Alfredo Bogardo un italiano nato a Dragasani Romania

FOTO. Drăgășani, Romania

Dalla seconda metà dell’Ottocento alla prima metà del Novecento c’è stata un’emigrazione in massa degli italiani in Romania, nelle regioni della Valacchia e Moldavia, cioè il cuore del paese, come lavoratori stagionali, dalla primavera all’autunno, ma in seguito a delle scelte personali, come ad esempio i matrimoni con la gente del posto, si sono trasformati in trasferimenti definitivi. Alcune regioni dell’Italia fornivano un numero talmente grande di lavoratori che si credeva rimanessero disabitate.

I muratori italiani hanno contribuito moltissimo alle costruzioni pubbliche e private e i taglialegna erano ritenuti degli ottimi professionisti. Lo sfruttamento delle cave e delle miniere della Romania ha coinvolto un grande numero di emigrati italiani in cerca di un impiego.

L’unificazione della Romania nel 1859 e la conseguente stabilità politica favori il processo di sviluppo ed ammodernamento del paese: ponti, gallerie, ferrovie, acquedotti, quindi c’era bisogno di forza di lavoro soprattutto per lavori specializzati. La corrente migratoria italiana diretta in Romania si intensifica, anche perché il costa della vita era contenuto ed esisteva una certa affinità linguistica. Una numerosa comunità italiana si trovava a Bucarest e la prova è stato il settimanale bilingue Fratellanza romeno italiana e la chiesa italiana, che confermano la presenza di una consistente e stabile comunità italiana nella capitale. Alcuni di loro hanno deciso con tempo di stabilirsi definitivamente e i loro discendenti vivono tutt’ora in Romania.

Tra loro c’era anche la famiglia Bogardo, che ha lasciato un’impronta forte nella letteratura e musica romena.
Alfredo Bogardo è nato a Dragasani, nel 1908, da genitori italiani, cattolici praticanti. Il padre, muratore pugliese, è migrato prima del 1900 e si è stabilito a Dragasani. In questo piccolo paesino del sud della Romania, Alfredo ha imparato a leggere e a scrivere.

Lo scrittore Alexandru Vlahuta, l’autore della celebre ‘Romania pittoresca’, descrive questo posto come un luogo unico, cosparso di ‘vallate incantevoli, frutteti, campi grano dorati e fiumiciattoli rinfrescanti, abitanti amorevoli delle loro terre, il bianco assoluto delle loro abitazioni, che vuole simboleggiare l’eternità, la perfezione e la nobiltà del contadino, la storia degli eventi cruciali non solo della vita degli abitanti, ma dell’intero paese; i Principi Mircea Il Grande, continuamente in guerra con i turchi, che ha regalato al posto il bellissimo monastero Cozia, Michele Il Bravo che ha portato una delle tante battaglie contro i turchi proprio in questa zona; il rivoluzionario Tudor Vladimirescu che ha dato inizio alla rivolta contro la dominazione dell’Impero Ottomano e che ha marciato con i suoi panduri per le strade di campagna della zona di Dragasani, verso Bucarest; l’aiducco Iancu Jianu che aveva la residenza in una vallata vicino a Dragasani, considerato fuorilegge dai boiari ed eroe dai contadini; il passaggio di Alexandru Ioan Cuza, il promote della moderna Romania indipendente; lo scrittore e rivoluzionario romeno Nicolae Balcescu, originario del villaggio Balcesti; lo scrittore e folclorista, nonché l’autore dell’Inno Nazionale romeno, Anton Pann; lo scrittore Gib Mihaescu che ha concentrato l’anima della città natale, Dragasani, nella sua opera; il millenario fiume Olt, conosciuto in passato con il nome latino Alutus, che sorge dai Carpazi e sfocia nel Danubio; le rovine della fortezza romana, Castra Traiana e il castro romano Rusidava, che facevano parte del sistema di difesa della zona di Dragasani.

Dragasani è famosa in tutto il mondo per i vigneti e i vini di qualità. La legenda vuole che il suo nome abbia origine dal nome della bella signora, di nome Sani e chiamata da tutti Draga Sani (cara Sani) della cantina dove tutti i passanti si fermavano per ammirare la sua bellezza e assaggiare il vino di Dragasani.

Alfredo Bogardo è stato un giornalista di prestigio, uno scrittore all’avanguardia e uno dei primi giornalisti sportivi del Corriere della Sera. La sua carriera è iniziata con le pubblicazioni di notizie sportive. Nel dopoguerra passa a Il Giorno.

Nel 1931 scrive il romanzo Dalila innamorata, seguito da Lo sport dell’anno 2000, E’ stata rubata la squadra nazionale, Il pallone magico, La classifica fatale.

Anche il fratello di Alfredo, Orenzo Bogardo, avvocato, ha avuto talento nell’arte della scrittura, pubblicando un romanzo, Letizia, nel 1930 a Bucarest e la novella La scintilla nell’Universo letterario.

Orenzo Bogardo è il padre del famoso compositore e cantante Florin Amedeo Bogardo, conosciuto soprattutto come autore della canzone Anni di liceo, la colonna sonore dell’omonimo film e del film dichiarazione d’amore. La sua opera conta più di 300 brani, la maggior parte interpretati dalla moglie, Stela Enache.

Inizia a studiare piano all’età di cinque anni e dall’età di diciassette inizia a comporre. Segue il Conservatorio a Bucarest, ma torna spesso a passare le vacanze nella città delle vigne, Dragasani.

Gli amici lo definiscono un talento raro e una carriera fruttuosa, anima sensibile e introvertita, timido, modesto, non amava la vita pubblica, preferiva rimanere in penombra.

Alfredo Bogardo è morto nel 1969, a Milano, in un incidente stradale.

Opere principali

  •  Dalila innamorata, Milano, Sonzogno, 1931.

  •  La classifica fatale, Milano, Martucci, 1937.

  •  Questa maledetta guerra, Milano, Edizioni dell’arcobaleno, 1945

  •  Ancora due ore d’Italia, Milano, M. Gastaldi, 1950


Articolo a cura della dott.ssa Lorena Curiman

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