La missione diplomatica del poeta Vasile Alecsandri in Italia in occasione dell’Unione dei Principati Romeni

La missione diplomatica del poeta Vasile Alecsandri in Italia in occasione dell’Unione dei Principati Romeni

Il 24 gennaio la Romania festeggia 154 l’Unità, realizzata tra i due Principati: la Muntenia e la Moldavia. L’atto storico compiuto nel 1859 è considerato uno memorabile nella storia nazionale romena, e rappresentò il primo grande passo per la creazione di una Romania come stato unitario e indipendente. L’unione dei due Principati Romeni e stata strettamente legata alla personalità di Alexandru Ioan Cuza e alla sua elezione come regnante di entrambi i principati – il 5 gennaio 1859 in Moldavia ed il 24 gennaio 1859 in Muntenia. L’unione dei Principati Romeni è dovuta anche all’attività svolta da importanti personaggi romeni che hanno combatutto.

Vasile Alecsandri (1819- 1890), poeta romeno con un un ruolo importante sia prima che dopo l’unificazione dei Principati Romeni, e stato uno dei personaggi molto attivi per il riconoscimento del giovane stato romeno. Nel’ambito culturale romeno, Vasile Alecsandri è conosciuto più come poeta, come scrittore, responsabile della rivista “România Literară”, ma la sua attività patriotica, come rivoluzionario oppure ufficiale dello stato romeno e stata un po’ trascurata dalla storiografia, nonostante il suo ruolo diplomatico assai importante.

La citta di Torino ha dedicato una via al poeta Vasile Alecsandri, per ricordare la sua presenza e l’importante attività diplomatica e poetica svolta nella regione Piemonte.

A 154 anni dopo l’unificazione dei Principati Romeni proponiamo al pubblico lettore alcune brevi informazioni sull’attività politica e diplomatica del grande poeta Vasile Alecsandri in Italia.

Come ministro degli Esteri dei Principati Uniti, Vasile Alecsandri si è dimostrato una persona con una energia e abilità particolare, ha mostrato realismo e chiarezza nelle sue azioni avviate, guidate o patrocinate da lui, nonostante i tanti impedimenti imposti dal momento storico attraversato.

Vasile_Alecsandri

Il problema delle sue radici è stato oggetto di vivi dibattiti fra gli storici. In uno dei suoi volumi, il poeta Vasile Alecsandri scriveva che ha le sue radici in Italia (1886, Mircești): “la mia famiglia ha le sue orgini a Venezia. Ai tempi quando la Repubblica era nel suo apice, un uomo con un grande cuore e con lo spirito cavalleresco sposò una donna romena e cosi e nata la famiglia Alecsandri”.

É un motivo che spiega il suo avvicinamento e l’intresse mostrato nei confronti dell’Italia. La sua provenienza da una nobile e ricca famiglia moldava gli ha permesso di viaggiare sin da giovanne. Conosceva, oltre al Marocco e alla Turchia, molti Paesi dell’Europa occidentale tra cui la Francia e l’Italia, e nei suoi viaggi amava abbandonarsi «al capriccio della fantasia». Soprattuto d’interesse è l’episodio Italia e la sua presenza in un paese che lo addorava. I suo primo viaggio in Italia è stato fatto in compagnia di un suo buon amico Costrache Negri, che studiava.

Seguono poi altri viaggi nelle più importanti città italiane. Il viaggio in Italia ha avuto anche un significato molto romantico e appasionato per il grande poeta: la sua storia di amore con la bella Elena Negri alla quale dedicò molte delle sue liriche. Nel 1845 si innamora di Elena Negri, la sorella del suo buon amico Costache Negri, che l’anno seguente si ammala. Come una vera copia ma senza essere sposati, intraprendono insieme un viaggio pieno di speranza, che li porta in Germania, in Francia, in Italia. Dopo un periodo trascorso a Venezia, forse il periodo più felice trascorso insieme, Elena Negri peggiora e le viene consigliato il clima siciliano. Nonostante un clima più favorevole, calda, mediterranea, Elena muore nel 1847 sulla nave, tra le braccia di Vasile Alecsandri.

Dopo il ritorno dal viaggio in Italia, Vasile Alecsandri prese parte al movimento rivoluzionario del 1848 e all’Unione dei Principati del 1859. Nel 1855 combatté nella guerra di Crimeea e successivamente intensificò l’attività politica, diventando ministro degli Esteri, carico in cui svolse importanti missioni per il suo Paese.

Sappiamo che nel periodo 1857-1859 Piemonte rappresentava un’autorità nella politica europea non solo per la sua estensione territoriale, ma in particolare per la sua gente, tra cui il conte Camillo Cavour che godeva di un talento di prestigio europeo e di una grande intelligenza, acquisite attraverso le sue azioni politiche e diplomatice. Come già conosciuto, il Piemonte e Cavour hanno sostenuto l’Unione dei Principati Romeni nel 1859.

Dopo l’elezione del principe Cuza (1858-1859), Alecsandri è stato nominato ministro degli esteri e svolse una benefica opera di propaganda in favore dell’unione, tanto all’interno, quanto all’estero (a Parigi, presso Napoleone III, a Londra, e soprattutto a Torino, presso il conte di Cavour e Vittorio Emanuele II), menando a buon fine il grave compito.

I documenti ricordano che il 1861 Vasile Alecsandri si trova a Torino. Tra i personaggi incontrati era anche Giovenale Vegezzi Ruscalla (1799-1885), molto appassionato alla causa dei romeni. Il suo interesse per i romeni risaliva già agli anni precedenti. Soprattuto i suoi studi etnografici e filologici sulla lingua romena e sulla sua origine latina erano noti non solo in Italia ma in tutta l’Europa.

A Torino il poeta Vasile Alecsandri ebbe un incontro assai piacevole con Cavour e Vittorio Emanuele II, che assicurarono il loro pieno sostegno al governo di Cuza.

Nel febbraio 1859, Camilo Cavour presentò un progetto di legge per istituire un consolato generale a Bucarest, riconoscendo ufficialmente l’indipendenza politica romena; tale disposizione fu approvata in tempi record sia dalla Camera che dal Senato, coronando così una paziente strategia diplomatica durata quasi tre anni. Nell’estate, durante la guerra in Lombardia, fu inviato nei Principati Romeni – come rappresentante diplomatico – Annibale Strambio, che giocò un ruolo cruciale nella pacificazione tra romeni e turchi.

Nel 1859 il poeta Vasile Alecsandri accompagnò l’esercito francese sui campi di battaglia della Lombardia, traendone ispirazione per un nuovo ciclo di liriche. Infine, dopo un’altra missione diplomatica a Parigi ed a Torino (1861), preferì ritirarsi nel suo luogo di nascita: Mircesti, dove attese alle opere della sua maturità artistica, alternando il lavoro con numerosi viaggi in Italia e nella Francia.

Dopo la morte di Elena Negri, il poeta si innamorò di Paulina Lucasievici, con la quale si sposò nel 1876. Molto stimato dal re Carol I e da Carmen Sylva, Alecsandri fu nominato ministro plenipotenziario a Parigi (1885), dove rimase malvolentieri cinque anni: gli ultimi della sua serena, olimpica esistenza.

Mirceşti: è un comune della Romania di 3.739 abitanti, ubicato nel distretto di Iaşi, nella regione storica della Moldavia. Il comune è formato dall’unione di 2 villaggi: Iugani e Mirceşti

Bibliografia:

Al. Marcu, Alecsandri e l’Italia, Roma, 1929;
G. C. Nicolescu, La vita di Vasile Alecsandri, Bucarest, 1962;
G. Calinescu, Vasile Alecsandri, Bucarest, 1965.
Simone Pelizza: http://www.storiain.net/arret/num155/artic5.asp
http://www.treccani.it/enciclopedia/tag/vasile-alecsandri/
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/01/22/un-pezzo-di-sicilia-nella-storia-della.html

Articolo a cura della dott.ssa Violeta P. POPESCU

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