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	<title>Violeta Popescu | Cultura Romena</title>
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	<title>Violeta Popescu | Cultura Romena</title>
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		<title>Anniversario. A 99 anni dalla morte del soprano romeno Elena Teodorini (1857-1926) una carriera di prestigio sulla scena lirica italiana e internazionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Violeta Popescu]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Feb 2025 18:25:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli e Studi]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Personalità]]></category>
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					<description><![CDATA[Anniversario. A 99 anni dalla morte del soprano romeno Elena Teodorini (1857-1926), una carriera di prestigio sulla scena lirica italiana e internazionale “(…) Elena Teodorini. Questo è uno dei nomi più illustri di cui si onora il teatro lirico contemporaneo (…) sono le prime parole che leggiamo nella prestigiosa rivista musicale italiana dell’epoca, Il Teatro [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Anniversario. A 99 anni dalla morte del soprano romeno Elena Teodorini (1857-1926), una carriera di prestigio sulla scena lirica italiana e internazionale</p>
<p>“(…) Elena Teodorini. Questo è uno dei nomi più illustri di cui si onora il teatro lirico contemporaneo (…) sono le prime parole che leggiamo nella prestigiosa rivista musicale italiana dell’epoca, Il Teatro Illustrato di Milano, edizione del 1885, diretta da Edoardo Sonzogno (1836 &#8211; 1920), grande editore musicale italiano. La rivista era nota per i suoi ritratti dedicati ai grandi maestri e agli artisti celebri, per le vedute e gli schizzi di scene teatrali, i disegni di teatri monumentali, i costumi di scena e altri ornamenti legati al mondo del teatro.</p>
<p>Uno dei numeri della rivista, con la copertina e un’intera pagina, è dedicato al soprano Elena Teodorini, che in quel momento si trovava in un periodo di grande ascesa artistica in Italia e sui principali palcoscenici della lirica internazionale.</p>
<p>(…) Un merito particolare della signora Teodorini – scrive l’editore milanese – è quello di interpretare, con la stessa sensibilità artistica e valore, qualsiasi ruolo del repertorio drammatico, riuscendo a eccellere in tutti i generi con grande abilità; dalla Figlia del Risorgimento a L’ebrea di Fromental Halévy, quanti personaggi ha incarnato con una forza artistica impareggiabile? Teodorini possiede il prezioso dono di combinare il tesoro di una voce magnifica – ampia nei registri gravi, omogenea nel centro e vibrante negli acuti – con un talento musicale e drammatico di prim’ordine. Numerose corone d’alloro e fiori le sono già stati offerti come tributo a questa eminente cantante, ma, essendo ancora giovane, avrà l’opportunità di raccoglierne molti altri, in onore suo e dell’arte che Teodorini nobilita con il suo splendore (…)”</p>
<p>Un bellissimo elogio, che mette in luce il prestigio di cui godeva Elena Teodorini nel mondo lirico italiano. Non solo è stata la prima artista romena a intraprendere studi musicali in Italia, ma anche la prima soprano a calcare il palcoscenico del Teatro alla Scala, a soli 22 anni, nel 1879 (prima della soprano Hariclea Darclée, che debuttò qui nel 1890). Allo stesso tempo, è stata una pioniera nella fondazione di numerose scuole e accademie di canto a Milano, Parigi, Buenos Aires, Rio de Janeiro e Bucarest.</p>
<p>Il 26 febbraio 1926, Elena Teodorini si spense a Bucarest, lasciando un’eredità artistica profondamente legata alla città di Milano e all’Italia, dove visse per oltre due decenni (1871 &#8211; ca. 1903).</p>
<p>Nata il 25 marzo 1857 a Craiova in una famiglia di artisti, Elena Teodorini era figlia di Theodor e Maria Teodorini e nipote degli attori Ion Vlădicescu e Raluca Stavrescu. La grande artista Aristizza Romanescu era sua cugina di primo grado. Aveva solo 14 anni quando lasciò la sua città natale, Craiova, per studiare pianoforte al Conservatorio di Milano. In breve tempo, grazie al suo talento e alla sua vocazione, divenne una pianista da concerto molto apprezzata, avendo iniziato lo studio dello strumento già all’età di sei anni. Durante i suoi studi al Conservatorio di Milano, scoprì la sua passione per il canto e decise di intraprendere anche questa strada.</p>
<p>Nel 1879, Elena Teodorini fece il suo debutto sul prestigioso palcoscenico del Teatro dal Verme di Milano, nel ruolo di Maria nell’opera La Fille du Régiment di Gaetano Donizetti. Successivamente, fu scritturata per interpretare il ruolo della protagonista Rachel nell’opera La Juive di Fromental Halévy, su libretto di Eugène Scribe, rappresentata per la prima volta all’Opéra di Parigi nel 1835.</p>
<p>Alla Scala di Milano, la soprano Teodorini debuttò nella stagione musicale 1879/1880 e vi tornò per tre stagioni consecutive. Nel 1879-1880 interpretò il ruolo di Margherita nell’opera Faust di Charles Gounod; nella stagione 1881-1882 cantò in tre rappresentazioni delle opere Gli Ugonotti (nel ruolo di Valentina) e Erodiade di Jules Massenet (1881). Tornò nuovamente alla Scala nella stagione 1892-1893 per interpretare il ruolo di Lucrezia nell’opera Lucrezia Borgia di Gaetano Donizetti, ispirata all’omonima tragedia di Victor Hugo, la cui prima rappresentazione alla Scala risaliva al 1833.</p>
<p>Dai documenti dell’epoca, sappiamo che Elena Teodorini fu la prima interprete del ruolo di Bianca nell’opera Bianca da Cervia di Antonio Smareglia, su libretto di Francesco Pozza, la cui prima assoluta si tenne al Teatro alla Scala il 7 febbraio 1882.</p>
<p>Nel decennio 1880-1890, il nome di Elena Teodorini compare sui manifesti di numerose rappresentazioni al Teatro Costanzi di Roma. Uno dei ruoli che interpretò in prima assoluta fu quello nell’opera Mala Pasqua, rappresentata per la prima volta il 9 aprile 1890 al Teatro Costanzi. Quest’opera in tre atti, composta da Stanislao Gastaldon su libretto di Giovanni Domenico Bartocci-Fontana, era basata sul dramma Cavalleria Rusticana di Giovanni Verga, adattato dall’autore dalla sua omonima novella.</p>
<p>Accanto a Elena Teodorini, che interpretava il ruolo di Carmela, si esibì il tenore Giuseppe Russitano nel ruolo di Turiddu. Mala Pasqua andò in scena a Roma per tre volte, per un totale di quattro rappresentazioni. Alla prima, tra il pubblico erano presenti la principessa Odescalchi, Lina Crispi (moglie del primo ministro Francesco Crispi) e numerosi rappresentanti dell’aristocrazia romana. Nonostante lo scetticismo della critica, l’opera ottenne il favore del pubblico, ed Elena Teodorini fu lungamente applaudita in tutte e quattro le rappresentazioni.</p>
<p>Le informazioni sulla performance e sul successo di Elena Teodorini emergono anche dai resoconti relativi ai ruoli che ha interpretato nei teatri di Madrid, Barcellona, Lisbona, Vienna, Montevideo, Rio de Janeiro, ecc. Un’opera particolarmente ben accolta in Portogallo fu I Doria di Augusto Machado, con libretto di A. Ghislanzoni, la cui prima ebbe luogo il 15 gennaio 1887 al Teatro Nacional de São Carlos di Lisbona, con la soprano Teodorini nel ruolo di Leonora. L’opera fu ricevuta con grande entusiasmo dal pubblico, al punto che il suo compositore, Augusto Machado, ordinò a Milano la stampa di un’edizione speciale della partitura di I Doria, da regalare a ciascun interprete principale. Sulla copertina del fascicolo 293 dell’11 febbraio 1897 troviamo una fotografia di Elena Teodorini, a testimonianza del prestigio e del riconoscimento della sua carriera. Era apprezzata per la profondità espressiva e la potenza della sua voce, che confermavano il suo status di artista di primo piano nel panorama lirico internazionale.</p>
<p>Si ritirò dalle scene liriche intorno al 1900, ma continuò a cantare: il 16 maggio 1901 si esibì a Parigi accompagnata al pianoforte da George Enescu in un recital di arie e lieder di Fauré, Schumann, Grieg e Schubert.</p>
<p>Da Milano, dove già insegnava canto, si trasferì a Parigi, dove nel 1908 fondò l’Accademia Lirica Romena (sulla facciata dell’edificio che ospitava l’Accademia è oggi presente una targa commemorativa). In seguito, si spostò in Sud America, dove nel 1915 divenne direttrice del Conservatorio Governativo di Buenos Aires e nel 1918 fondò l’Escola Superior de Canto “Ars et Vox” a Rio de Janeiro. La sua carriera didattica fu apprezzata tanto in Europa quanto in Sud America, al pari della sua carriera di cantante lirica.</p>
<p>Pur essendo lontana dalla Romania, mantenne sempre un forte legame con la sua città natale, Craiova. Un resoconto della Gazeta de Transilvania racconta che nel 1888 più di 100 persone l’attesero alla stazione ferroviaria di Craiova. La sera, membri di diverse associazioni locali, accompagnati da fiaccole e musica, si recarono alla sua residenza, dove il presidente della società “Ajutorul”, D. Grecescu, le diede il benvenuto tra le acclamazioni della folla. Profondamente commossa, Elena Teodorini si affacciò al balcone per ringraziare i suoi concittadini e dichiarò con orgoglio di essere romena e, soprattutto, di essere originaria di Craiova. Il giorno successivo fu nuovamente celebrata in occasione del concerto che tenne in città. Secondo la Gazeta de Transilvania, prima di partire per Vienna per alcuni concerti, avrebbe dovuto esibirsi a Craiova in uno spettacolo benefico a favore dei poveri. Si ricorda inoltre l’apprezzamento ricevuto dalla Casa Reale, che le donò un diadema in segno di riconoscimento. [Lavinia Dumitrașcu, Realități craiovene în paginile Gazetei de Transilvania 1886-1894].</p>
<p>Il suo contributo alla realizzazione delle prime stagioni musicali presso l’Opera Română di Bucarest è commemorato con un busto dell’artista, situato nel foyer dell’edificio</p>
<p>La sua carriera da soprano e mezzosoprano durò circa vent’anni, dopodiché si dedicò all’insegnamento per altri due decenni, fino alla sua morte. Si esibì sui più grandi palcoscenici d’Italia, d’Europa e del Sud America. La sua voce si adattava perfettamente sia ai ruoli drammatici che a quelli operistici, potendo spaziare tra mezzosoprano e contralto grazie a un’estensione vocale eccezionale. Fu inoltre molto apprezzata per le sue qualità sceniche.</p>
<p>Nel 1877, a soli 20 anni, debuttò come solista accanto al tenore Armando di Gondi nell’opera Maria di Rohan di Gaetano Donizetti, al Teatro Civico Tosello della città di Cuneo. Nei due anni successivi, le furono affidati diversi ruoli da mezzosoprano nei teatri lirici di Roma, Livorno, Pisa, Napoli, Chieti, Palermo, Bologna e altre città. Il Teatro Civico Tosello di Cuneo fu la sua prima esperienza come soprano in Italia.</p>
<p>Elena Teodorini è presente con registrazioni nel volume 4 della Harold Wayne Collection (1902-1904). Questo album, pubblicato nel 2011, include registrazioni storiche di artisti lirici di fama dell’epoca. Tra i brani interpretati da Elena Teodorini in questa collezione ci sono: “Habanera” dall’opera Carmen di Georges Bizet; “Rondo” da Lucrezia Borgia di Gaetano Donizetti; “Preghiera” da La Gioconda di Amilcare Ponchielli; “Parla Waltz” di Luigi Arditi; e “M’odi, ah m’odi” da Lucrezia Borgia. La Harold Wayne Collection, Vol. 4 (1902-1904) fa parte di una serie di registrazioni storiche restaurate e ripubblicate, che includono interpretazioni dei grandi cantanti lirici dell’inizio del XX secolo.</p>
<p>Nel 2026, anno in cui si celebreranno i 100 anni dalla morte di Elena Teodorini, il Centro Culturale Italo-Romeno di Milano intende avviare una serie di eventi insieme a istituzioni italiane e romene, per riportare alla memoria dei contemporanei la figura della soprano Elena Teodorini, una personalità di rilievo della cultura e dell’arte romena che ha vissuto in Italia per oltre due decenni. Elena Teodorini ha dato un contributo significativo alla storia della lirica italiana, essendo considerata non solo una delle più importanti artiste liriche del XIX secolo, ma anche una pioniera, grazie alle sue iniziative di fondare scuole e accademie di canto, sia in Europa che in Sud America, in un’epoca che presentava molte difficoltà e barriere.</p>
<p>Violeta Popescu</p>
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		<title>UNA LINGUA E-ROMENA? di Armando Santarelli</title>
		<link>https://culturaromena.it/una-lingua-e-romena/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Violeta Popescu]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Aug 2022 20:07:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli e Studi]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
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					<description><![CDATA[ogliamo davvero impoverire la lingua che Norman Manea, nell’esilio statunitense, non volle mai abbandonare, perché rappresentò sempre, per lui, uno strumento di salvezza, «il rifugio infantile della sopravvivenza?»
La lingua che invece Cioran lasciò a favore del francese, ma rimpiangendola - come leggiamo nei Cahiers 1957-1972 - così: «La straordinaria lingua romena! Ogni volta che torno a immergermi in essa (o meglio, che ci penso, perché, ahimè, non la uso più), ho la sensazione di aver commesso una criminale infedeltà a distaccarmene. La sua facoltà di dare a ogni parola una sfumatura di intimità, di farne un diminutivo; un addolcimento di cui beneficia persino la morte: morţişoara… C’è stato un tempo nel quale in questo fenomeno non vedevo che una tendenza a sminuire, svilire, degradare. Ora invece mi sembra un segno di ricchezza, un bisogno di conferire a ogni cosa un “supplemento d’anima”».]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Dizionario enciclopedico delle lingue dell’uomo (2007), straordinaria opera del francese Michel Malherbe, stima in circa 3.000 le lingue parlate attualmente nel mondo. Tuttavia, se consideriamo anche quelle meno importanti, arriviamo ad un numero compreso fra le 6.500 e le 7.000; un dato davvero sorprendente è che delle migliaia di lingue in uso ai nostri giorni non più di 150 sono scritte.<br />
È fin troppo evidente che il mondo linguistico come oggi lo conosciamo è stato delineato dalle dinamiche della storia umana. L’evoluzione di una lingua tiene conto di diversi fattori, ma uno è preponderante rispetto agli altri: la lingua si forma e segue il destino della comunità che la utilizza. Le lingue di società piccole e incapaci di allargare la propria influenza rimangono patrimonio esclusivo di quelle comunità e rischiano continuamente di scomparire; le lingue di grandi Potenze sono invece destinate a prevalere e a diffondersi.<br />
Gli idiomi che si sono affermati nel mondo, e che gratifichiamo con l’espressione “lingue di cultura”, non sono dunque quelli più “nobili”, o più elevati, o più comprensibili, ma quelli parlati da popolazioni capaci di estendere il loro dominio a genti e culture diverse; è stata la forza politica e militare di Roma a fare del latino la lingua dei sudditi dell’Impero.<br />
Com’è noto, le lingue del mondo sono classificate in famiglie linguistiche; gli idiomi ricompresi in ciascuna famiglia hanno in comune analogie di vocabolario, di grammatica e di fonetica, oltre a una parentela storica accertata. Tutti sappiamo che il romeno e l’italiano fanno parte del gruppo delle lingue indoeuropee, così denominate perché diffuse in un’area estesa dall’India all’Europa; è un gruppo che oggi conta 200 lingue parlate da circa tre miliardi e mezzo di persone.<br />
Ma quando, e come si è formata la lingua romena? Sintetizzando secoli di ricerche e di studi effettuati con criteri storici, linguistici e filologici, possiamo affermare con sufficiente margine di scientificità che:<br />
1) la formazione del popolo e della lingua romena sono andate di pari passo;<br />
2) l’area in cui è avvenuto questo processo, come sostenuto dalla maggior parte degli specialisti, è situata sia a nord sia a sud del Danubio, ovvero in uno spazio formato dalla Romania antiqua (quella conquistata da Traiano, praticamente la Dacia, la Mesia e la Pannonia) e la Romania nova (quella in cui si era esteso l’uso del latino, lingua che la popolazione autoctona mantiene sebbene non più soggetta ai romani).<br />
Più precisamente: i romani avevano contatti con le genti traco-geto-daciche già prima della conquista di Traiano, ed è certamente plausibile che alcune parole latine fossero penetrate nella cultura locale. Dopo la conquista, i romani occupano le terre daciche per 165 anni; non c’è dubbio che in questo periodo il latino diventi la lingua preponderante, perché parlata dai dominatori, che oltretutto provengono da una civiltà per molti aspetti più avanzata.<br />
Nel 271 d.C. si verifica il ritiro di Aureliano, ma il latino non scompare dall’uso; anche la cristianizzazione dello spazio tra i Carpazi e il Danubio, che si consolida dopo l’Editto di Milano sulla libertà di culto del 313 d.C., contribuisce alla conservazione di parole latine.<br />
È verosimile che, in tutto questo arco di tempo, siano esistiti più nuclei di popolazione che contribuirono alla persistenza della latinità sul piano linguistico. Sentiamo il filologo Alexandru Niculescu: «Nelle zone carpato-danubiane e danubiano balcaniche i romeni sono riusciti a creare, mediante concentrazioni e dispersioni successive e frequenti delle loro comunità, una continuità mobile, in uno spazio formato dalla Romania antiqua e dalla Romania nova. Il suo risultato è la lingua romena» (Individualitatea limbii romȃne ȋntre limbile romanice 2, Editura Stiinţifică şi Enciclopedică, 1978).<br />
È la stessa conclusione cui era giunto il grande linguista e filologo Alexandru Rosetti in Istoria limbii române, I: Limba latină (1938-1940): «La lingua romena è la lingua latina parlata ininterrottamente nella parte orientale dell’Impero Romano che comprendeva le provincie danubiane romanizzate (Dacia, Pannonia Meridionale, Dardania, Mesia Superiore ed Inferiore) dal momento della penetrazione della lingua latina in queste province e sino ai nostri giorni».<br />
Dunque, alla luce degli studi suddetti, e di altri più recenti, è da respingere la teoria che ipotizza una sparizione della lingua latina dopo il ritiro dei romani e una nuova latinizzazione del romeno a partire dal secolo XIII.<br />
Certamente, dopo il VI secolo, con la migrazione degli slavi, il romeno aggiunge molte parole di questa etnia al proprio vocabolario; altre, come sappiamo, verranno dal francese, dal turco, dal greco, dall’ungherese, dal tedesco, dall’italiano. Tuttavia, non solo il nucleo di base del latino rimane prevalente, ma come specifica il presidente dell’Accademia Romena Ion Aurel Pop, nei secoli XVIII-XIX, a seguito della crescita della cultura, la lingua romena arricchisce il suo vocabolario latino con neologismi e regole grammaticali. Il prof. Pop e altri storici insistono sul fatto che, già nei secoli XIV-XVI, la romanità dei romeni e la latinità della lingua romena era evidente non solo ai romeni, ma anche agli stranieri che venivano in contatto con loro.<br />
Andando oltre la questione delle origini, arriviamo ad alcune realtà che si profilano come una minaccia per le nostre lingue, per la loro indubbia varietà e ricchezza. Innanzitutto c’è il dato di fatto dell’invadenza dell’inglese, lingua della globalizzazione e delle innovazioni tecnologiche. Nessun problema per le nuove e intraducibili voci create dallo sviluppo tecnologico e scientifico. Diverso è il discorso per gli anglicismi, il cui uso ingiustificato penalizza i corrispondenti vocaboli romeni e italiani; perché dovremmo usare la parola location invece di sito, luogo, area, spazio, smart working (espressione che non esiste altrove!) per telelavoro, devolution per decentramento, lecture per conferenza?<br />
La seconda minaccia nasce dall’onnipresenza dei social, che diffondono una lingua gergale e sgrammaticata. Il problema principale riguarda, ovviamente, la cosiddetta generazione Z, i nativi digitali, formatisi in un contesto culturale che comporta un uso spesso brutale e ripetitivo del linguaggio del web. Tuttavia – e ciò può sembrare paradossale &#8211; su questo punto i linguisti e i filologi si mostrano meno preoccupati, perché lingue strutturate come le nostre hanno sempre mostrato una buona capacità di tenuta nei confronti delle novità che investono soprattutto la lingua parlata.<br />
Il dato certo è che ogni giorno perdiamo una o più parole del nostro lessico. Se da una parte è un fenomeno del tutto normale, dall’altra è impossibile non sottolineare quanto esso si sia accentuato negli ultimi decenni. È innegabile che oggi si faccia un largo uso di quelli che potremmo chiamare e-romeno, e-taliano, ovvero di un linguaggio fatto di espressioni tronche, frasi secche ed elementari. Viene altresì spontaneo collegare questo parlare basico con l’astrattezza, l’approssimazione, il menefreghismo di certi comportamenti; quando trascuriamo o scacciamo le parole della cultura e dei sentimenti è un intero pezzo di mondo a fuggire da noi.<br />
A complicare la questione, il fatto che i nostri idiomi sono bistrattati non solo dalla gente comune, ma anche da chi ha una grande visibilità e possibilità di influenzare la lingua scritta e parlata; i politici, i personaggi dello spettacolo, ma anche alcuni giornalisti, non si impegnano abbastanza per tenere alto lo standard della lingua che usano dinanzi a milioni di telespettatori o utenti di internet.<br />
E c’è di peggio: persino il mondo della cultura non contribuisce a migliorare le cose; è noto che le Case Editrici, tramite i loro editor (non sarebbe meglio chiamarli curatori editoriali?) tendono ad addomesticare i testi che scelgono di pubblicare, spesso semplificandone la sintassi o il vocabolario, nel timore che possano risultare retorici, superati, indigesti.<br />
Non sto dicendo che scrittori e operatori culturali debbano rinunciare a innovare, ad esprimere il proprio stile, a emanciparsi da fraseologie e costrutti che la realtà costringe a un tramonto fisiologico; ogni generazione si lascia alle spalle una fetta del lessico utilizzato dalla precedente. Il problema è che, a prescindere dal fatto linguistico, la contrazione di un idioma rappresenta un danno per il nostro pensiero, per la nostra ricchezza interiore. Le parole sono idee, sono i mattoni del nostro edificio mentale e culturale, e quanto più materiale linguistico si possiede tanto più varie e complete risulteranno le costruzioni che saremo in grado di ricavarne.<br />
Vogliamo davvero impoverire la lingua che Norman Manea, nell’esilio statunitense, non volle mai abbandonare, perché rappresentò sempre, per lui, uno strumento di salvezza, «il rifugio infantile della sopravvivenza?»<br />
La lingua che invece Cioran lasciò a favore del francese, ma rimpiangendola &#8211; come leggiamo nei Cahiers 1957-1972 &#8211; così: «La straordinaria lingua romena! Ogni volta che torno a immergermi in essa (o meglio, che ci penso, perché, ahimè, non la uso più), ho la sensazione di aver commesso una criminale infedeltà a distaccarmene. La sua facoltà di dare a ogni parola una sfumatura di intimità, di farne un diminutivo; un addolcimento di cui beneficia persino la morte: morţişoara… C’è stato un tempo nel quale in questo fenomeno non vedevo che una tendenza a sminuire, svilire, degradare. Ora invece mi sembra un segno di ricchezza, un bisogno di conferire a ogni cosa un “supplemento d’anima”».<br />
«Ogni degradazione individuale o nazionale», scrisse il grande Joseph de Maistre, «è immediatamente annunciata da una degradazione rigorosamente proporzionale del linguaggio». E Wittgenstein affermava che «i confini del nostro linguaggio costituiscono quelli del nostro mondo personale».<br />
Lo studio della storia, le buone letture, il ritorno ai temi e alle composizioni scolastiche, un corretto modo di parlare e di scrivere: tutte cose fattibili, che ci salverebbero dallo stupido e grave errore di consegnarci a una lingua omologata, impoverita, immiserita.</p>
<p>31 agosto 2022</p>
<p style="text-align: right;">
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Editura Rediviva din Milano participă cu șapte publicații de istorie și literatură română la Târgul Internațional de Carte de la Torino</title>
		<link>https://culturaromena.it/editura-rediviva-din-milano-prezenta-cu-sapte-volume-de-istorie-si-literatura-romaneasca-la-targul-international-de-carte-de-la-torino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Violeta Popescu]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 May 2022 11:02:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evenimente]]></category>
		<category><![CDATA[Publicații]]></category>
		<category><![CDATA[Română]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[Editura Rediviva din Milano propune cititorilor la actuala ediție a Târgului Internațional de Carte de la Torino o serie de volume de istorie și literatură românească, menite să contribuie la cunoașterea culturii române în Peninsulă.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Editura Rediviva din Milano propune cititorilor la actuala ediție a Târgului Internațional de Carte de la Torino o serie de volume de istorie și literatură română, menite să contribuie la cunoașterea culturii române în Peninsulă. </em></p>
<p><strong>Cele șapte proiecte editoriale sunt incluse în cadrul colecțiilor Caiete românești [Quaderni romeni] și Culturi și civilizații [Culture e civiltà]</strong> apărute în perioada 2019-2022.  Atenția editurii Rediviva a fost acordată a trei mari clasici literaturii române: <strong>Ioan Slavici, Liviu Rebreanu și Duliu Zamfirescu,</strong> prin publicarea volumelor: <strong>Moara cu noroc</strong> [Il mulino fortunato], în traducerea lui Irina Țurcanu; <strong>Viața la țară. Tănase Scatiu</strong> [La vita in campagna. Tănase Scatiu] de Duiliu Zamfirescu, în traducerea lui Ingrid Beatrice Coman Prodan, <strong>Ciuleandra </strong>[La Ciuleandra], <strong>Amândoi [Tutti e due]</strong> de Liviu Rebreanu,  în traducerea lui Alessio Colarizzi Graziani și Alina Monica Turlea, apărute în perioada 2020-2022.</p>
<p>Tot în cadrul colecției Quaderni romeni a apărut și volumul [Romania. Un viaggio nella memoria, 1957-1967. Un decennio dificile]  de <strong>Ida Garzonio,</strong> un volum care reunește amintirile autoarei legate de România și traducerile  sale literare realizate în anii &#8217;60 din literatura și poezia română (Mihail Sadoveanu, Nina Cassian, Anatol E. Baconsky etc.)</p>
<p>Și colecția <em>Culturi și civilizatii</em> se îmbogățește cu două importate volume semnate de <strong>istoricul și academicianul Ioan Aurel Pop: Identitatea românească</strong> [L’identità romena], în traducerea lui Violeta Popescu,  prefață prof. Cesare Alzati și recenta traducere <strong>De la romani la români. Pledoarie pentru latinitate, [Dai romani ai romeni. Elogio della latinità</strong>], în traducerea lui Ida Garzonio și Violeta Popescu, prefață prof. Bruno Mazzoni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>România participă în perioada 19-22 mai la Târgul de Carte de la Torino cu un stand naţional având ca motto: &#8220;Romania, il coraggio di fare letteratura &#8211; România curajul de a scrie literatură&#8221; menit să promoveze nu doar literatura română contemporană, ci şi lucrări ale autorilor români din domeniile filosofiei, istoriei, criticii literare etc., apărute în limba italiană în ultimii trei ani.</p>
<p>Tema ediţiei din acest an este &#8220;Cuori selvaggi / Inimi nestăvilite&#8221;.</p>
<p>Standul României este situat în Pavilionul 1, B44-C43, al complexului expoziţional Lingotto Fiere.</p>
<p>Organizatori: Institutul Cultural Român prin Centrul Naţional al Cărţii, Institutul Român de Cultură şi Cercetare Umanistică de la Veneția. Accademia di Romania in Roma.</p>
<p>Patronaje: Ambasada României în Republica Italiană, Consulatul General al României la Milano.</p>
<p><strong>Editura Rediviva împlinește 10 ani de activitate editorială, fiind un proiect al Centrului Cultural Italo Român, fondat în anul 2008 la inițiativa unui grup de scriitori, traducători, profesori români și italieni.</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>O apariție de excepție la Editura Rediviva din Milano: publicarea în limba italiană a volumului “De la romani la români. Pledoarie pentru latinitate” de Ioan Aurel Pop</title>
		<link>https://culturaromena.it/o-aparitie-de-exceptie-la-editura-rediviva-din-milano-publicarea-in-limba-italiana-a-volumului-de-la-romani-la-romani-pledoarie-pentru-latinitate-de-ioan-aurel-pop/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Violeta Popescu]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 May 2022 09:39:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evenimente]]></category>
		<category><![CDATA[Interferențe]]></category>
		<category><![CDATA[Română]]></category>
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					<description><![CDATA[Colecția "Culturi și civilizații" a editurii Rediviva din Milano își îmbogățește catalogul cu o nouă publicație de excepție: “De la romani la români. Pledoarie pentru latinitate” [Dai romani ai romeni. Elogio della latinità] de Ioan Aurel Pop, istoric, profesor și președinte al Academiei Române, menită să contribuie la cunoașterea istoriei și culturii românești în Italia. ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Colecția &#8220;Culturi și civilizații&#8221; a editurii Rediviva din Milano își îmbogățește catalogul cu o nouă publicație de excepție: “De la romani la români. Pledoarie pentru latinitate” [Dai romani ai romeni. Elogio della latinità] de Ioan Aurel Pop, istoric, profesor și președinte al Academiei Române, menită să contribuie la cunoașterea istoriei și culturii românești în Italia. </em></strong></p>
<p>Traducerea volumului este realizată de Ida Garzonio și Violeta Popescu și apare în cadrul colecției <em>Culture e civiltà,</em> care cuprinde alte două lucrări ale istoricului Ioan Aurel Pop: <em>L’identità romena</em>”, 2019 [Identitatea românească] și <em>Storia della Transilvania</em>, 2018 [Istoria Transilvaniei], coautor împreună cu istoricul Ioan Bolovan. Prezentul proiect editorial apare cu sprijinul Centrului Cultural Italo Român din Milano și va fi prezentat la cea de a XXXIV-a ediție a Târgului Internațional de Carte de la Torino, pe 21 mai, ore 12 00, la standul României organizat de Institutul Cultural Român, Institutul de Cultură și Cercetare Umanistică din Veneția împreună cu Accademia di Romania in Roma.  Cu o prefață semnată de prof. Bruno Mazzoni, un nume reprezentativ al românisticii italiene, traducerea volumului de față reprezintă prima ediție publicată în anul 2019 la editura Litera, București-Chișinău.</p>
<p>Prin tematică și conținut, publicația de față care va ajunge acum și în rândul cititorilor italieni, se adaugă pe linia altor importante volume publicate de Adolf Armbruster sau Eugenio Coșeriu, propunându-și să explice problema identității etnice și lingvistice a românilor, într-un context universal, cu intenția de a o face accesibilă și publicului larg. Academicianul Ioan-Aurel Pop continuă prin studiile și publicațiile sale, tradiția cercetărilor promovate de istoricii români care s-au ocupat de istoria poporului român, asemenea lui Dimitrie Onciul, Ioan Bogdan, Nicolae Iorga, Ioan Lupaş, Silviu Dragomir, Alexandru Lapedatu, Gheorghe. I. Brătianu sau David Prodan etc., care au slujit cu onestitate și profesionalism meseria de istoric. Istoricul și profesorul Ioan Aurel Pop ne îndeamnă și în volumul de față la o analiză profundă, critică și onestă a trecutului. Trecutul românilor trebuie în mod obligatoriu judecat în contextul vremii, potrivit cu ceea ce scria Nicolae Iorga, istoria românilor trebuie să fie analizată în contextul european al vremii și printr-o analiză comparativă cu realitățile și evoluția națiunilor din Occident.</p>
<p>(&#8230;)<strong> Este o carte care s-ar cuveni să devină lectură de căpătâi în toate școlile românești &#8211; scrie Irina  Petraș</strong> &#8211; Recurgând la o bibliografie mai mult decât impresionantă, reformulând pe înțeles adevăruri pe care publicul larg întârzie să le asimileze (…) Rod al unei prelungi și pasionate cercetări, cartea e mai mult decât necesară în vremurile de primejdioasă dezorientare pe care le trăim. Deși „romanitatea lumii și, implicit, romanitatea românilor sunt realități verificate de generații întregi de savanți” și ele nu pot fi „schimbate, negate, acceptate, minimalizate sau exagerate după bunul plac al cuiva sau după gustul unor epoci”, căci „originea unui popor nu se perimează, nu se adaptează și nu se schimbă în funcție de vremuri, de guvernanți sau de mode”, latinitatea, constantă a istoriei noastre, e periodic contestată de „ignoranți, răuvoitori sau inamici ai românilor”. Latinitatea ocupă şi astăzi un loc foarte important în lume, romanii au fost „mari cuceritori, dar şi mai buni organizatori, iar mai presus de ambele au fost legislatori”. Vasile Pârvan scria: „Îi slăvim pe daci pentru vitejia lor şi îi binecuvântăm pe romanii cuceritori, căci datorită lor ne-am născut noi, miracolul românesc”. Academicianul Ioan Aurel Pop arată că termenul <em>miracol</em> nu se referă „atât la modul de formare a românilor ca popor, cât la modul de dăinuire aici, «în calea năvălitorilor».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Apartenența românilor la latinitate &#8211; afirmă istoricul Ioan Aurel Pop </strong> &#8211; calitatea lor de membri ai marii familii a popoarelor romanice incumbă o anumită zestre istorică și indică o formă de evoluție. Aceste realități nu reprezintă un merit al românilor, dar îi așază pe români în rând cu lumea, le stabilește convergențe și explică multe realizări ale lor. Latinitatea românilor nu este un lucru de laudă și nici unul de rușine, ci este o simplă realitate, aceea de a fi înrudiți, lingvistic și cultural, cu italienii, cu spaniolii, cu francezii, cu portughezii etc. (&#8230;) Românii sunt urmașii romanității orientale și singurii reprezentanți actuali ai acesteia, iar mărturia supremă a acestui fapt este chiar limba lor, din care face parte și numele lor, purtător în sine al amintirii Romei. Românii sunt romanii de la Dunăre și de la Carpați, așa cum francezii sunt romanii dintre Alpi, Atlantic și Pirinei, doar că românii au păstrat nu numai limba latină (transformată, firește), ci și numele romanilor“.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ioan-Aurel Pop</strong> este un istoric român, profesor universitar și președinte al Academiei Române. Director al Centrului de Studii Transilvane al Academiei Române, a condus şi Institutul Cultural Român din New York (S.U.A.), precum și Institutul Român de Cultură și Cercetare Umanistică din Veneția (Italia). Din martie 2012, este Rectorul Universității Babeș-Bolyai din Cluj-Napoca. Din 2015, este președintele Comitetului Național al Istoricilor din România și reprezentantul României în Comitetul Internațional de Științe Istorice. Membru în diverse academii și organizații științifice naționale și internaționale, visiting professor al unor universităţi din S.U.A., Franţa şi Italia, acad. prof.  Ioan-Aurel Pop este, de asemenea, autor a peste cincizeci (50) de cărți, tratate și manuale, și a peste trei sute (300) de studii și articole, publicate la edituri de prestigiu și în periodice din peste 20 de țări din Europa, America și Asia. Temele predilecte de cercetare fac parte din domeniul istoriei medievale și moderne timpurii: instituții ale Transilvaniei, relații între Țările Române, națiunea medievală, raporturi româno-maghiare, paleografia latină și limba latină ca limbă a izvoarelor.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>REDIVIVA –</strong> este prima editură românească fondată în Italia (2012), un proiect al Centrului Cultural Italo Român (constituit în anul 2008), asociație de voluntariat cultural, rodul inițiativei unui mic grup de intelectuali români și italieni. Este un proiect care își propune să contribuie la cunoașterea istoriei si culturii românești în Peninsulă, prin publicarea de volume în traducere în limba italiană, română sau bilingve (româno-italiene), de literatură, istorie, poezie, didactică, filosofie, eseu, cataloage de artă.  In cei câțiva ani de la fondarea sa, Rediviva numără circa 80 de titluri, în cele opt colecții propuse de grupul editorial. Editura participă la importante târguri de carte din Italia, fiind invitată pentru prezentări in biblioteci, universități, institute italiene sau în cadrul unor manifestări cu profil intercultural, organizate în diferite orașe ale Italiei, dată fiind deschiderea editurii înspre publicarea nu doar a unor autori români, italieni, cât și unor autori străini care trăiesc în Italia (brazilieni, algerieni, s.a.)</p>
<p>Autor: Ioan Aurel Pop<br />
Titlul în italiană: <em>Dai romani ai romeni. Elogio della latinità</em></p>
<p>Traducere: Ida Garzonio; Violeta Popescu</p>
<p>Anul: 2022<br />
Colecția: «Culture e civiltà»<br />
N. pagini: 340<br />
Limba: italiană</p>
<p>Prețul: euro 17,00<br />
Prima ediție în limba română: București, Editura Litera, 2019</p>
<p>Prefață: Bruno Mazzoni</p>
<p>Tehnoredactare și grafică copertă: Gabriel Popescu ISBN: 978-88-97908-50-0</p>
<p>Biroul <strong>Editurii Rediviva, 13 mai 2022</strong></p>
<p><strong>            <a href="https:/">www.culturaromena.it</a></strong></p>
<p><strong>            <a href="http://www.rediviva.it/">www.rediviva.it</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>In uscita presso Rediviva: &#8220;Dai romani ai romeni. Elogio della latinità&#8221;, di Ioan Aurel Pop</title>
		<link>https://culturaromena.it/in-uscita-presso-rediviva-dai-romani-ai-romeni-eloggio-della-latinita-di-ioan-aurel-pop/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Violeta Popescu]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 May 2022 19:23:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
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					<description><![CDATA[La casa editrice Rediviva Edizioni è lieta di annunciare l'uscita del nuovo titolo della collana Culture e Civiltà: “DAI ROMANI AI ROMENI. ELOGIO DELLA LATINITA” (De la romani la români. Pledoarie pentru latinitate), di Ioan Aurel Pop, 360 p., nella traduzione di Ida Garzonio e Violeta Popescu. Il testo che gode della prefazione del Prof. Bruno Mazzoni, rappresenta il terzo volume dello storico e accademico Ioan Aurel Pop tradotto in italiano presso Rediviva Edizioni, dopo la pubblicazione delle opere: “L’identità romena”, 2019 [Identitatea românească] e Storia della Transilvania, 2018 [Istoria Transilvaniei], coautore insieme al Prof. Ioan Bolovan. Il presente progetto editoriale è stato sostenuto dal Centro Culturale Italo-Romeno di Milano e verrà presentato nell’ambito del Salone Internazionale del Libro di Torino, sabato 21 maggio 2022, ore 12 00.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Edizioni Rediviva Edizioni di Milano è lieta di annunciare l&#8217;uscita del nuovo titolo della collana Culture e Civiltà: “<strong>DAI ROMANI AI ROMENI. ELOGIO DELLA LATINITA” (<em>De la romani la români. Pledoarie pentru latinitate</em>), di Ioan Aurel Pop</strong>, 360 p., nella traduzione di Ida Garzonio e Violeta Popescu. Il testo che gode della prefazione del Prof. Bruno Mazzoni, rappresenta il terzo volume dello storico e accademico Ioan Aurel Pop tradotto in italiano presso Rediviva Edizioni, dopo la pubblicazione delle opere: “<em>L’identità romena”</em>, 2019 [Identitatea românească] e <em>Storia della Transilvania, </em>2018 [Istoria Transilvaniei], coautore insieme al Prof. Ioan Bolovan. Il presente progetto editoriale è stato sostenuto dal Centro Culturale Italo-Romeno di Milano e verrà presentato nell’ambito del Salone Internazionale del Libro di Torino, sabato 21 maggio 2022, ore 12 00.</p>
<p>Con attenzione e puntualità il libro del Professor Ioan Aurel Pop affronta importanti argomenti legati all’origine del popolo e della lingua romena collocati nell’universo della latinità, affiancandoli alla realtà dei fatti, grazie alle fonti e alle analisi storiografiche, approfondendo varie teorie (il<em> dacismo</em>, in particolare) che negli anni hanno creato un acceso dibattito da parte degli storici. Un lavoro necessario, che si propone di spiegare il problema dell’i­dentità etnica e linguistica dei romeni in un contesto universale per la comprensione del grande pubblico. Come confessa l&#8217;autore nella sua prefazione, il volume <em>è stato scritto grazie agli sforzi di decine di generazioni di storici che, sin dal Rinascimento fino a oggi, hanno studiato il destino dei romeni, il loro statuto e il loro ruolo in questa parte del mondo, la loro specificità e la loro lingua.</em> Tutto il libro è incentrato sul tentativo di rispondere nel modo più completo, chiaro e intellettualmente onesto a delle semplici domande sull’origine del popolo e della lingua romena, portando all’attenzione il fatto che i romeni fanno parte del gruppo dei popoli romanzi e parlano una lingua neolatina: “<em>i romeni sono i discendenti della romanità orientale, e la testimonianza suprema di questo fatto è la loro lingua, di cui fa parte il loro nome, portatrice in sé della memoria di Roma”.  </em></p>
<p>(…)  Questo lavoro si propone di spiegare il problema dell’i­dentità etnica e linguistica dei romeni, in un contesto universale, per la comprensione del grande pubblico e, pertanto, non è un prodotto puramente scientifico. Il suo linguaggio non è strettamente specia­listico, e di conseguenza alcuni studiosi potrebbero restare insoddi­sfatti o delusi. Ho tentato di sintetizzare molti argomenti, in modo da non rendere difficile la lettura e la comprensione del messaggio. Tuttavia, l’idea di facilitare non va intesa come una deviazione dalla verità umana possibile. D’altra parte, il contenuto del libro opera con testimonianze raccolte da diverse lingue, soprattutto dal latino, che avrebbe potuto costituire un ostacolo nella lettura. Pertanto, ho tra­dotto in romeno tutti i testi di altre lingue. Abbiamo corso questo rischio, anche se il traduttore è un “traditore” &#8211; come dicono gli ita­liani &#8211; perché niente può equivalere al testo originale, genuino, né il fascino del linguaggio base in cui è stato scritto. Se non è risultato appunto un lavoro semplice, chiaro e intelligibile per alcuni, o se il suo livello scientifico-accademico non è all’altezza attesa da altri, è esclusivamente colpa dell’autore. Forse l’impegno funzionerà meglio in futuro. <em>Feci quod potui, faciant meliora sequentes (“Ho fatto quello che ho potuto, facciano meglio coloro che verranno dopo</em>”). (…) L’appartenenza dei romeni alla latinità, la loro qualità di membri della grande famiglia dei popoli romanzi racchiude una certa dote storica e indica una forma di evoluzione, sviluppata all’unisono col flusso della civiltà di successo partendo dal Mar Mediterraneo e arri­vando alla Terra di Fuoco, al Capo di Buona Speranza o a Macao. Tali realtà non rappresentano alcun merito dei romeni, ma li mettono in linea con il mondo, stabiliscono le loro convergenze e spiegano molte delle loro conquiste. La latinità dei romeni non è motivo di lode o di vergogna, ma è una realtà semplice, quella di essere imparentati, lin­guisticamente e culturalmente, con gli italiani, gli spagnoli, i francesi, i portoghesi (…) <strong>IOAN AUREL POP<em>  </em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>    La materia che Ioan Aurel Pop esamina qui, e offre al lettore in una apprezzabilmente colta e allo stesso tempo amabile trattazione, riesce a rispondere a un’intera serie di domande che sono solite accompagnare la sana curiositas di un ampio pubblico di non specialisti, pur garantendo in ogni caso, col presente volume, un livello di una buona e seria divulgazione. Poco meno di cent’anni fa ebbe particolare risonanza un accattivante titolo che recitava “Un enigma e un miracolo storico: il popolo romeno”, opera di G.I. Brătianu (pubblicato in italiano, oltre che in francese, a Bucarest, nell’anno 1942). Una suggestione che trova una semplice eco in uno dei numerosi capitoli che compongono il bel lavoro di Ioan Aurel Pop, in cui troviamo puntualmente discussi i temi classici relativi all’etnogenesi del popolo romeno, alle specificità di questa isola linguistica neolatina all’interno di una compagine di popolazioni slave (e magiare), agli sviluppi semantici dell’etnonimo romanus&#8230; con una particolare propensione, da parte dell’Autore, ad analizzare con l’acribia filologica dello storico di professione le specificità lessicali della lingua romena sull’ampio asse della diacronia, con trouvailles a volte sorprendenti. (…) Una storia ricca e complessa, che ha accomunato ancora una volta in parallelo i destini di due comunità, quella italiana e quella romena, che hanno conquistato negli stessi anni la loro indipendenza, con la legittima creazione, grazie al sostegno esterno di Napoleone III, di due Stati nazionali che hanno saputo degnamente affermarsi all’interno dell’Europa delle nazioni e che si sono trovati ad affrontare, più di una volta, sfide difficili e complesse. </em><strong><em> Dalla prefazione del Prof. BRUNO MAZZONI, Università di Pisa </em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><em> </em><strong>IOAN AUREL POP, Presidente della più alta istituzione culturale della Romania, l’Accademia Romena di Bucarest</strong>, professore e già rettore del prestigioso ateneo transilvano, l’Università Babeș-Bolyai di Cluj-Napoca, è autore e coautore di oltre settanta libri, trattati e manuali e più di cinquecento studi e articoli, tra cui i più recenti sono <em>Cultural Diffusion and Religious Reformation in Sixteenth-Century Transylvania. </em><em>How the Jesuits Delath with the Orthodox and Catholic Ideas</em> (The Edwin Mellen Press, Lewiston – Queenston – Lampeter, 2014), <em>A Short Illustrated History of the Romanians</em> (Editura Litera, București, 2017). Ben noto a li­vello internazionale nel campo degli studi relativi al Sud-Est dell’Eu­ropa gli è stato conferito il titolo <em>Doctor Honoris Causa</em> da dieci università della Romania e dell’estero. È membro di alcune accademie e società scientifiche straniere, tra cui l’<em>Accademia europea</em> delle <em>scienze e</em> delle <em>arti</em> di Salisburgo (Austria), l’Accademia nazionale virgiliana di Mantova (Italia), l’Ateneo veneto di Venezia (Italia), l’Accademia europea delle scienze, delle arti e delle lettere di Parigi (Francia). È stato <em>visiting professor</em> presso alcune università degli Stati Uniti, dell’Italia, della Francia, dell’Ungheria e dell’Austria, e direttore dell’Istituto culturale romeno di New York (Usa) e dell’Istituto romeno di cultura e ricerca umanistica di Venezia (Italia). Dal 1993 è direttore del Centro di studi transilvani di Cluj-Napoca dell’Accademia romena.</p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Autore: Ioan Aurel Pop</p>
<p>Titolo in romeno: <em>De la romani la români. Pledoarie pentru latinitate</em></p>
<p>Titolo in italiano: <em>Dai romani ai romeni</em>. <em>Elogio della latinità</em>, Anno: 2022</p>
<p>Traduzione dal romeno di Ida Grazionio e Violeta Popescu</p>
<p>Collana: «Culture e civiltà»</p>
<p>Impaginazione: Gabriel Popescu</p>
<p>Pagine: 340<br />
Lingua: italiano<br />
Prezzo: euro 17,00<br />
Formato: libro cartaceo<br />
Prima edizione in romeno: București &#8211; Chișinău; Editura Litera, 2019</p>
<p>Copertina: Dettaglio Colonna Traiana, ROMA</p>
<p>ISBN: 978-88-97908-68-5</p>
<p><strong>Edizioni Rediviva, 12 maggio 2022</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>O nouă traducere a operei lui Liviu Rebreanu la editura Rediviva din Milano: romanul &#8220;Amândoi&#8221; (Tutti e due)</title>
		<link>https://culturaromena.it/o-noua-traducere-a-operei-lui-liviu-rebreanu-la-editura-rediviva-din-milano-romanul-amandoi-tutti-e-due/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Violeta Popescu]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 May 2022 09:01:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evenimente]]></category>
		<category><![CDATA[Publicații]]></category>
		<category><![CDATA[Română]]></category>
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					<description><![CDATA[Editura Rediviva împreună cu Centrul Cultural Italo Român din Milano are plăcerea de a anunța publicarea în limba italiană a romanului “Amândoi” [Tutti e due] de Liviu Rebreanu, subintitulat Enigma unei crime, în traducerea lui Alessio Colarizi Graziani și Alinei Monica Turlea, volum inclus în colecția Quaderni romeni. Este al treilea volum din opera marelui scriitor Liviu Rebreanu care apare în colecția Caiete românești, după publicarea în 2017 a romanului Adam și Eva (Adamo ed Eva, traducere Davide Arrigoni) și Ciuleandra (La Ciuleandra, 2020,  traducere Alessio Colarizi Graziani și Alina Monica Țurlea)]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Editura Rediviva împreună cu Centrul Cultural Italo Român din Milano</strong> are plăcerea de a anunța publicarea în limba italiană a romanului “Amândoi” [Tutti e due] de Liviu Rebreanu, subintitulat <em>Enigma unei crime</em>, în traducerea lui Alessio Colarizi Graziani și Alinei Monica Turlea, volum inclus în colecția <em>Quaderni romeni</em>. Este al treilea volum din opera marelui scriitor Liviu Rebreanu care apare în colecția Caiete românești, după publicarea în 2017 a romanului <strong>Adam și Eva (Adamo ed Eva,</strong> traducere Davide Arrigoni) și <strong>Ciuleandra (La Ciuleandra</strong>, 2020,  traducere Alessio Colarizi Graziani și Alina Monica Țurlea)</p>
<p>“Amândoi”, publicat pentru prima dată în 1940 (Editura Socec, București), este ultimul roman al lui Liviu Rebreanu, ambientat în liniștitul oraș provincial Pitești, si reprezintă o adevărată frescă socială și analitică a vremii.</p>
<p>Considerat primul roman polițist din literatura română, în “Amândoi” regăsim descrierea unei societati obsedată de bani și divizată de multe alte lucruri: clasa socială, originea geografică, ocupația, certurile in familie, averea etc. Plimbarea de seară pe strada principală a orașului Pitești este singurul loc și singurul moment în care aceste diferențe se estompează, iar Rebreanu dedică numeroase pasaje descriptive care contribuie la construirea atmosferei liniștite a acestui orășel.</p>
<p>Caracteristicile acestui mare autor român se regăsesc și în acest ultim roman, cum ar fi: acuitatea psihologică, tehnica descriptivă desăvârșită, limbajul clar și ritmat, împletirea intrigii, tehnica captivantă, toate încununate de suspans și răsturnări de situație.</p>
<p>Romanul va fi prezentat în cadrul programului celei de-a XXXIV-a ediții a Salonului Internațional de Carte de la Torino, în secțiunea Salone Off, organizată de Institutul Român de Cultură și Cercetare Umanistică de la Veneția și Accademia di Romania din Roma, în colaborare cu Consulatul General al României la Torino, sâmbătă, 21 mai 2022, începând cu ora 19.00,  la Libreria Trebisonda, via Sant&#8217;Anselmo 22, Torino, ca parte din colecția &#8220;Clasici ai literaturii române&#8221;, alături de o altă capodoperă a lui Rebreanu, &#8220;La Ciuleandra &#8220;, Rediviva 2020, tradusă în italiană de aceeași traducători. Vor interveni: Roberto Merlo, Alina Monica Turlea si Violeta Popescu.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>LIVIU REBREANU (1885-1944) este unul dintre cei mai mari scriitori români din prima jumătate a secolului XX. Mare romancier, Rebreanu este considerat fondatorul romanului românesc modern si care a adus o viziune matură și obiectivă asupra literaturii. </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Titlu original: Amândoi</p>
<p>Autor: Liviu Rebreanu (1885-1944)</p>
<p>Traducere din română în italiană: Alessio Colarizi Graziani și Alina Monica Turlea</p>
<p>Gen: roman polițist</p>
<p>Limba originală: română</p>
<p>163 pagini</p>
<p>Euro, 12 00</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nuova pubblicazione Rediviva:  il romanzo &#8220;Tutti e due&#8221; di Liviu Rebreanu, Collana Quaderni romeni 2022</title>
		<link>https://culturaromena.it/nuova-pubblicazione-rediviva-il-romanzo-tutti-e-due-di-liviu-rebreanu-collana-quaderni-romeni-2022/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Violeta Popescu]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 May 2022 20:02:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli e Studi]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
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					<description><![CDATA[La casa editrice Rediviva di Milano è lieta di annunciare la pubblicazione del romanzo in lingua italiana “Tutti e due” [Amândoi] di Liviu Rebreanu, sottotitolato Enigma di un duplice omicidio, nella traduzione di Alessio Colarizi Graziani e Alina Monica Turlea, volume inserito nella collana Quaderni romeni,  

“Tutti e due”, pubblicato per la prima volta nel 1940 (Editura Socec, Bucarest), è l'ultimo sorprendente romanzo di Liviu Rebreanu, ambientato nella tranquilla e provinciale città di Pitești, e rappresenta un vero affresco sociale e analitico dell'epoca.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La casa editrice Rediviva di Milano è lieta di annunciare la pubblicazione del romanzo in lingua italiana “Tutti e due” [Amândoi] di Liviu Rebreanu, sottotitolato<em> Enigma di un duplice omicidio,</em> nella traduzione di Alessio Colarizi Graziani e Alina Monica Turlea, volume inserito nella collana <em>Quaderni romeni. </em></p>
<p>“Tutti e due”, pubblicato per la prima volta nel 1940 (Editura Socec, Bucarest), è l&#8217;ultimo sorprendente romanzo di Liviu Rebreanu,<em> ambientato</em> nella tranquilla e provinciale città di Pitești, e rappresenta un vero affresco sociale e analitico dell&#8217;epoca.</p>
<p>Considerato il primo giallo della letteratura romena, in “Tutti e due – Enigma di duplice omicidio”<em> v</em>ediamo una società ossessionata dal denaro e divisa da tante altre cose: classe sociale, origine geografica, occupazione, litigi familiari, fortuna. La passeggiata serale lungo la strada principale della città di Pitești è l&#8217;unico luogo, e l&#8217;unico momento, in cui questi divari sono sfumati, e Rebreanu vi dedica tanti passaggi descrittivi che contribuiscono alla costruzione dell&#8217;atmosfera tranquilla di questa piccola cittadina.</p>
<p>Le caratteristiche di questo grande autore romeno le incontriamo anche in questo suo ultimo romanzo, come: l&#8217;acutezza psicologica, la perfetta padronanza descrittiva, il linguaggio chiaro e ritmico, l&#8217;intreccio della trama, la tecnica di coinvolgimento, tutto condito da suspense e colpi di scena.</p>
<p><em>“Ma esattamente da questo mondo perso nella sua cupa cenere, emerge la figura di Solomia, patetica nella semplice e tragica profondità del suo sentire, e le cui semplici parole non riescono a trovare espressione, ma vengono portate a compimento dal suo destino. Attraverso questo personaggio, il libro di Rebreanu è connesso a quanto di più forte c’è nella sua opera.”</em></p>
<p><strong>Mihail Sebastian</strong></p>
<p><em>“Il personaggio di Solomia, protagonista del suo ultimo romanzo, è una figura molto profonda, una poesia primitiva e un raro e originale mistero. [Rebreanu] crea un&#8217;anima enigmatica attraverso gli atti riflessi, la passione compressa e il simbolo di un tragico destino umano che prende forma nella figura di una modesta e semplice domestica di campagnia. “</em></p>
<p><strong>Pompiliu Constantinescu</strong></p>
<p>&#8220;Tutti e due. Enigma di un duplice omicidio&#8221;, rappresenta il terzo romanzo di Liviu Rebreanu pubblicato in italiano nella collana Quaderni romeni: <em>Adamo ed Eva</em>, 2017 nella traduzione di Davide Arrigoni e <em>La Ciuleandra</em>, 2022, nella traduzione di Alessio Colarizzi Graziani e Alina Monica Turlea;</p>
<p><strong>Il volume sarà presentato </strong>nell&#8217;ambito del programma della XXXIV edizione del <strong>Salone Internazionale del Libro di Torino</strong>, nella sezione Salone Off, organizzato dall&#8217;Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia e l&#8217;Accademia di Romania di Roma, in collaborazione con il Consolato Generale di Romania a Torino, sabato 21 maggio 2022, a partire dalle ore 19.00, presso la Libreria Trebisonda, via Sant&#8217;Anselmo 22, Torino, parte della raccolta &#8220;Classici della letteratura romena&#8221;, insieme ad un altro capolavoro di Rebreanu,  &#8220;La Ciuleandra &#8220;, tradotto in italiano dagli stessi sopra citati. Interverranno: Roberto Merlo, Alina Monica Turlea e Violeta Popescu.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Liviu Rebreanu (1885-1944)</strong> è uno dei maggiori scrittori romeni della prima metà del Novecento. Dopo un periodo trascorso in scuole militari, inizia la carriera di romanziere e traduttore e approda a Bucarest, dove collabora con vari giornali e riviste e si dedica anche alla composizione di opere teatrali. Nel 1920 pubblica il romanzo Ion, in italiano La voce della terra, destinato a un immediato successo, e nel 1922 una delle sue opere più famose, Pădurea spânzuraților, in italiano La foresta degli impiccati, premiata dalla Società degli Scrittori Romeni, mentre il romanzo Adam și Eva, in italiano Adamo ed Eva, compare nel 1925. Dopo l’uscita del romanzo Ciuleandra nel 1927, Rebreanu diventa direttore del Teatro Nazionale di Bucarest, riceve il Premio Nazionale per la Prosa, nel 1929. Sotto la sua guida vede, nel 1932, vede la luce la rivista “România literară” e, nello stesso anno, appare un altro suo grande romanzo, Răscoala, La rivolta. Nel 1940, invece, pubblica Amândoi, in italiano Tutti e due – Enigma di un omicidio.</p>
<p>Nel 1939, Liviu Rebreanu diventa membro dell’Accademia Romena e prosegue la sua attività letteraria e i viaggi (soprattutto in Germania e Italia) fino alla sua morte nel 1944.</p>
<p>Titolo originale: Amândoi</p>
<p>Autore: Liviu Rebreanu (1885-1944)</p>
<p>Traduzione dal romeno in italiano: Alessio Colarizi Graziani e Alina Monica Turlea</p>
<p>Genere: giallo</p>
<p>Lingua originale: romeno</p>
<p>165 pagine</p>
<p>Euro, 12 00</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Un numero di 54 partecipazioni dalla Romania e 12 premi ottenuti alla 31^ Edizione del Premio Internazionale “Centro Giovani e Poesia-Triuggio”</title>
		<link>https://culturaromena.it/un-numero-di-54-partecipazioni-dalla-romania-e-12-premi-ottenuti-alla-31-edizione-del-premio-internazionale-centro-giovani-e-poesia-triuggio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Violeta Popescu]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Apr 2022 11:09:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli e Studi]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[ Nel 2022, la 31/a edizione del prestigioso Premio Internazionale "Giovani e Poesia", organizzato dall'omonimo Centro di Triuggio (MB), porta parecchi riconoscimenti ai giovani della Romania. Quest'anno, all'iniziativa hanno aderito 564 autori con un totale di 610 composizioni, provenienti da Bulgaria, Romania, Moldova, Marocco, Macedonia del Nord, Albania, Bangladesh, Ucraina, Benin, Nigeria, Croazia, Egitto, Cina, Senegal, Pakistan, Germania, Russia e Vietnam.

Nato nel 1991 come obiettivo del Centro Giovani e Poesia di Triuggio, fondato dal poeta Alessandro Villa, questo concorso internazionale si svolge con la collaborazione e il patrocinio del Comune di Triuggio, della Regione Lombardia, della Provincia Monza e Brianza, nonché di altre istituzioni e testate giornalistiche. Un importante sostenitore dell'iniziativa è il Centro Culturale Italo-Romeno di Milano, diretto dalla prof.ssa Violeta Popescu, che da oltre un decennio sostiene il concorso "Giovani e Poesia - Triuggio", facilitando i contatti con le scuole di Romania e Moldova desiderose di aderire all'iniziativa.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong>Nel 2022, la 31/a edizione del prestigioso Premio Internazionale &#8220;Giovani e Poesia&#8221;, organizzato dall&#8217;omonimo Centro di Triuggio (MB), porta parecchi riconoscimenti ai giovani della Romania. Quest&#8217;anno, all&#8217;iniziativa hanno aderito 564 autori con un totale di 610 composizioni, provenienti da Bulgaria, Romania, Moldova, Marocco, Macedonia del Nord, Albania, Bangladesh, Ucraina, Benin, Nigeria, Croazia, Egitto, Cina, Senegal, Pakistan, Germania, Russia e Vietnam.</p>
<p>Nato nel 1991 come obiettivo del Centro Giovani e Poesia di Triuggio, fondato dal poeta Alessandro Villa, questo concorso internazionale si svolge con la collaborazione e il patrocinio del Comune di Triuggio, della Regione Lombardia, della Provincia Monza e Brianza, nonché di altre istituzioni e testate giornalistiche. Un importante sostenitore dell&#8217;iniziativa è il Centro Culturale Italo-Romeno di Milano, diretto dalla prof.ssa Violeta Popescu, che da oltre un decennio sostiene il concorso &#8220;Giovani e Poesia &#8211; Triuggio&#8221;, facilitando i contatti con le scuole di Romania e Moldova desiderose di aderire all&#8217;iniziativa.</p>
<p>La Commissione ha effettuato un esame delle opere in regola con le norme del bando e da ammettere all’esame delle Giurie, approvando le proposte di “premi speciali” e le norme per l’inserimento nelle graduatorie finali. Ha infine valutato i lavori delle sezioni B, G ed F, determinando le graduatorie relative. Le Giurie, suddivise per sezioni, hanno espresso voti singoli, dalla cui somma sono scaturite le graduatorie. Sono stati ammessi alle graduatorie finali solo i testi degli autori che hanno superato i 19/30 di punteggio. Il premio speciale della Giuria “Comune di Triuggio” è stato attribuito all’autore che ha ottenuto il maggior punteggio da parte delle Giurie; inoltre, attraverso una selezione degli autori che hanno ottenuto il maggior punteggio nelle sezioni A, C e D, in rapporto all’arco di età 11-18 anni, è stato attribuito il premio speciale al miglior giovane autore; analogo criterio si è utilizzato nella selezione per l’attribuzione del premio speciale al miglior testo di giovane autore straniero”. Sono stati inoltre mantenuti alcuni riconoscimenti speciali, denominati “percorsi poetici”, che hanno premiato, esaminando, attraverso la storia e le esperienze, l’originalità ed il messaggio di alcuni autori.</p>
<p>Ecco l’elenco dei vincitori romeni:</p>
<p>SEZIONE A (sino a 12 anni)</p>
<p>4° INGRID VALSTAG di Timișoara (Romania)</p>
<p>SEZIONE B (SPECIALE SCUOLE)</p>
<p>4° Premio con Menzione d’Onore –</p>
<p>COLEGIUL NATIONAL “BETHLEN GABOR” (Progetto Cl. IX-XII) di Aiud (Romania)</p>
<p>5° Premio, con Menzione Speciale – SCUOLA “ALEXANDRU IOAN CUZA” (classi 2B-3A) di Roman (Romania)</p>
<p>SEZIONE C (dai 13 ai 17 anni)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>1° Premio – PETRA ANA MIRICA BOBIT di Galati (Romania)</p>
<p>4° “con Menzione d’Onore – BERNADETT BALOG di Aiud (Romania)</p>
<p>5° “con Menzione Speciale – ANTONIA MUNTEANU di Brasov (Romania)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A completare la lista dei riconoscimenti conferiti ai giovani romeni:</p>
<p>Diploma di Segnalazione, ex aequo BIANCA IONEL di Brasov (Romania)</p>
<p>SEZIONE D (dai 18 anni in avanti)</p>
<p>5° “con Menzione Speciale – MIRELA DASCALU di Vaslui (Romania)</p>
<p>Diploma Speciale di Merito a SIMONA CLAUDIA LORINCZ di Tțrgu Mureș (Romania)</p>
<p>Sono stati inoltre attribuiti i seguenti Premi:</p>
<p>DELIA IOANA GURGU di Roman (Romania)</p>
<p>TEODORA POLEAC di Aiud (Romania)</p>
<p>MIHAI CONSTANTIN STOICA di Cernavodă (Romania)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La cerimonia di premiazione si svolgerà domenica 5 giugno 2022 ore 14 30 nel Salone di Villa S. Cuore di Triuggio.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>ACADEMIA ROMÂNĂ &#8211; 156 anni dalla fondazione</title>
		<link>https://culturaromena.it/academia-romana-156-anni-dalla-fondazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Violeta Popescu]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Apr 2022 09:49:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli e Studi]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
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					<description><![CDATA[

L’Accademia aveva manifestato la vocazione della Romania unifi­cata prima ancora che questa esistesse come stato nazionale unitario. Il progetto nazionale è stato alla base dell’Accademia Romena nel XIX secolo, quando i suoi padri fondatori unificarono il Paese prima sotto l’aspetto culturale, offrendo all’élite romena un modello d’inte­grazione politica e territoriale.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Con la decisione dell&#8217;Assemblea dell&#8217;Accademia romena nel 2000, la festa dell&#8217;Accademia romena viene celebrata ogni anno il 4 aprile.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’Accademia Romena, l&#8217;istituzione di alta cultura del Paese, aveva manifestato la vocazione della Romania unifi­cata prima ancora che questa esistesse come stato nazionale unitario. Il progetto nazionale è stato alla base dell’Accademia Romena nel XIX secolo, quando i suoi padri fondatori unificarono il Paese prima sotto l’aspetto culturale, offrendo all’élite romena un modello d’inte­grazione politica e territoriale. Quindi, nel 1866, quando la Guardia Reale decise di creare la Società Letteraria Romena, nominando i primi quattordici membri del grande foro accademico, tutti questi fondatori provenivano da province che erano sotto un dominio stra­niero: tre erano originari della Transilvania (George Bariţiu, Timotei Cipariu e Gavriil Munteanu), due del Banato (Andrei Mocioni e Vincențiu Babeş), due di Maramureș (Iosif Hodoș e Alexandru Roman), due della Bucovina (Alexandru Hurmuzaki e Ambrosiu Dimitrovici), tre della Bessarabia (Alexandru Hâjdeu60, Constantin Stamati e Ioan Străjescu), due originari del Sud del Danubio (Ioan Caragiani e Dimitrie Cozacovici). Nell’anno seguente (1867) si unirono a loro anche i rappresentanti delle province della Molda­via – annessa nel 1859 – (Vasile Alecsandri, Costache Negruzzi, V. Urechia, Nicolae Ionescu) e della Valacchia (Ion Heliade Rădulescu, August Treboniu Laurian, C. A. Rosetti, Ion C. Mas­simu, Titu Maiorescu). Due esponenti della Valacchia, Laurian e Maiorescu, provenivano dalla Transilvania oppure avevano origine transilvana. Possiamo dire che l’Accademia Romena fu fondata nel 1866 con l’aiuto degli intellettuali “dell’altra Romania”, quella ancora in attesa, quella che avrebbe dato nel 1918 la vera dimensione della patria.</p>
<p>Si compiva quindi la profezia di Mihail Kogălniceanu – un altro membro dell’Accademia, originario di una famiglia che viveva sotto un dominio straniero – del 1843, quando, all’apertura del corso di storia nazionale presso l’Accademia Mihăileană di Iaşi,<strong> definì la patria come tutto quel territorio dove si parlava la lingua romena.</strong></p>
<p>Fino alla Grande Unione, i Transilvani, i romeni della Bucovina e della Bessarabia mostrarono il loro potenziale intellettuale, la loro creatività, il loro talento organizzativo e la loro vocazione europea.</p>
<p><strong>Tratto dal libro – L’identità romena di IOAN AUREL POP, ed. Rediviva, Milano 2019</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Una campagna online per promuovere la letteratura romena in Italia</title>
		<link>https://culturaromena.it/una-campagna-online-per-promuovere-la-letteratura-romena-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Violeta Popescu]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Mar 2022 12:46:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività CCIR]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Română]]></category>
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					<description><![CDATA[Mossa dall’intento di avvicinare gli scrittori romeni al pubblico italiano e dall'idea che a partire dal 2022, il 15 febbraio, si celebra la Giornata nazionale della lettura, l’Accademia di Romania di Roma, in partenariato con l’ AIR – Associazione Italiana di Romenistica e le case editrici: Besa Muci Editore (Nardò), Castelvecchi Editore, Criterion Editore, Elliot Edizioni, Edizioni Mediterranee, Il Cerchio Edizioni, Sandro Tetti Editore e Voland Edizioni (Roma), FVE Editori, Il Saggiatore, Mimesis Edizioni e Rediviva Edizioni, (Milano), Spider &#038; Fish (Firenze), La Scuola di Pitagora (Napoli), Gilgamesh Edizioni (Mantova) e Neo Edizioni (Castel di Sangro – Aquila), presenta il progetto „IL LIBRO DEL WEEK-END”, una campagna online per promuovere gli scrittori romeni tradotti e pubblicati presso le case editrici italiane nel periodo 2019-2022. Media Partner: TVR Internațional, Radio România Cultural, Radio Romania Internazionale, Observator Cultural, Bookhub, Literomania, Agenția de Carte, la rivista online Orizonti Culturali Italo-Romeni, Roma Multietnica e Più Culture.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><strong>“IL LIBRO DEL WEEK-END”</strong></p>
<p><strong>UNA CAMPAGNA ONLINE PER PROMUOVERE LA LETTERATURA ROMENA IN ITALIA</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Mossa dall’intento di avvicinare gli scrittori romeni al pubblico italiano e dall&#8217;idea che a partire dal 2022, il 15 febbraio, si celebra la Giornata nazionale della lettura, l’Accademia di Romania di Roma, in partenariato con l’ AIR – Associazione Italiana di Romenistica e le case editrici: Besa Muci Editore (Nardò), Castelvecchi Editore, Criterion Editore, Elliot Edizioni, Edizioni Mediterranee, Il Cerchio Edizioni, Sandro Tetti Editore e Voland Edizioni (Roma), FVE Editori, Il Saggiatore, Mimesis Edizioni e Rediviva Edizioni, (Milano), Spider &amp; Fish (Firenze), La Scuola di Pitagora (Napoli), Gilgamesh Edizioni (Mantova) e Neo Edizioni (Castel di Sangro – Aquila), presenta il progetto „<strong>IL LIBRO DEL WEEK-END</strong>”, una campagna online per promuovere gli scrittori romeni tradotti e pubblicati presso le case editrici italiane nel periodo 2019-2022. Media Partner: TVR Internațional, Radio România Cultural, Radio Romania Internazionale, Observator Cultural, Bookhub, Literomania, Agenția de Carte, la rivista online Orizonti Culturali Italo-Romeni, Roma Multietnica e Più Culture.</p>
<p><em>Il libro del Week-end</em>, progetto online pensato appositamente per gli appassionati di lettura, inviterà il pubblico a scoprire brani dai volumi inclusi nel progetto, brevi biografie degli autori, recensioni pubblicate su giornali italiani, nonché video testimonianze di editori, critici e traduttori italiani sulla loro motivazione a pubblicare e promuove autori romeni sul mercato letterario italiano. Lungo tutto l’anno 2022, <strong>ogni giovedì, dalle ore 16:00</strong>, i canali media dell’Accademia di Romania in Roma: pagina Facebook: <a href="https://www.facebook.com/AccademiaDiRomania">https://www.facebook.com/AccademiaDiRomania</a> e Instagram: <a href="https://www.instagram.com/accadromania/">https://www.instagram.com/accadromania/</a>, vedranno sfilare classici della letteratura romena assieme agli scrittori contemporanei, con volumi di fiction, saggistica letteraria e filosofica, poesia, drammaturgia, ma anche di storiografia, memorialistica o storia dell’arte. Una rosa impressionante di nomi quali: Mircea Cărtărescu, Aura Christi, Emil Cioran, Mircea Eliade, Mihai Eminescu, Claudiu M. Florian, Valeriu Nicolae, Constantin Noica, Marta Petreu, Ion Pop, Ioan-Aurel Pop ed Eugen Uricariu <strong>(2019)</strong>; Paul Celan, Emil Cioran, Mihail Dobre, Sidonia Drăgușanu, Benjamin Fondane, Matila Ghika Costiescu, Nae Ionescu, Mircea Ivănescu, Ioana Pârvulescu, Liviu Rebreanu e Ion Vartic <strong>(2020)</strong>; Ana Blandiana, Ion Luca Caragiale, Matei Călinescu, Mircea Cărtărescu, Emil Cioran, Ana Danca, Alina Diaconu, Nicolae Iorga, Mihaela Mamali Demetrescu, Liliana Nechita, Tatiana Niculescu, Cezar Petrescu, Lucia Ileana Pop, Doina Ruști, Ioan Slavici, Dumitru Țepeneag, Eugen Uricariu, Gilda Vălcan e Matei Vișniec <strong>(2021)</strong>; Cătălin Pavel e Duiliu Zamfirescu <strong>(2022)</strong>. Inoltre, video montaggi dedicati a questo progetto letterario per la promozione della letteratura romena in Italia saranno presentati anche sul canale YouTube dell’Accademia di Romania in Roma: <a href="https://www.youtube.com/channel/UCx3mbQAqUyDulSr7-mO3NKw">https://www.youtube.com/channel/UCx3mbQAqUyDulSr7-mO3NKw</a>. L’elenco dei volumi di scrittori romeni pubblicati in Italia, nel periodo 2019-2022, è consultabile sul sito: <a href="https://www.icr.ro/roma/cartea-din-week-end/it">https://www.icr.ro/roma/cartea-din-week-end/it</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ACCADEMIA DI ROMANIA IN ROMA</strong></p>
<p>Tel. +39.06.3201594; e-mail: <a href="mailto:accadromania@accadromania.it">accadromania@accadromania.it</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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