Elena Teodorini a Milano (1885): L’orgoglio del costume tradizionale romeno in una fotografia d’archivio
(…) Figlia di Craiova, sono prima di tutto figlia della Romania e per quanto possa vagare in terre straniere, potete star certi che sono rimasta pur sempre Romena…
Questa straordinaria immagine, del tutto inedita e completamente sconosciuta al pubblico romeno fino ad oggi, è stata generosamente donata dalle sue collezioni dalla prestigiosa Archivio Storico Ricordi di Milano e pubblicata sulla copertina del volume: Elena Teodorini. Una diva europea tra Ottocento e Novecento. Il primo soprano romeno alla Scala di Milano, editrice Rediviva, 2026, dedicato alla grande artista nell’anno del Centenario della sua scomparsa (1926–2026).
Riportarla alla luce costituisce un vero motivo di orgoglio nazionale e offre una nuova prospettiva sull’affascinante personalità del grande soprano Elena Teodorini, nata a Craiova nel 1857, figura leggendaria del mondo lirico internazionale. Prima cantante romena a calcare a soli 22 anni il palcoscenico del Teatro alla Scala, la Teodorini ha lasciato un’eredità lirica straordinaria, con una carriera eccezionale divisa tra la gloria del palcoscenico lirico e la passione per la pedagogia, essendo stata il soprano che ha fondato ben cinque scuole di canto: a Milano, Parigi, Bucarest, Buenos Aires e Rio de Janeiro.
Datata intorno al 1885, la fotografia in formato “Cabinet Card” ritrae Elena Teodorini nel pieno apogeo della sua carriera lirica sui palcoscenici italiani e internazionali. Aveva debuttato a soli 22 anni alla Scala ed era già stata protagonista in tre opere in prima mondiale: nel 1881 in “Cordelia” di Stefano Gobatti, al Teatro Comunale di Bologna; nel 1882 in “Bianca di Cervia” (alla Scala) di A. Smareglia; e sempre nel 1882 nell’opera “Il violino di Cremona” di Giulio Litta (alla Scala). Elena Teodorini era una presenza costante nella stampa dell’epoca, elogiata con articoli su Il Teatro Illustrato e la Gazzetta Musicale. Queste cronache laudative, particolarmente rilevanti per la ricezione dell’artista, insieme a litografie e riproduzioni di copertine di riviste illustrate dell’epoca che recano la sua immagine, documentano l’immenso prestigio ottenuto dalla Teodorini nei principali circuiti musicali del mondo, offrendo al lettore il ritratto vivido di una diva che ha dominato la scena lirica internazionale.
L’artista non indossa il costume di un personaggio d’opera, bensì un superbo e autentico costume tradizionale della regione dell’Oltenia, la sua terra natale. La fotografia a figura intera è stata realizzata presso il celebre studio “Pilotti & Poysel”, situato nel centro di Milano, l’atelier dove erano soliti farsi ritrarre i grandi artisti dell’epoca. Questa immagine estremamente personale fu dedicata a Giulio Ricordi, una delle personalità più importanti e influenti del mondo musicale del tempo, direttore della celebre casa editrice Ricordi e mentore di geni del calibro di Giacomo Puccini. Il fatto che Elena Teodorini abbia scelto di inviare al grande editore una fotografia che la ritrae in abiti tradizionali rumeni conferma ancora una volta il profondo legame che il soprano manteneva con le proprie origini, nonché il rispetto reciproco e la stretta collaborazione con la direzione della più grande casa editrice musicale d’Italia.
A quel tempo, i grandi soprani erano soliti posare nei più rinomati studi fotografici dell’epoca, offrendo in seguito questi ritratti autografati ad ammiratori e personalità influenti, come parte del culto della personalità e della promozione della propria immagine pubblica. Elena Teodorini si trovava già a Milano dal 1871 quando, all’età di 14 anni, arrivò per studiare al Conservatorio di Milano, dove nel 1876 ottenne il grande premio di canto.
Nata a Craiova, proveniva da una dinastia di artisti visionari della Romania, essendo figlia degli attori Teodor e Maria Teodorini, coloro che posero le basi del teatro di Craiova. Attraverso il proprio prestigio e con i propri mezzi, ha sostenuto giovani cantanti, ha promosso corsi di canto e ha organizzato numerosi concerti di beneficenza, contribuendo in modo concreto allo sviluppo della vita musicale nazionale.
La Teodorini ha introdotto nel suo repertorio brani in lingua romena, aprendo la strada a una progressiva valorizzazione della produzione lirica nazionale. Tra i brani eseguiti nell’ambito dei concerti in Romania figurava anche la celebre „Mândruliță de la munte” di George Ștephănescu. Sebbene indiretto rispetto alla fondazione dell’istituzione statale, il suo apporto fu cruciale: preparò il terreno culturale e sociale affinché Bucarest potesse ospitare un’Opera stabile e riconosciuta, l’Opera Rumena, che sarebbe nata formalmente nel 1921.
Profondamente legata alle sue radici, nel periodo delle stagioni tra il 1886 e il 1888, il grande soprano utilizzò le ingenti somme guadagnate sui principali palcoscenici lirici del mondo per restaurare il Teatro di Craiova, l’edificio costruito dai suoi genitori. All’inaugurazione del teatro di Craiova, nel 1886, Elena Teodorini offrì una meravigliosa dichiarazione d’amore per la sua città natale. Visibilmente commossa e „soffocata dalle lacrime”, come riportava il giornale Voința Națională del 18 marzo 1886, la Teodorini rispose dal balcone alla folla che la acclamava con entusiasmo, pronunciando queste parole: „Nella mia carriera ho avuto grandi soddisfazioni, ma nessuna mi ha resa così orgogliosa come questa dimostrazione d’amore… sarò per sempre fiera di essere rumena e di essere nata a Craiova.”
Il profondo legame di Elena Teodorini con il pubblico romeno era una realtà vissuta e testimoniata pubblicamente in ogni occasione. Una prova in tal senso è rappresentata dalla lettera piena di gratitudine che il grande soprano inviò alla stampa di Bucarest, colpita dalla calorosa accoglienza ricevuta in patria. Il giornale „Românul” registrava nel giugno 1886 questo momento di profonda carica emotiva, pubblicando le righe inviate da Elena Teodorini: «Signor Direttore, La prego di voler gentilmente inserire nel Suo giornale le seguenti righe: Tra le numerose manifestazioni di simpatia che mi sono state riservate nel corso della mia carriera artistica, nessuna mi ha profondamente commossa quanto l’accoglienza affettuosa che mi hanno tributato ieri i miei compatrioti. Profondamente riconoscente, li ringrazio di cuore. La prego di gradire l’assicurazione della mia più alta stima, Elena Teodorini».
Apprezzata da Giulio Ricordi e dai più grandi compositori dell’epoca, e considerata una vera diva la cui attività si rifletteva costantemente sulle pagine di riviste come la „Gazzetta Musicale di Milano” o Il Teatro Illustrato, la Teodorini usò la sua influenza internazionale per portare a Bucarest innumerevoli voci di primo piano della lirica italiana e mondiale.Ha avuto un ruolo fondamentale nella fondazione dell’Opera Rumena e nella formazione della prima generazione di artisti lirici romeni.
Il profondo legame di Elena Teodorini con l’abito e la cultura popolare ha continuato a portare frutti lungo tutto l’arco della sua vita. Una prova eloquente e decisamente emozionante si ebbe durante la tournée in Romania del 1924, quando il grande soprano ritornò in patria insieme alla sua brillante allieva brasiliana, Bidú Sayão, che avrebbe interpretato la celebre „Doina Oltului”.
Violeta Popescu
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