Documentario: Ştefan Delureanu “Una storia la storia”

Ott 3, 2011

AISSECO è orgogliosa di presentare il trailer del documentario Ştefan Delureanu. Una storia la Storia realizzato da Alberto Basciani ed Enrico Inglese.

Ştefan Delureanu è nato nel 1926 a Mangalia una località affacciata sulla costa romena del Mar Nero. Suo padre, Vasile, era un albergatore e ristoratore che seppe fare del suo ristorante un punto di incontro di alcuni degli intellettuali romeni più noti degli anni Venti e Trenta. In un clima di spensieratezza Ştefan crebbe tra artisti, scrittori, filosofi e storici e proprio la diretta conoscenza di uno dei maggiori storici romeni di tutti i tempi, Nicolae Iorga, lo portò alla decisione di studiare storia. Tuttavia il destino pareva aver deciso altrimenti. Le vicende e le conseguenze della Seconda guerra mondiale cambiarono la storia romena e il corso della sua vita. L’instaurazione della dittatura comunista in Romania provocò per la famiglia Delureanu la perdita di tutti gli averi, Ştefan simpatizzante della gioventù liberale e allievo dello storico Gheorghe Brătianu, fu prima ostacolato nel proseguimento dei suoi studi e poi impedito di esercitare il proprio lavoro di professore nei licei. Ma il peggio doveva ancora arrivare. Nel 1951 finì rinchiuso per due anni in un campo di lavoro con l’accusa di essere un nemico del popolo. Sfruttato, e torturato assieme a migliaia di altri detenuti politici Ştefan fu scarcerato solo qualche tempo dopo la morte di Stalin (marzo 1953). Dopo la sua liberazione fu costretto, per guadagnarsi da vivere, a lavorare come contabile in un’impresa industriale. Né l’ostracismo del regime, né le difficoltà della vita quotidiana gli impedirono però di coronare il suo sogno di studiare la storia e in particolare il Risorgimento italiano. Con il sostegno fondamentale di sua moglie Victoria e superando con ostinazione tutti gli ostacoli che il regime comunista gli mise contro, Ştefan conseguì il dottorato di ricerca (1972), entrò in contatto con alcuni dei maggiori storici italiani (Morelli, Ghisalberti …), studiò in archivi italiani, austriaci ecc. divenendo uno dei maggiori conoscitori del pensiero e dell’opera di Mazzini e della diffusione degli ideali risorgimentali italiani nelle terre romene e, in definitiva, un punto di riferimento degli studi italianistici in Romania. Alla caduta del regime Ştefan ha continuato a denunciare, con articoli e conferenze, un processo di democratizzazione distorto e ambiguo, capace solo di rubare il futuro alla gioventù romena e finalmente, superando anche gli ostacoli dell’età, ha potuto studiare e viaggiare liberamente. La mole e la qualità dei suoi lavori, i tanti amici sparsi in Italia e nel resto dell’Europa, testimoniano del suo impegno costante a favore di una ricerca storica libera da ogni condizionamento politico e ispirata soltanto al criterio dell’obiettività, della ricerca e del confronto delle fonti. Ancora oggi Ştefan è un punto di riferimento morale per molti suoi colleghi italiani e romeni che con questo lavoro hanno inteso onorare il suo impegno, la sua vicinanza e il privilegio di essergli amici e debitori di tanti insegnamenti.