La Pasqua Ortodossa

Apr 17, 2009

Per l’Ortodossia, la Pasqua è la festa delle feste, tanto da non essere neppure annoverata tra le dodici grandi feste del ciclo cristologico, e da occupare un posto a parte, di assoluta centralità. Secondo il Cristianesimo ogni Domenica è Pasqua. Questa comprensione è vissuta in modo particolare all’interno dell’Ortodossia.

Per il cristiano ortodosso, Cristo ha sofferto veramente come uomo e, come tale, è morto e risorto. Tale morte e resurrezione non riguarda solo Lui ma, in Lui, viene associata tutta l’umanità passata e futura. La morte viene distrutta.

Il fatto riveste un significato profondo e permanente nella vita. I cristiani non divennero tali perché erano più morali o pii dei pagani. Non divennero tali per riscattare l’umanità dai dispotismi politici o da eventuali ingiustizie economico-sociali. Lo divennero semplicemente perché Cristo portò loro la liberazione dalla morte.

La Pasqua ortodossa comincia in chiesa a luci spente, alle ore 23.00. Il sacerdote esce dalle porte centrali dall’iconostasi sul presbiterio con una candela ed invita a prendere la luce. Tutti escono dalla chiesa con un lumino ed ascoltano il vangelo di Matteo 23,1-16. Si intona il canto Cristo è risorto e si ritorna in chiesa per proseguire la messa.

Le parole del tropario pasquale – l’inno di Pasqua – ripetute moltissime volte in tono sempre più esultante, ripetute fino ad una travolgente ma composta gioia mistica – con la tua morte hai calpestato la morte – sono il grande messaggio della Chiesa Ortodossa: la gioia di Pasqua, l’aver bandito l’antico terrore che assediava la vita dell’uomo.

Questa gioia Pasquale si affaccia perfino durante la celebrazione della Passione di Cristo. Così il Venerdì Santo ai vespri, nel momento stesso in cui Cristo rese lo spirito, già risuonano i primi inni di resurrezione: La mirra conviene ai morti, ma Cristo si è mostrato libero dalla corruzione. E’ per tale gioia pasquale che l’icona di Cristo in croce non ha alcun segno di tragicità ma rappresenta un uomo serenamente addormentato. Il trionfo sulla morte, nascosto ma decisivo, permea pure la celebrazione liturgica del Sabato Santo: Benché il tempio del tuo corpo fosse distrutto al momento della passione, pure anche allora unica era l’ipostasi della tua divinità e della tua carne (Sabato Santo, Mattutino, Canone, Ode 6).

Questa radiosa prospettiva ha creato nei paesi di fede cristiano-ortodossa una cultura nella quale non si riflette alcun terrore della morte. Ad esempio nei tradizionali canti popolari greci la morte viene semplicemente canzonata e la si considera in modo sereno. Nello stesso modo a Sapanta, in Romania, esiste un cimitero allegro. Questa memoria collettiva di Sapanta, questo insieme di tombe piene di colori dove ogni persona morta racconta ironicamente la sua esistenza con le relative gioie e dispiaceri, genera serenità e un’atmosfera allegra, una specie di sfida alla morte, un inno alla vita. Simpatia e curiosità si impossessano immediatamente di chi ci entra, con una strana sensazione di allegria e gioia, che generalmente poco s’addice ad un cimitero. Il contadino romeno non ha mai temuto la morte, perché morire é come attraversare un cancello verso l’eternità e quindi verso la vita eterna. La morte è un fenomeno naturale che deve accettare nella prospettiva della resurrezione.

Sei settimane di Quaresima

La Pasqua ortodossa viene preceduta da un periodo di sei settimane di Quaresima precedute da altre due domeniche speciali in cui si lascia il consumo della carne e poi anche quello dei latticini, escludendo ogni prodotto di origine animale. La culinaria si è sbizzarrita in mille ricette a base di erbe e farine che permettono di avere una dieta variata, pur rispettando rigorosamente il digiuno quaresimale.

Ancora oggi la Pasqua, festa delle feste, ha una solennità particolare. Lungo tutto il periodo della Grande e Santa Settimana che precede la Domenica di Resurrezione la Chiesa Ortodossa celebra ogni giorno delle lunghe liturgie nelle quali commemora con alta poesia e pathos la passione e morte del Signore. I segni e i simboli presenti sono pieni di forza e di significato. Fiori, foglie, acqua, processioni, incensazioni, canti, prosternazioni sono solo alcuni degli elementi inseriti nella liturgia che chiunque può osservare visitando una chiesa ortodossa nel periodo della Grande e Santa Settimana.

Così recita la bellissima preghiera di S. Efrem Siro che si ripete ogni giorno di Quaresima: Signore della mia vita, allontana da me lo spirito di perdizione, di possesso, di dominio e del vano parlare; dona invece al tuo servo lo spirito di purezza, del pensiero umile, di pazienza e di amore. Re e Signore benedetto nei secoli dei secoli, permetti che mi accorga delle mie cadute e che non condanni il mio fratello.

La Quaresima si termina con il ricordo di Lazzaro richiamato alla vita e con la Domenica delle Palme che ci introduce nella Settimana Santa di Passione del Cristo. Teodoro Studita così riassume: Ogni giorno imitando il Signore celebriamo la resurrezione delle virtù attraverso la morte delle passioni.

A partire dalla notte di Pasqua, per quaranta giorni, fino all’Ascensione del Signore, la gente saluta con la formula Cristo è risorto ricevendo come risposta Veramente è risorto.

Tradizioni popolare di Pasqua

Nel lungo periodo di attesa della Pasqua uno dei simboli che viene preparato e donato come augurio è l’uovo decorato: di per sé simbolo di vita e di fertilità, è sempre stato visto come segno di resurrezione. La tradizione contadina dice che le uova prodotte a Pasqua hanno un potere speciale di proteggere gli animali della fattoria e la famiglia che vi abita. I bambini si lavano il viso in un catino d’acqua con delle uova colorate di rosso. Le uova rosse (colorate coi pigmenti delle foglie di cipolla) sono su tutti i tavoli per essere donate. Nella regione di Suceava, in Romania, soprattutto si preparano le famose uova decorate (incondoiate) per le quali si usa una tecnica con strati di cera colorati, che alla fine del processo lasciano elegantissimi ornamenti sul guscio vuoto dell’uovo destinato ad essere omaggio pasquale.

L’importanza della Pasqua ortodossa in Europa

Di recente, grazie alle loro insistenze, gli europarlamentari rumeni hanno ottenuto che le sessioni di lavoro del Parlamento Europeo, a partire dal 2009, siano sospese nel secondo giorno della Pasqua ortodossa, un segno che le Chiese ortodosse dell’Europa dell’est cominciano a essere attivamente presenti a livello continentale là dove la grande festa della Resurrezione di Cristo continua a segnare il ritmo del tempo e a caratterizzare la cultura, le tradizioni, gli usi e i costumi di molti popoli.

Gabriel Popescu