Centro Culturale Italo Romeno
Milano

Perché amiamo le donne, Mircea Cartarescu

Lug 10, 2010

Perché amiamo le donne, Mircea Cartarescu – a cura di Bruno Mazzoni, Voland, Roma, 2009.

Che siano bruttine o bombe sexy, che abbiano quindici o diciasette miliardi di anni, che dormono a occhi aperti o che appaiano in sogno come presenze saturnine, Cartarescu sceglie di omaggiare le donne “perché sono donne, perché non sono maschi, e nient’altro”.

E lo fa con sincerità rara e autoironia, esplorando, con gli occhi di un uomo, il continuum che uniscce l’esperienza sessuale e il sentimento amoroso, rinunciando a qualunque presunzione sull’universo femminile in questa raccolta di racconti godibile e raffinata. A fronte di un quotidiano grigiore che talvolta rende inaccettabile la nostra stessa esistenza, si ritrova qui in ogni racconto un seme di ‘eccezionalità’, che produce frutti sorprendenti e si cela in ciò che è ‘ordinario’. Un omaggio – spesso nell’accezione più concreta, sentimentale ed erotica – tributato alle donne per il solo fatto “di essere donne”.
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Storie raccontate in maniera divertente e raffinata da un narratore la cui vita assomiglia, quasi fossero due gocce d’acqua, a quella di Mircea Cărtărescu, autore dallo stile ricercato, apprezzato dal pubblico e dalla critica.

Mircea Cărtărescu è nato a Bucarest nel 1956. È considerato uno dei più interessanti scrittori dell’Est Europa, e sicuramente il più importante autore romeno contemporaneo. I suoi libri sono stati tradotti in tutte le maggiori lingue europee. Dello stesso autore Voland ha già pubblicato Travesti (2000), Nostalgia (2003) con il quale Cărtărescu si è aggiudicato il prestigioso Premio Acerbi nel 2005, e Abbacinante. L’ala sinistra (2007).

Bruno Mazzoni. Professore ordinario, Lingua e Letteratura romena), Facoltà di Lingue e Letterature straniere.

Bruno Mazzoni è ordinario di Lingua e letteratura romena presso il Dipartimento di Lingue e Letterature romanze dell’Università di Pisa. Ha fatto studi di romanistica, fornendo tra l’altro contributi nel campo della storia della linguistica romena e romanza della seconda metà del XIX secolo. Nel campo della storiografia letteraria, si è impegnato in particolare nell’esegesi critica dei grandi poeti romeni del Novecento (Tudor Arghezi, Ion Barbu, Nichita Stănescu) e nell’analisi della poesia degli ultimi decenni del XX secolo, fornendo altresì traduzioni dall’opera poetica di AnaBlandiana (a quattro mani con Biancamaria Frabotta, anche con un volume in corso di stampa per i tipi Donzelli) e dalla produzione in prosa e in versi del maggiore scrittore romeno contemporaneo, Mircea Cărtărescu (con la pubblicazione dei romanzi Travesti e Nostalgia, presso le edizioni Voland, e del volume di versi Quando hai bisogno d’amore. CD doppio, presso Pagine, di Roma). Più di recente, accanto a ricerche sulla letteratura dei secoli XVIII-XIX (IonBudai-Deleanu, Mihai Eminescu etc.) e ad interventi sulle varianti d’autore nella poesia emineschiana, ha curato la prima edizione critica di un icorpus epigrafico, costituito dagli epitaffi in versi incisi sulle variopinte croci lignee del cosiddetto “Cimitero allegro” di Sapânţa (nel Maramureş ‘romeno’, nel nord della Transilvania), ricostituendo, sul piano storico-filologico, la filiera e l’identikit delle strutture formulari, dunque pseudopopolari, di tali testi. Ha altresì coordinato un ampio progetto di ricerca internazionale sul tema Geografia e storia della civiltà letteraria romena nel contesto europeo (con 2 volumi in corso di pubblicazione presso le Edizioni Plus dell’Università di Pisa).