Vasile Voiculescu – poeta martire (1884-1963)

Giu 6, 2012

Tra coloro che hanno sofferto le esperienze dure delle carceri comuniste e stato il poeta medico Vasile Voiculescu, condannato per la sua attività presso del cenacolo del Roveto Ardente, presso il monastero Antim a Bucarest.

Vasile Voiculescu è nato, secondo quanto detto dai suoi familiari, nella notte tra il 12 e il 13 ottobre 1884, nella famiglia di Costache e Sultana Voicu. Gli è stato cambiato il cognome in Voiculescu quando aveva ricevuto le prime pagelle a scuola.

Ha frequentato la scuola primaria e le medie nella località Plescoi (provincia di Buzau) e le scuole superiori BP Hasdeu, sempre a Buzau e Gheorghe Lazar a Bucarest. Dopo un anno di studio alla Facoltà di Lettere e Filosofia, si era trasferito alla Facoltà di Medicina, laureandosi nel 1910 con la tesi di laurea in Chirurgia. Ha proseguito poi gli studi con una specialistica in Medicina Interna ed Epidemiologia.

Fin dai tempi delle medie “ha divorato” la letteratura rumena e poi, durante le superiori, i libri in lingua francese e l’arte poetica di Eminescu (considerato il più grande poeta rumeno di tutti i tempi).

Il 21 febbraio 1910 Vasile Voiculescu aveva sposato Maria Mitescu, studentessa di Medicina, con la quale aveva avuto cinque figli. Nello stesso anno aveva ricevuto l’incarico di medico in un paesino nella provincia di Gorj, e subito dopo ha partecipato alla guerra di liberazione rumena in qualità di direttore dell’ospedale mobile n°6. In questo periodo si era ammalato di tifo esantematico, di febbre tifoide e d’ittero, perché era sempre a contatto con queste patologie. Egli si rifiutava sempre di prendersi una vacanza per potersi curare. Per il coraggio dimostrato durante la guerra, Vasile Voiculescu ha ricevuto la medaglia d’onore Steaua Romaniei cu spade (La stella con le spade della Romania). Sempre per i suoi meriti eccezionali, per aversi preso cura “della salute del suo popolo”, nel 1925 aveva ricevuto anche la medaglia Crucea Meritul Sanitar (La croce per meriti sanitari).

Vasile Voiculescu è diventato molto conosciuto grazie alla sua dedizione e alla responsabilità per il suo lavoro. A questo proposito, terrà una serie di conferenze alla radio con il tema: l’igiene della popolazione e pubblicherà poi una serie di libri di farmacologia verde. Per Voiculescu, secondo quanto lui stesso dichiarava, “la medicina non era una professione, ma una vera e propria passione”. Per questo fu soprannominato “dottor carità” ed era molto ricercato. La sua missione era stata quella di trovare gli ammalati poveri e di aiutarli, per quanto possibile, ad alleviare le loro sofferenze.

Nel 1922 Vasile Voiculescu era diventato medico e docente d’Igiene presso l’Istituto Pompilian a Bucarest. Il suo collega, il medico Constantin Daniel, ha raccontato l’attività di medico di Voiculescu, durante il suo impiego in Istituto: “La prima cosa che colpiva di lui era la sua bontà divina verso tutti: egli non criticava mai nessuno, non trovava difetti per nessuno e non biasimava nessuno, ascoltando tutti e cercando di dare una parola di conforto a tutti. Nutriva molta simpatia per i suoi ammalati, i quali lo adoravano al modo più assoluto. Egli li esaminava con attenzione, li prescriveva delle medicine, che molto spesso comprava lui, li incoraggiava e non si dimenticava mai di regalarli sempre qualcosa, che sia in denaro, alimenti o vestiti”.

Per quanto riguarda la sua attività letteraria, Vasile Voiculescu ha fatto il suo debutto nella rivista Convorbiri literare (Conversazioni letterari), con la poesia Dorul (Malinconia) nel 1912 e nel 1916 con il volume di poesia intitolato Poezii (Poesie), pubblicato all’Editoria Poporul. Dopo la pubblicazione di alcuni volumi di poesia, nel 1920 era diventato membro della Societatea Scriitorilor Romani (Associazione degli Scrittori Rumeni). Dal 1922 era diventato direttore della Fondazione Culturale, e tra 1927-1944 ha collaborato con la rivista Gandirea (Il Pensiero) sotto la guida di Nichifor Crainic, che gli aveva dedicato il settimo numero della rivista nel 1943. Sempre nel 1927 gli è stata messa in scena l’opera Maiastra fara inima (Miracolosa senza cuore). Dal 1934 Vasile Voiculescu è diventato direttore di programmi culturali alla Radio Romania fino al 1946, quando, secondo alcune testimonianze fu dimesso.

Il 22 novembre 1946 moriva sua moglie d’emorragia cerebrale. Durante questo brutto episodio della vita del grande poeta, suo figlio, Ion Voiculescu, ricordava una conversazione particolare con suo padre: “Nel giorno in quale morì la mamma di congestione cerebrale, papà mi portò con lui in farmacia e sulla strada, sotto una pioggia fine e fitta, sulla riva del fiume, mi fermò e mi disse:«voglio chiederti una cosa e tu mi devi promettere che cercherai di ascoltarmi: Devi avere fede in Dio! »”.

Fin dal 1946 Vasile Voiculescu ha frequentato il gruppo religioso Rugul aprins (Roveto Ardente) presso il monastero Antim (a Bucarest). Qui aveva legato una serie d’amicizie con il padre Agaton Sandu Tudor, con Alexandru Mironescu, Benedict Ghius e più tardi con Andrei Scrima. Inoltre, nel periodo 1953-1956, in cui il giovane teologo Scrima faceva il bibliotecario alla Biblioteca della Patriarchia, Vasile Voiculescu si recò in visita da lui quasi quotidianamente, anche se il gruppo Rugul aprins fu smantellato dalle autorità dello stato nel 1948.

La prigione vissuta con dignità

A causa delle amicizie con gli intellettuali che frequentavano il gruppo religioso Rugul aprins, nella notte tra il 4 e il 5 agosto 1958, Vasile Voiculescu fu arrestato dai Servizi Segreti, nel fascicolo dal nome Teodorescu Alexandru si altii (Teodorescu Alexandru e tutti gli altri) con l’accusa di “reati contro l’ordine pubblico”, infrazione prevista e punita dall’articolo 209 del Codice Penale.

Durante gli incessanti e duri interrogatori, Vasile Voiculescu rispondeva con fermezza: “Io non ho svolto alcun’attività minatoria contro il regime”. L’inchiesta lo voleva incriminare per “attività fascista” legata alla collaborazione con la rivista Gandirea e per far parte di un “gruppo di controrivoluzionari”, il cui capo si pensava fosse Daniil Sandu Tudor. Il poeta sosteneva con fermezza che non aveva fatto politica contro lo stato e che le riunioni nella casa di Alexandru Mironescu con Sandu Tudor e compagnia Rugul aprins erano soltanto incontri letterari e religiosi.

Dopo inchieste lunghissime e travagliate, nel processo del 8 novembre 1958, il Tribunale Militare della II Regione a Bucarest, tramite la sentenza n°125, condannava Vasile Voiculescu a 5 anni di reclusione con regime di “carcere duro”, degrado civile e la confisca totale del suo patrimonio. Durante la detenzione Voiculescu fu trasferito nelle carceri di Jilava (a Bucarest) e Aiud (nella provincia di Alba), rinomate in quel periodo per il flusso di prigionieri politici. E’ qui che si è ammalato di tubercolosi alla colonna vertebrale, che lo vede poi immobilizzato in una sedia a rotelle.

Per quanto riguarda il comportamento di Voiculescu in prigione, abbiamo alcune testimonianze. Lo storiografo Vasile Boronenat ricorda molto bene il suo incontro con il grande poeta e il suo comportamento: “Faceva impressione il suo comportamento impeccabile con tutti. Sembrava che si nutrisse con lo Spirito Santo e fosse un ottimo cristiano. Non usava mangiare molto, spesso e volentieri condivideva il suo cibo con gli altri. Si era creato intorno a lui un gruppo d’opportunisti, che delle volte gli portavano via il cibo senza nemmeno chiederglielo. Una volta capitò che un ammalato, nonostante fosse stato operato, si affretò per portargli via il cibo che gli era stato appena consegnato. La sua risposta ai suoi compagni di cella fu: “Lasciatelo stare, pure lui è la creatura di Dio e se ha fatto questo, vuol dire che lui ha più bisogno di me di mangiare”. Le sue parole mi sono rimaste impresse per sempre nella memoria. Egli è stato il massimo della bontà umana”.

Un altro ex detenuto politico, che ha avuto l’opportunità di incontrare Voiculescu in carcere, fu Aristide Dobre. Egli ricordava il momento del loro incontro, sul treno con i detenuti per il carcere di Aiud: “Lì, tra i detenuti che arrivavano dal carcere Jilava di Bucarest, mi ha colpito il volto di un uomo più anziano di me, volto che ricordava Gesu, con il quale ho iniziato una conversazione. Stava seduto e vedendomi così turbato mi offrì il suo posto. Abbiamo fatto amicizia in quei due giorni e mezzo, quanto è durato il viaggio fino al carcere di Aiud. Stavo per scoprire più tardi che quella persona così buona e con tanto carisma era il grande scrittore Vasile Voiculescu.

Il 2 maggio 1962 veniva scarcerato, ma doveva essere aiutato a camminare perché da solo non riusciva. Ricoverato più volte, gravemente ammalato, specialmente a causa della malattia contratta in carcere, nella notte tra il 25 e il 26 aprile 1963, Vasile Voiculescu andava nell’aldilà.

Fonte: Revista ROST

traduzione a cura della dott.ssa Monica Pastinaru