Breve sguardo sui rapporti di Stefano il Grande con la Repubblica Veneta

Gen 6, 2009

 

 

Sul piano internazionale Stefano il Grande si è impegnato a stringere alleanze con popoli e stati interessati nella lotta contro l’Impero ottomano e fra questi con la Repubblica Veneta. Quest’ultima ha sostento due guerre con gravi perdite contro l’Impero Ottomano, proprio durante il regno di Stefano. In questo contesto leggiamo nell’archivio di una richiesta di aiuti militari (1476) da parte del Principato della Moldavia alla Repubblica Veneta, accolta favorevolmente.

Nel medesimo anno il doge veneziano Andrea Vendramin ha ordinato a Emanuele Gerardo di recarsi con gli ambasciatori di Stefano in Moldavia per rassicurare il principe del pieno appoggio della Repubblica Veneta.

L’importanza di questa missione non è nella missione stessa, quanto nel fatto che per la prima volta sia stato instaurato un rapporto diretto tra la potente Repubblica Veneta e la Moldavia, ignorando le pretese di sovranità del re d’Ungheria. Si ha notizia che l’ambasciata è durata più di quattro mesi ed è sostanzialmente consistita nel raccogliere importanti informazioni sul andamento del fronte danubiano, sulle vittorie riportate dal eserciti moldavo su quello ottomano.

Nell’anno 1502 è segnalata in Moldavia la presenza di Matteo Muriano, medico inviato dal doge Leonrado Loredano che oltre a occuparsi della salute del principe, aveva anche il compito di raccogliere informazioni sulla situazione politica in Moldavia e nel Impero Ottomano e sui rapporti intercorrenti tra questi e i paesi vicini.

Il medico, in uno dei rapporti che inviava a Venezia scriveva che Stefano il Grande “e un uomo molto saggio degno di molta lode, amato dai sudditi perché è paziente e giusto, fisicamente si presenta bene per la sua età nonostante risenta del malanno, che io conto, con l’aiuto di Dio di poter alleviare”.

Particolarmente interessanti sono gli apprezzamenti del medico veneto riguardanti il potenziale economico e militare della Moldavia e i suoi abitanti: “i sudditi sono tutti coraggiosi, agili, più adatti stare sui campi di battaglia che sui cuscini. Il principe dispone di 60000 uomini valorosi, di cui 40 000 a cavallo e 2000 fanti. La terra è fertile, bella e ben disposta, piena di animali e provviste alimentari tranne l’olio. Il grano si semina in aprile e maggio, in agosto e settembre si ottengono vini simili a quelli friulani. I pascoli sono molto buoni. In questo paese si potrebbero allevare 100 000 cavali”.

Degne di nota sono le considerazioni che Muriano fa riguardo alla posizione strategica della Moldavia e ai vantaggi che potrebbero derivare a Venezia da un’alleanza con questo paese: “Da qui si arriva a Constantinopoli in15-20 giorni, per questo ribadisco umilmente a Vostra Altezza che di qui si potrebbe attaccare ai fianchi il perfido sultano turco. Testimonianze di uomini di fiducia e di mercanti provenienti da Constantinopoli dicono che i Turchi hanno paura sia di Stefano il Grande, sia dei cristiani che potrebbero arrivare attraverso la Moldavia”.

Muriano riferisce ancora del conflitto tra Stefano il Grande e il re di Polonia a causa della Pocuzia; della guerra tra Polonia e Lituania da una parte e il Grande Principato di Mosca dall’altra e della situazione generale del popolo tartaro con notizie anche di natura militare. Si tratta di un rapporto politico dettagliato e realistico, grazie al quale la Repubblica Veneta poteva costruirsi un quadro esatto della situazione nel Basso Danubio e nell’Europa Orientale.

Nonostante questi rapporti fossero molto ben documentati, per Venezia essi ebbero solo un valore informativo e non pratico, in quanto il doge Leonardo Loredano accetò nel 1503 la pace che il sultano Baiazid II gli aveva proposto l’anno prima. Muriano mori nell’estate del 1503 in Moldavia. La sua missione ebbe il merito di far conoscere la Moldavia e il peso che Stefano il Grande ebbe nel quadro dei rapporti internazionali del tempo.

Traduzione a cura di Violeta P. Popescu