Centro Culturale Italo Romeno
Milano

Autore: Violeta Popescu

A 100 anni dalla fondazione del comitato “PRO ROMANIA” di Milano

Il “Corriere della Sera del 29 Ottobre 1918, riportava questa notizia della costituzione della sezione lombarda del Comitato Italiano Pro Romeni , nella prima riunione di questo gruppo veniva comunicata la costituzione della Legione Romena d’Italia e , a differenza d degli altri comitati sorti a Roma e Napoli , fin dalla sua prima riunione si sottolineò l’importanza dei “vantaggi economici di più stretti rapporti tra italiani e romeni”. La sede del comitato fu fissata nella centralissima Via Quintino Sella, 3 a pochi passi dal Castello Sforzesco. Animatori di qeusto gruppo milanese erano imprenditori, politici e appartenenti alla borghesia milanese.  Vediamo , ora nel dettaglio i profili del comitato milanese “Pro Romania”.

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Mi-e dor de tine – Perchè amo la Romania di Armando Santarelli

Perché mi sono innamorato della Romania? Non è mai facile rispondere a domande di questo genere. E’ un qualcosa di profondo, che ha a che fare con i codici dell’anima. E questi, chi è in grado di decifrarli? L’amore non si misura; ma se ti conquista, senti che è come se fosse lì da sempre. Ecco, quando ho messo piede in Romania per la prima volta (molto più tardi rispetto ad altri Paesi europei e mondiali), ho provato l’emozione che ci pervade tornando nella terra natale dopo una lunga assenza. Ovunque posassi lo sguardo, qualcosa di familiare, di semplice e di estatico, di trasparente e misterioso allo stesso tempo. Un amore tardivo dunque, ma proprio per questo maturo, forte, completo, come a voler riempire un vuoto che la mia anima aveva tollerato solo perché ignara della fonte capace di apportare nuovi stimoli e interessi alla mia vita.

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A Milano la mostra: “Testimonianze pittoriche” delle opere dell’artista romena Legendina

Legendina di Paolo, conosciuta da anni solo con il nome d’arte Legendina nasce a Hurdugaciu nel 1939. Provenendo da una famiglia di artisti (il padre scultore), intraprese giovanissima gli studi artistici. Appena diciassettenne iniziarono i primi incarichi da eseguire nei piccoli centri della Transilvania. Ebbe la fortuna di affrescare una chiesetta di campagna facendosi notare riuscendo così ad entrare nello studio di Corneliu Baba (18 novembre 1906, Craiova – 3 gennaio 1997 Bucarest). Sotto la guida di Baba affinò le conoscenze tecniche per arrivare ad un proprio stile personalissimo che coniuga ambientazioni di sapore metafisico con la cultura iconica bizantina. Nel 1978 una borsa di studio erogata dall’UNESCO permise a Legendina di approfondire gli studi all’estero. Nel 1982 il suo definitivo trasferimento in Svizzera dove morirà nel 2017.

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A Lugano mostra-evento dedicata al Centenario della Grande Unione della Romania (1918-2018)

Il Consolato Onorario della Romania a Lugano con il patrocinio del Municipio di Paradiso- Lugano è lieto di invitarVi  il 24 ottobre 2018 presso la Sala Multiuso Municipio Paradiso dalle ore 19 00  in occasione della celebrazione del Centenario della Grande Unione, alla serata culturale romena: “Centenario della Grande Unione della Romania. Storie e racconti 1918-2018” per celebrare l’importante evento avvenuto nel 1918. L’evento vedrà la presentazione di libri di storia della Romania, tra cui i volumi: Storia della Transilvania, uscito recentemente presso Rediviva Edizioni di Milano, autori: Ioan Aurel Pop (storico e presidente dell’Academia Romena) e Ioan Bolovan (storico, direttore dell’Istituto di Storia di Cluj Napoca), libri di teologia e spiritualità: Diario della felicità di Nicolae Steinhardt, ed. Rediviva 2017. Verra allestita la mostra foto-documentaria  “Soldati romeni e italiani nella Grande Guerra” progettata per evidenziare la presenza dei prigionieri romeni in Sicilia nella Grande Guerra a cura di Giuseppe Mazzagalia – Comitato Regionale Grande Guerra 1915–1918 e dell’Universita Babes-Bolyai di Cluj Napoca.

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Apariție editorială Rediviva: Repere de istorie și cultură românească în Italia anul Centenarului României Mari

Editura Rediviva din Milano anunță o nouă apariție editorială: Anuarul Repere culturale și istorice românești în anul Centenarului României Mari, a patra ediție, 118 pagini, tipărită color, o publicație omagiu dedicată Anului Centenarulului României mari (1918-2018). Proiectul editorial a fost sprijinit de Ministerul Românilor de Pretutindeni.

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Sindrome italiana. Chi bada alle badanti? di Armando Santarelli

Le chiamiamo “badanti”, un termine che non ha un corrispondente nella loro lingua. Vengono dall’Ucraina, dalla Russia, dalla Polonia, dalla Repubblica di Moldavia, ma soprattutto dalla Romania. Arrivano in Italia per sobbarcarsi un compito mai facile: prendersi cura dei nostri congiunti anziani e malati che non possiamo o non vogliamo più assistere.

Per millenni di storia umana le persone anziane sono state accudite dai membri della famiglia. Ma l’invecchiamento, e la considerazione che ne ha la società, non è legato soltanto alla fisiologia, è anche il risultato di un processo culturale e perciò sottoposto a inevitabili mutamenti nelle epoche storiche. Il progresso della scienza medica e la svolta demografica dei Paesi Occidentali ha portato ad un quota altissima di anziani ultrasettantenni. Contemporaneamente, la valutazione della vecchiaia ha subito un cambiamento quasi radicale: da bene prezioso a peso per la società. Il sapere è troppo vasto, le conoscenze evolvono troppo velocemente per diventare un patrimonio interiore da trasmettere ad altri; vecchiaia e saggezza non vengono quasi più associate. Inoltre, a sfavore della vecchiaia gioca la convinzione, peraltro non dimostrata, che una società invecchiata diventi meno efficiente e competitiva.

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Intrecci culturali italo-romeni a Bari. Presentazione del volume: “Toamnă fuksie-Fucksie d’Autunno” di Ana Maria Pătrașcu e Aurelia Iurili

Cosa abbandona la memoria all’oblio? Quale tensione intralcia l’identità collettiva, nel passaggio tra generazioni e nella convivenza tra differenti culture?
Affiora l’interrogativo, oltre che per dar voce ad autentici respiri di vita, in seguito all’urgenza di esplorare e valorizzare la ricchezza del dialogo comunitario all’interno della eterogenea compagine sociale. E questa, quando non si ritrova
accolta o nutrita, è respinta: chi, infatti, dinanzi ad essa, fa lievitare in sé paura, ostilità o indifferenza, trascura la genesi delle antiche radici, nate da comunione e integrazione di popoli, o dimentica l’atavica e irrefrenabile esigenza dell’Uomo non
soltanto di sopravvivere ma anche di selezionare il luogo dove reinventare la propria esistenza.

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