L’antica e prestigiosa Libreria Bocca di Milano – Galleria Vittorio Emanuele II ospita da 10 gennaio fino il 31 gennaio 2018 la mostra di Cristina LEFTER – a cura di Vera Agosti.Work in progress.
L’antica e prestigiosa Libreria Bocca di Milano – Galleria Vittorio Emanuele II ospita da 10 gennaio fino il 31 gennaio 2018 la mostra di Cristina LEFTER – a cura di Vera Agosti.Work in progress.
Seganaliamo con piacere l’uscita del libro in edizione bilingue (italo-romena): “Il Natale parla di te”/”Crăciunul este despre tine” di Luiza Dinică, presso la casa editrice Rediviva di Milano, collana Rosa dei venti, nella traduzione italiano a cura di Irina Țurcanu.
In occasione della Festa Nazionale della Romania e stata inaugurata sabato 2 dicembre 2017 una sezione di libri in romeno, presso la Biblioteca comunale di Trento. L’iniziativa e stata avviata da parte del Consolato Onorario di Romania del Trentino Alto Adige, del console dott. Maurizio Passerotti, che ha voluto fortemente offrire al pubblico romeno, in particolare ai ragazzi romeni nati oppure cresciuti in Italia, libri in lingua materna e soprattutto di creare un punto di riferimento per la comunità ben inserita che conta un numero importantre di presenze sul territorio.
La caduta dei regimi comunisti ha restituito alla notorietà diverse figure di intellettuali di assoluto rilievo provenienti dall’Europa orientale. Un felice recupero è quello di Nicu Steinhardt, formatosi nella Romania degli anni Trenta
Al primo incontro, svolto con successo a Baia-Mare dal 8 al 10 novembre 2017, hanno partecipato, oltre ai docenti del paese ospite, altri 20 insegnanti provenienti dalle scuole europee partner. Il programma è stato fitto d’impegni e ha incluso la presentazione dei vari sistemi scolastici e delle attività di coding già svolte, una mostra dei lavori realizzati dagli studenti romeni, laboratori di robotica educativa e applicazioni tradizionali e innovative. I partecipanti hanno potuto inoltre assaporare dei prodotti tradizionali e capire le bellezze del territorio e dei costumi tradizionali in uno spettacolo messo in scena per loro dal gruppo folcloristico della scuola.
Pietro Domenico Ernesto Gatti, nasce a Caselle di Pressana (VR) il 16 Febbraio 1880 . All’età di 11 anni entra tra i postulanti nell’Ordine Francescano presso il Convento di San Bernardino a Verona. Ordinato presbitero nel 1904 per le sue grandi capacità e la profondità della Fede venne incaricato di seguire i giovani francescani prima in Sardegna e successivamente a Malta ed infine, nel 1913, in Transilvania, allora facente parte del Regno d’Ungheria.
Si chiamano David o Matteo, ma anche David Andrei, Alexandru, Luca o Gabriel. Oppure, nel caso delle bambine, Sofia, Sofia Maria, Maria, Giulia e Alessia Maria. Sono questi i nomi che i genitori romeni immigrati prediligono per i loro bimbi nati in Italia, rivela il Report dell’Istat su “Natalità e fecondità della popolazione residente” (novembre 2016). Nel corso del 2015 sono nati in Italia 19.730 bambini con almeno uno dei genitori cittadino romeno, di questi 14.754 hanno entrambi i genitori romeni.
La lettura è, per l’uomo moderno, un vizio o un castigo. Leggiamo per passare gli esami, per informarci o leggiamo per professione. Penso, però, che la lettura potrebbe comportare anche funzioni più nobili, cioè più naturali. Potrebbe, per esempio, introdurci alle stagioni, rivelarci i ritmi al di fuori di
noi (e da cui noi siamo usciti per stupidità o per ignoranza)
Mercoledi 4 ottobre 2017 all’Ateneo Romeno di Bucarest con la partecipazione di 800 persone è stato presentato il centesimo numero della rivista MEMORIA – revista gândirii arestate – (La rivista del pensiero imprigionato), un numero estremamente significativo realizzato in collaborazione con l’Istituto Investigativo dei Crimini commessi durante il regime comunista e la memoria dell’esilio Romeno IICMER. Hanno collaborato inoltre alla buona riuscita dell’evento il Teatro Nazionale IL Caragiale e la Filarmonica George Enescu di Bucarest. La rivista racchiude un importante patrimonio di testimonianze, documenti, dati e, tramite gli articoli pubblicati e le segnalazioni delle novità editoriali (la rubrica “La Biblioteca della Memoria”) e delle manifestazioni su tematiche anticomuniste (la rubrica “Memoria adesso”), diventa una preziosa risorsa di documenti e d’ispirazione per storici, ricercatori, dottorandi e studenti.
Questa è la storia di un’amicizia tra due grandi uomini di Chiesa e di un luogo dove, già settant’anni fa, parole come accoglienza ed ecumenismo erano realtà. Parliamo di san Giovanni Calabria e del metropolita rumeno Visarion Puiu. E di quell’oasi spirituale sul Garda che è l’abbazia di Maguzzano oggi animata dai «Figli» di don Calabria dopo aver accolto per oltre mille anni benedettini e trappisti.
Una storia tenuta viva dai ricordi — degli ultimi testimoni e delle immagini che hanno fermato quel tempo — ai quali si aggiungono ora documenti degli Archivi Vaticani. Che hanno messo a disposizione degli studiosi le lettere fra don Calabria, i suoi collaboratori e quel dignitario ortodosso perseguitato: una corrispondenza a lungo secretata perché vi si nominavano persone ancora in vita, a rischio di rappresaglie politiche.
La Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, con il contributo del Servizio Nazionale per gli Studi Superiori di Teologia e di Scienze Religiose della Conferenza
Episcopale Italiana (CEI) e in collaborazione con l’Accademia di Romania di Roma, l’Institut français di Napoli e l’Istituto Cervantes di Napoli organizza per il 15 e 16 novembre 2017 un Convegno di studi internazionale dedicato al filosofo Emil Cioran (1911-
1995), una delle figure più rappresentative della vita culturale europea del secolo scorso. Il Convegno propone, dopo ottant’anni dalla pubblicazione di Lacrime e santi (1937),
“Come fratelli” è il titolo del primo libro scritto da italiani di origine romena che parla d’integrazione nel Bel Paese. La presenza dei romeni in Italia è il più grande fenomeno migratorio di successo proveniente da un paese dell’Unione Europea mai avvenuto nella storia italiana! Un libro dedicato a più di un milione di persone che lavorano, studiano e contribuiscono all’economia e alla società italiana. Edizioni Unicopli di Milano pubblicherà a ottobre 2017 nella collana Occasioni il volume anniversario sulla fratellanza italo-romena a dieci anni dall’ingresso nell’Unione Europea e a 60 anni dal trattato di Roma.
Il presente volume presenta, con responsabilità, i vari aspetti dell’elemento di composizione “trans-” nella letteratura, lingua, media e cultura e fornisce al lettore risposte a domande quali: Dove e come i fenomeni attraversano confini o abbinano domini? Quali forme di diversità consentono o favoriscono i processi “trans-“? Questi fenomeni “trans-“ tra-scendono[!] confini? Oppure ne stabiliscono altri nuovi? Perché oggi “trans-“ è così tanto all’attenzione del pubblico?
Raccolta di poesie con traduzione in lingua romena. In viaggio per dove è il racconto poetico di una vita in fuga ma, allo stesso tempo, alla ricerca del proprio sé. Da richiami iniziali di stampo realistico, incentrati sulla propria esperienza in terra romena, l’autore si fa sempre più trascinare dall’ispirazione verso una poesia evocativa che alle lontane alture carpatiche lascia il posto all’autoanalisi e alla psiche umana, quindi a valori più alti, quasi mistici
Milano è la città dove hanno abitato e sono passate importanti figure della storia e personalità romene, dal voivoda Iancu de Hunedoara (1407 c.-1456) al soprano Hariclea Darclée (1860-1939), dal poeta Vasile Alecsandri (1821-1890), in veste di diplomatico al tempo dei Principati danubiani, e da Simion Bărnuţiu (1808-1864), importante figura del movimento del ’48, al filosofo Ioan Petru Culianu (1950-1991), che negli anni ’70 ha insegnato all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. I primi contatti dei romeni con l’Italia risalgono al Medioevo, quando i romeni erano denominati vlahi, i territori romeni non erano riuniti in un unico stato, ma la componente linguistica e la latinità costituivano un forte legame di comunicazione. Gli scambi romeno-italiani che si ritrovano nei documenti dell’epoca sono di tipo economico, militare e culturale.
Vasile Igna, scrittore romeno di Ardusat, nel Maramureş, terra di confine antica e selvaggia prossima all’Ucraina , è un personaggio insieme singolare ed emblematico. In primo luogo, perché è un poeta che, dopo alcune raccolte di poesia di successo nel suo Paese e meritati riconoscimenti, decide nel 2006, a 62 anni, di pubblicare il suo primo vero romanzo dopo il racconto lungo L’Ora dei mulini a vento del 1978: Andante (così il titolo anche in romeno, edizioni Rediviva nella traduzione di Davide Arrigoni). Un approdo dalla poesia alla narrativa non comune, scelto con lucida consapevolezza: «Per scrivere narrativa bisogna lasciarsi alle spalle l’anima e la sensibilità del poeta» spiega. «La prosa ha il vantaggio che permette di sondare meglio l’anima, la propria interiorità, anche se richiede più pazienza e fatica per arrivare in profondità. La narrativa è racconto della successione, della continuità, mentre la poesia è espressione dell’attimo. Arriva un momento in cui si accumulano nell’anima tante cose che devono essere dette».
Foto. Aura Christi - Maria Floarea Pop, dr. Iulian Mihai Damian presentazione Accademia di Romania. Roma - giugno 2017...
Nel periodo 18–22 maggio si svolgerà la XXXa edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino. Il tema di quest’anno è Oltre il confine. Per il nono anno consecutivo, l’Istituto Culturale Romeno di Bucarest, tramite il Centro Nazionale del Libro e l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, organizza la partecipazione della Romania alla più importante manifestazione di questo genere in Italia con uno stand nazionale e una serie di manifestazioni dal tema I nostri autori “oltre” la Romania. In questo quadro di prestigio, per il quinto anno consecutivo, la casa editrice romena Rediviva di Milano del Centro Culturale Italo Romeno, avrà l’onore e la gioia di essere presente presso lo Stand della Romania, con due libri usciti presso le collane: Spiritualità (coordinatore p. Gabriel Popescu) e Quaderni Romeni (coordinatore, Ingrid B Coman).
Verranno presentati i volumi: la ristampa del libro “Diario della felicità” di Nicu Steinhardt nella traduzione di Gabriella Bertini Carageani, a cura di Gheorghe Carageani e per la prima volta tradotto in italiano lo scrittore e poeta Vasile Igna con il romanzo “Andante”, nella traduzione di Davide Arrigoni.
Nel periodo 18–22 maggio si svolgerà la XXXa edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino. Il tema di quest’anno è Oltre il confine. Per il nono anno consecutivo, l’Istituto Culturale Romeno di Bucarest, tramite il Centro Nazionale del Libro e l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, organizza la partecipazione della Romania alla più importante manifestazione di questo genere in Italia con uno stand nazionale e una serie di manifestazioni dal tema I nostri autori “oltre” la Romania.
Testimonianze: Bucarest 1948. Il calvario del cristiano Steinhardt «In questo posto quasi irrealmente sinistro...
Innanzitutto ringrazio sentitamente per l’opportunità concessa di inserire nel programma di questa ricca settimana questo intervento che tratta dei martiri della persecuzione comunista in Romania1, soprattutto nel periodo che segue immediatamente la seconda guerra mondiale, quando le carceri comuniste erano veri e propri centri di sterminio per chi veniva arrestato a causa dell’opposizione al regime. Sono onorata di poter contribuire a far conoscere, nel tentativo di recuperare la memoria dei martiri cristiani, un pezzo drammatico della storia recente del nostro Paese.
Inaugurata ieri – domenica 2 aprile 2017 – al Palazzo Maggi di Nogara (Verona) una bellissima mostra di uova di Pasqua proveniente dalla Romania della regione Bucovina.
Rediviva Edizioni è lieta di annunciare l’uscita del libro: Diario della Felicità, di N. Steinhardt, alla seconda edizione in italiano (prima edizione: Il Mulino, Bologna, 1995), nella traduzione di Gabriella Bertini Carageani, a cura di Gheorghe Carageani.
Ileana Mălăncioiu, membro corrispondente dell’Accademia Romena e nota personalità del mondo letterario romeno considerava il Diario della felicità, come il libro più importante pubblicato in Romania dopo il 1989.
Tutto intorno a questo libro è rivestito di straordinario, a partire dall’esperienza di vita dell’autore – ebreo convertito al cristianesimo e battezzato in galera – e a continuare con la storia del manoscritto che sta alla base del libro. Esistono, di fatto, due manoscritti in romeno di questo libro: il primo, confiscato inizialmente dalla Securitate (la famigerata polizia segreta romena durante gli anni della dittatura, comunista) e poi restituito all’autore; il secondo, più esteso, interamente riscritto da Steinhardt dopo la confisca della primo. Entrambi sono stati, in seguito, da lui completati, corretti e nascosti. L’attuale edizione riproduce la prima delle due versioni.
Da allora ho conosciuto tante romene e romeni, sia in Romania, sia in Italia, scoprendo una ricchezza di talenti e di capacità, soprattutto in campo culturale: scrittori, poeti, artisti, persone appassionate di cultura e delle tradizioni della loro terra. E a questa comunità, presente soprattutto a Milano dove vivo, sono debitore per avermi fatto conoscere e apprezzare personaggi e interpreti di una grande tradizione culturale, che da Eminescu a Eliade, da Ionesco a Cioran arriva fino ad oggi, toccando ambiti culturali diversi: poesia, teatro, narrativa, memorialistica (non posso non ricordare qui Nicu Steinhardt con la sua straordinaria opera memoriale, purtroppo semisconosciuta al pubblico italiano, Il diario della felicità). Una tradizione che trova piena espressione anche negli autori contemporanei, alcuni dei quali ho avuto la fortuna di incontrare e conoscere, come Bujor Nedelcovici, Micaela Ghiţescu, Stelian Țurlea, Ingrid Coman. Molti dei protagonisti di questo straordinario fermento culturale vivono oggi fuori dalla Romania e contribuiscono a far conoscere e diffondere non solo la letteratura romena, ma quel singolare rapporto tra memoria e letteratura che, da osservatore esterno, mi sembra una dei contrassegni più caratteristici della loro produzione artistica.
Violeta Pătrunjel Popescu è a Milano dal 2004. Si è trasferita con il marito e ora vive, con due figli, ad Arcore. Occhi azzurrissimi, pronuncia italiana quasi perfetta, è tra i fondatori del Centro Culturale Italo-Romeno di Milano. Un’idea nata nel 2008 da un gruppo di volontari romeni con una convinzione: il modo migliore per creare aggregazione e far conoscere il proprio Paese è tramite la cultura. Violeta è instancabile, onnipresente a ogni incontro, presentazione, mostra: l’entusiasmo per il proprio Paese e per l’interculturalità traspare da ogni parola o sguardo. È originaria di Braşov, in Transilvania: i genitori, nati negli anni ’40 del secolo scorso, all’epoca di Nicolae Ceaușescu lavoravano in fabbrica in condizioni durissime e Violeta, prima di andare a scuola, alle sette del mattino, conduceva al pascolo le mucche, portando con sé dei libri da leggere. Vivere in campagna però era una fortuna: il cibo non mancava mai. In Romania Violeta si è occupata di museografia e ricerca storica, ha insegnato e a Milano è impegnata come mediatrice culturale, con numerosi saggi all’attivo.
In occasione della Giornata della Cultura Nazionale e l’anniversario del grande poeta romeno Mihai Eminescu (1850-1889), presso il Consolato Generale della Romania a Milano, si è svolto un’incontro culturale per ricordare la figura del grande poeta romeno, ma anche di mettere in rilievo il ruolo della cultura, dell’integrazione, dell’identità culturale romena nella vita dei romeni che vivono all’estero.
Florentina Nita è nata in Romania dove si è laureata in ingegneria elettronica. Ha lavorato in diverse realtà industriali e ha partecipato attivamente alla vita sociale e culturale nel suo paese di origine. Dal 2000 vive in Italia e continua a svolgere un’attività professionale nel settore IT e nel contempo coltivare la sua passione per la letteratura. Le sue creazioni sono state premiate nei concorsi letterari internazionali e sono presenti in antologie e riviste letterarie. Dal 2011 al 2015 ha pubblicato 4 raccolte di versi in lingua romena. Il critico letterario romeno Valeriu Râpeanu considera la sua lirica come: “l’espressione di una diversità di sentimenti e interrogazioni, di momenti vissuti di pienezza spirituale o di nascosti dolori, di manifestazioni esuberanti o strazianti incertezze. E tutto questo perché la poesia di Florentina Nita sorge disinvolta, inalterata e lineare da un’anima che aspira in continuazione a tutto ciò che è puro e bello”.
Il numero dei romeni che vivono in Italia aumenta ancora. Nonostante la prolungata crisi economico-occupazionale attraversata dal nostro Paese, i romeni in Italia si confermano all’inizio del 2016 come la prima comunità straniera, con 1.151.395 di presenze.Si tratta di un aumento apparentemente contenuto, pari a circa 20mila unità rispetto ai 1.131.839 residenti dell’anno precedente. Tuttavia è invece certamente rilevante se si considera che esso è il risultato essenzialmente del saldo, da una parte, dei nuovi arrivi (stimabili a circa 25mila) e dei nati in Italia (15.796 il dato, ultimo disponibile, al 2014) e, dall’altra, dei ritorni in Romania (sono state 13.518 le cancellazioni anagrafiche nel 2014) e delle acquisizioni di cittadinanza italiana (6.442 il dato, ultimo disponibile, al 2014).
Vengono entrambe dall’Est Europa, con storie diverse alle spalle ma un’identica passione che le divora fin da piccole: la pittura. Cristina Lefter e Lavinia Rotocol vivono ora a Milano, città di approdo di un lungo itinerario esistenziale, e insieme hanno dato vita a una doppia personale ospitata nella sacrestia di Santa Maria del Carmine a Milano: «Remember Est», allestita con la collaborazione del Centro culturale italo-romeno e dell’associazione ASCS onlus, con il patrocinio del Consolato Generale di Romania a Milano.
La giornalista Donatella Ferrario ha raccontato in un’intervista a RRI non solo com’è nato questo progetto, ma anche cosa contraddistingue la comunita romena di Milano.
Intervista AUDIO: http://www.rri.ro/it_it/la_comunita_romena_nella_milano_multietnica-2553411