera, come per esempio: Maria di Rohan di Donizetti, La Traviata e Il Trovatore di Verdi, Norma di Bellini. Nel 1866 si fermò per un tempo a Parigi. Pubblicò il libro di memorie Vent’anni di esilio e fu testimone dei terribili avvenimenti entrati nella storia come “la Comune di Parigi”.

Per queste ragioni alcuni lo hanno chiamato “un avventuriero”, un instancabile viaggiatore conservando nella sua anima l’invincibile nostalgia per gli anni della sua gioventù, per quell’epoca di generosi slanci, di pazzia creatrice di storia.

Fu per questo che, ad un giudizio superficiale, appare come un personaggio anacronistico, e l’imprevedibilità dei suoi atti poté essere scambiata per spirito d’avventura.

La sua costante e commovente amicizia per la Romania gli ispirò in un certo momento queste parole profetiche: “Spero che, un giorno, Italiani e Romeni possano darsi la mano, per liberare i fratelli irredenti di ambo i paesi”.

Canini è morto il 12 agosto 1891 a Venezia.

A cura (traduzione) di Violeta P. Popescu

Bibliografia
George Cioranescu – Romania si ideea federalista, Ed. Enciclopedică, București 1996
Camil Muresanu, In templul lui Ianus, Editura Cartimpex, Cluj-Napoca 2002
Risorgimento – Esperienze e confronto, Editura Anima, 1979 – Francesco Guida- Marco Antonio Canini e la Romania – 1856-1879

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