Centro Culturale Italo Romeno
Milano

Non spegnete la luce, Ingrid B Coman; 2008

Mag 5, 2009

Questo libro è un insieme di tante storie che nel loro piccolo, con una fugace pennellata, toccano aspetti diversi della nostra vita, come tante minuscole candele accese qua e là.
In più della metà dei racconti sono i bambini a portare le torce, cercando, con innocenza e semplicità, di avvicinarle agli angoli più bui della nostra esistenza di adulti, chiedendoci di guardarci dentro insieme a loro: la violenza fine a se stessa, la guerra, la povertà, la fila per il pane che non basta o la fila per entrare in un campo nazista, il bilico tra l’amore per gli animali e l’istinto di sopravvivenza, i gesti a volte incomprensibili dei grandi, anche quelli più cari, o quelli del tutto sconvolgenti di un pedofilo.

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Negli altri sono sono gli adulti a vedersela con loro stessi e la parti più nascoste delle proprie anime, spesso in cerca di una luce ormai perduta per trovare la strada.  L’amicizia o la solitudine, la voglia disperata di libertà ma anche l’incapacità di accoglierla dopo averla aspettata troppo a lungo, l’amarezza di chi, in terra straniera, non riesce a sentirsi a casa, la fatica di vivere che a volte ci porta ad arrenderci o l’amore che invece è in grado di ricrearsi dal nulla sono alcuni dei temi che si ritroveranno ad affrontare.
Il monologo, che dà anche il titolo al libro, rappresenta tante candele messe insieme. Il suo unico personaggio ne accenderà una per ogni zona d’ombra della nostra vita: le nostre paure, compagne insospettate di tutti i giorni, la fatica di invecchiare, l’abbandono dei nostri anziani, preziosi tesori che sempre più spesso preferiamo confinare negli ospizi, la difficoltà di accettare che un figlio possa cancellarti con un colpo di penna e allontanarti come una vecchia bicicletta guasta, i nostri affetti a volte distorti dalla società, le nostre menti diventate TV dipendenti, i falsi valori che ci facciamo instillare dai media, la droga, temuta compagna dei nostri ragazzi che a volte si vedono sfumare la vita in un lampo da una pasticca di troppo, il loro mal di vivere e il loro grido di aiuto che spesso ignoriamo, il matrimonio diventato schiavo delle apparenze e degli spot pubblicitari, l’amore, quello vero, che è quasi religione e la religione che invece diventa la routine della domenica, mentre forse Dio ci aspetta da tutt’altra parte, cercando di passare nelle nostre vite tutti i giorni della settimana, tutte le settimane della nostra vita, se solo fossimo in grado di mantenere ancora accesa la fiamma nel nostro cuore e non spegnere la luce…

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