Caro lettore romeno e italiano

Caro lettore romeno e italiano

Caro lettore romeno e italiano,

“I romeni in Italia…” – ecco l’argomento che imperversa sulle prime pagine dei quotidiani italiani e romeni, tema scottante, con dichiarazioni ufficiali, comunicati stampa, accanimenti – i romeni e gli italiani, riportando un nuovo episodio destinato a seminare l’odio e la diffidenza tra noi, come altri già accaduti e che magari si verificheranno di nuovo in futuro. Certo ci sono cause e responsabilità, sarà la giustizia a giocare il ruolo chiave; in una società democratica del secolo XXI la giustizia troverà di certo il modo di fare il suo dovere. La sua competenza è quella di punire qualunque atto contro la vita di un essere umano, il dono supremo che Dio ci ha dato.

Che cosa ci resta però dopo tutto questo inchiostro che abbiamo visto scorrere sulla carta?

Dobbiamo cercare di andare avanti tutti insieme e ritrovarci nei fatti e nelle nostre azioni comuni, nelle cose che purtroppo non si leggono né in prima e nemmeno a pié di pagina dei giornali. Sono le cose positive, le cose buone che dimostrano saggezza e comprensione al di là delle dichiarazioni o comunicati stampa, perché fanno trasparire una maturità culturale e di identità che legano i due popoli e ci riconducono ai legami antichi dei tempi storici. In questo “mese oscuro”, “periodo nero”, come viene decretato dalla stampa, abbiamo visto che la vita va avanti, che le cose buone ci sono e questo è prova di fiducia e coraggio.

In questo periodo torbido, mentre i giornali fanno a gara a raccontare fatti di cronaca nera, la giovane pittrice romena Lavinia Rotocol fa il suo debutto nell’ambito del “Festival Art”; un’altra artista già nota al pubblico, Amira Munteanu, invita gli amanti dell’arte alla sua mostra “Breviario di vampiraggio contemporaneo”. Pochi giorni fa la scrittrice Ingrid Coman, invitata per la manifestazione “Libri e diritti” a Torino, ha presentato il suo romanzo “Tè al samovar” (Editrice Harmattan, Torino); a Venezia, presso l’Istituto Culturale Romeno di Ricerca Umanistica, possiamo assistere a tutt’una serie di mostre con la partecipazione di artisti romeni e italiani.

Anche i nostri amici italiani accolgono con entusiasmo gli eventi culturali che riguardano la Romania. Giovanni Ruggeri ci porta il messaggio delle icone del Museo Sibiel in un tour nelle città italiane, con il suo libro “Le icone di Sibiel”; Marco Baratto, un ottimo conoscitore della storia comune dei due popoli viene con un messaggio di solidarietà per la comunità romena, messaggio che i giornali e le agenzie di stampa hanno diffuso in questi giorni. La giornalista Emanuela Zanotti ha presentato il 10 di febbraio il suo libro ambientato nella Bucarest interbellica “Il solco della memoria” (Opera Graphiaria Electa Milano)

E gli esempi potrebbero continuare con gli eventi settimanali organizzati dall’Accademia di Romania a Roma, città dove, il 24 febbraio, presso il Teatro Ruskaja, il grande artista romeno Gigi Caciuleanu verrà celebrato dall’Accademia Nazionale di Danza di Roma, per una retrospettiva sulla sua carriera internazionale. All’inizio del mese di marzo l’Associazione Dacia di Livorno insieme al Comune invita gli amanti dell’arte a un’importante mostra di pittura “Percorso di un’artista” firmata dal maestro Marinel Stefanescu, nome celebrato da decenni in Italia per il suo genio artistico coreografico, messo in atto nei numerosi spettacoli di danza presentati dall’Accademia di Danza Classica di Reggio Emilia.

Ecco le belle testimonianze culturali comuni di cui purtroppo non sentiremo parlare se non di sfuggita, e con le quali semplicemente cerchiamo di offrire anche un altro punto di vista.

La Redazione.

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