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	<title>Cultura Romena</title>
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	<description>Progetto del Centro Culturale Italo-Romeno di Milano</description>
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		<title>In uscita presso Edizioni Rediviva di Milano il volume di poesia &#8220;L’ultimo muro&#8221; (Ultimul zid) di Aura Christi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriel Popescu]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 11:46:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Publicații]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; Edizioni Rediviva di Milano annuncia l’uscita del volume di poesia L’ultimo muro (Ultimul zid) di Aura Christi, pubblicato nella collana “Phoenix”, nella traduzione dal romeno curata da Giada Chetti. Aura Christi è un’autrice già presente nel catalogo di Edizioni Rediviva con due volumi di poesia precedentemente pubblicati: La sfera del freddo. Dall’inferno, con amore [&#8230;]]]></description>
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<p><b>Edizioni Rediviva di Milano annuncia l’uscita del volume di poesia L’ultimo muro (Ultimul zid) di Aura Christi, pubblicato nella collana “Phoenix”, nella traduzione dal romeno curata da Giada Chetti. Aura Christi è un’autrice già presente nel catalogo di Edizioni Rediviva con due volumi di poesia precedentemente pubblicati: <i>La sfera del freddo. Dall’inferno, con amore</i> (2015) e <i>Il genio del cuore</i> (Milano, 2019), entrambi con la traduzione a cura di Maria Floarea Pop. </b>La complessità dello stile di Aura Christi si muove tra spirito giocoso e semplicità, passando da un registro ludico latente a un equilibrio di impronta classica. La poetessa utilizza, con maestria, diversi stili letterari dando così vita a una grande opera poetica definita “una poesia di grande forza lirica e di immaginazione debordante” (Adam J. Sorkin, Stati Uniti d’America), “un uso compiuto dei più diversi mezzi stilistici, ben pensati e collocati nel punto giusto” fino a creare “un capolavoro di questo genere di Poesia” (Hans Dama, Germania).</p>
<p>La felicità, il dialogo con Dio, l’amore, la vita e la morte vengono trattati come un insieme perfetto, la riscoperta dell’essere come entità spirituale, questi sono temi centrali, universali che dominano la poesia di Aura Christi, animata dai valori più alti. “Ecco, in forma molto succinta, un esempio ammirevole di un raro coraggio poetico e iniziatico: il reinsediamento di una poetessa che officia, nella lingua di Eminescu, i grandi temi della poesia europea – eternamente moderni, fertili a chiunque possieda ingegno –, e anche il coraggio, direi profetico, di scoprire sé stessi fino in fondo.” (Nicolae Breban)</p>
<p><b>Aura CHRISTI</b> (Romania, Repubblica di Moldavia), insignita del Premio dell’Accademia Romena, e poetessa, romanziera, saggista ed editrice. Ha pubblicato piu di 60 libri tra poesie, romanzi e saggi, in Romania e all’estero. Le sue poesie sono state tradotte in 21 lingue. Ha ricevuto piu di 20 premi in Romania e all’estero. E caporedattrice della rivista <i>Contemporanul. Ideea Europeană </i>(<i>Il Contemporaneo. L’idea europea</i>). L’associazione degli Scrittori Israeliani di Lingua Romena e il Centro Culturale Israelo‑Romeno l’hanno designata “Persona dell’Anno 2017”, ha ricevuto il Premio “Opera Omnia” e la medaglia d’argento “Riconoscenza ebrea” per il volume <i>Psalmi </i>(<i>Salmi</i>) e <i>Planeta Israel </i>(<i>Pianeta Israele</i>). Nel 2020 le e stato conferito il Premio di eccellenza per il contributo internazionale alla poesia assegnatole al Gala dei Premi della Settimana Internazionale di Poesia e d’Arte del fiume Miluo in Cina. L’anno successivo le e stato conferito il Gran Premio per la Poesia “Sfântu Gheorghe” del Festival Internazionale di Poesia “Drumuri de spice” (“Vie delle spezie”) a Uzdin in Voivodina (Serbia).  <i>Opere tradotte in italiano: Sfera frigului • Din infern, cu dragoste/ La sfera del freddo · Dall’inferno con amore</i>, poesie, prosa autobiografica, saggi, traduzione italiana a cura di Maria Floarea Pop, Casa editrice Rediviva, Milano (2015); <i>Elegie nordiche/ Elegii nordice</i>, poesie, edizione bilingue romeno‑italiano, traduzione italiana a cura di Geo Vasile, Casa editrice Aracne, Roma (2017); <i>Orbita del Dio · Orbita zeului</i>, edizione bilingue romeno‑italiana, traduzione italiana a cura di Ștefan Damian e Francesco Corsi, Casa editrice Aracne, Roma (2018); <i>Il genio del cuore/ Geniul inimii</i>, romanzo in versi, traduzione italiana a cura di Maria Floarea Pop, prefazione di Francesco Corsi, Casa editrice Rediviva (2019); <i>Giardini austeri/ Grădini austere</i>, traduzione italiana a cura di Cinzia Demi, postfazione di Alessandro Pertosa, Casa editrice Puntoacapo (2024). https://aurachristi.ro/english-presentation/<i>(Dalla prefazione di Christian W. Schenk)</i></p>
<p>„La poesia di Aura Christi si può analizzare rapportandola ad altri grandi poeti europei e russi. Al di là di Blaga (per la visione metafisica) e di Rilke (per la raffinatezza formale e il pensiero poetico), è presente un’affinità elettiva con Marina Cvetaeva, soprattutto nei sonetti dedicati alla Mamma, alla morte e al silenzio. A livello romeno, si può parlare di una continuazione del filone tragico e solenne della poesia interbellica (Arghezi, Barbu), passato attraverso il filtro del tardo modernismo e ripulito da ogni ostentazione ideologica. Si può comparare, per il tono e la verticalità, a Emily Dickinson, sebbene Aura Christi abbia un lirismo più puro, più interiorizzato, meno polemico. Inoltre, la forma fissa e la severità del tono l’avvicina ai poeti italiani come per esempio Eugenio Montale e Giuseppe Ungaretti, soprattutto nella ricerca laconica del dolore e della trascendenza attraverso il linguaggio.</p>
<p><i>L’ultimo muro</i> è, in sostanza, un volume di testimonianza spirituale e di resurrezione poetica. Senza stridori, senza falso pathos, senza concessioni dell’epoca, Aura Christi riesce a creare un’opera di resistenza lirica, degna delle grandi tradizioni poetiche europee. In un panorama letterario dominato dal relativismo e dal minimalismo postmoderno, questo volume si presenta come una liturgia poetica seria, verticale, ben ordinata, posta al margine di un abisso che non ci inghiottirà finché resterà anche una sola parola detta sotto il segno della verità. È, al tempo stesso, un libro sulla morte e sull’amore, sull’identità e sull’esilio, sulla Madre e su Dio, sui Genitori, sul Papà, sui muri e sugli orizzonti: un libro non offre soluzioni, ma offre senso. E, forse, in periodi come il nostro, la poesia non deve salvare nulla; è sufficiente che mantenga una luce accesa!” (Christian W. Schenk)</p>
<p>Titolo: L′ultimo muro<br />
Titolo originale: Ultimul zid<br />
Autore: Aura Christi<br />
Traduzione dal romeno: Giada Chetti<br />
Pagine: 184 p.<br />
Collana: Phoenix<br />
ISBN: 978-88-97908-86-9<br />
Prezzo: € 14,00<br />
Pubblicazione: 25 Marzo 2026</p>
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		<title>O seară de muzică lirică românească la Conservatorul din Como</title>
		<link>https://culturaromena.it/o-seara-de-muzica-lirica-romaneasca-la-conservatorul-din-como/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gabriel Popescu]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Mar 2026 20:55:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli e Studi]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Română]]></category>
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					<description><![CDATA[O seară deosebită de muzică lirică a avut loc sâmbătă, 14 martie 2026, la Auditoriumul Conservatorului de Muzică din Como, unde studenții clasei de canto liric, sub îndrumarea sopranei și profesoarei Doina Dinu, au adus în fața publicului pagini din creația unor mari compozitori români ai secolelor al XIX-lea și al XX-lea.Concertul a oferit publicului [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="p1">O seară deosebită de muzică lirică a avut loc sâmbătă, 14 martie 2026, la Auditoriumul Conservatorului de Muzică din Como, unde studenții clasei de canto liric, sub îndrumarea sopranei și profesoarei Doina Dinu, au adus în fața publicului pagini din creația unor mari compozitori români ai secolelor al XIX-lea și al XX-lea.Concertul a oferit publicului o incursiune în universul muzicii românești, prin lucrări vocale și camerale care reflectă bogăția stilistică și culturală a acestei tradiții. Programul a inclus lucrări ale unor compozitori reprezentativi precum <span class="s1">George Enescu (1881–1955)</span>, figura centrală a muzicii românești și una dintre personalitățile majore ale culturii muzicale europene, <span class="s1">George Stephănescu (1843–1925)</span>, considerat unul dintre fondatorii operei românești, <span class="s1">Eduard Caudella (1841–1924)</span>, compozitor și pedagog care a contribuit la dezvoltarea școlii muzicale românești, și <span class="s1">Tudor Flondor (1862–1908)</span>, cunoscut pentru paginile sale vocale inspirate din spiritul tradiției românești.Au fost interpretate, de asemenea, lucrări semnate de <span class="s1">Tiberiu Brediceanu (1877–1968)</span>, compozitor și folclorist preocupat de valorificarea patrimoniului muzical popular, <span class="s1">Aurel Eliade (1870–1941)</span>, autor de lieduri și pagini vocale de mare sensibilitate, precum și de <span class="s1">Gherase Dendrino (1901–1973)</span>, celebru pentru opereta <i>„Lăsați-mă să cânt”. R</i>epertoriul serii a inclus și lucrări ale compozitorilor <span class="s1">Filaret Barbu (1903–1984)</span>, autor de operete foarte apreciate, <span class="s1">Cornel Trăilescu (1926–2019)</span>, reprezentant al generației moderne de compozitori români, precum și ale lui <span class="s1">George Grigoriu (1927–1999)</span>.</h2>
<h2 class="p3"><span class="s2">Protagoniștii serii au fost </span>studenții clasei de canto liric<span class="s2"> acompaniați la pian de </span>Shin Ae Jin<span class="s2">. </span>La finalul concertului, vizibil emoționată, soprana și profesoara de canto <span class="s1">Doina Dinu</span>, stabilită în Italia de peste patru decenii, a mărturisit: „Este pentru prima dată când organizez un concert de muzică lirică dedicat compozițiilor marilor muzicieni români, interpretate de studenții mei de la clasa de canto a Conservatorului. Pentru mine a fost o mare emoție să văd acești tineri artiști descoperind și interpretând muzica unei tradiții atât de bogate.”</h2>
<h2></h2>
<h2 class="p1"><span class="s1">Soprana Doina Dinu</span>, născută la București, a absolvit Conservatorul din orașul natal, unde a studiat <span class="s1">canto și vioară</span>, perfecționându-se ulterior la <span class="s1">Weimar</span>, la <span class="s1">Accademia Chigiana din Siena</span> cu maestrul Giorgio Favaretto și la <span class="s1">Milano</span> cu maestrul Manfredi Argento. Laureată a unor prestigioase concursuri internaționale, între care <span class="s1">„Tito Schipa”</span> (Lecce), <span class="s1">„Francisco Viñas”</span> (Barcelona) și <span class="s1">Luciano Pavarotti International Singing Competition</span> (Philadelphia), a desfășurat o importantă carieră internațională pe scene din Europa, Asia și Statele Unite. A cântat în teatre de prestigiu precum <span class="s1">Opera Națională din Beijing</span>, unde a interpretat <i>La Bohème</i> de Puccini alături de <span class="s1">Luciano Pavarotti</span>, <span class="s1">Teatro La Fenice din Veneția</span>, <span class="s1">Teatro Bellini din Catania</span>, precum și în importante instituții lirice din Marsilia, Lyon, Genova, Bilbao sau Basel. În paralel cu activitatea artistică, Doina Dinu s-a dedicat pedagogiei vocale, fiind <span class="s1">profesoară de canto liric</span> la Institutul „F. Vittadini” din Pavia, la <span class="s1">Conservatorul „Giuseppe Verdi” din Torino</span> și la <span class="s1">Conservatorul din Como</span>, unde în prezent este titulara clasei de canto liric. A susținut numeroase <span class="s1">masterclass-uri internaționale</span>, în special în Italia, România, Elveția și China.</h2>
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		<title>Elena Teodorini, la prima voce romena alla Scala: un volume a Milano a cento anni dalla morte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriel Popescu]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 16:54:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
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					<description><![CDATA[Nell&#8217;ambito del centenario della morte di Elena Teodorini (1926–2026), la casa editrice Rediviva di Milano pubblica il volume: “Elena Teodorini. Una diva tra Ottocento e Novecento. Il primo soprano romeno alla Scala” di Ida Garzonio e Violeta Popescu, 280 pagine, un progetto editoriale realizzato dal Centro Culturale Italo-Romeno di Milano, che ha beneficiato del sostegno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nell&#8217;ambito del centenario della morte di Elena Teodorini (1926–2026), la casa editrice Rediviva di Milano pubblica il volume: “Elena Teodorini. Una diva tra Ottocento e Novecento. Il primo soprano romeno alla Scala” di Ida Garzonio e Violeta Popescu, 280 pagine, un progetto editoriale realizzato dal Centro Culturale Italo-Romeno di Milano, che ha beneficiato del sostegno e della collaborazione dell’Archivio Storico Ricordi di Milano e dell’Opera Romena di Craiova. </strong>Il libro ricostruisce con rigore storico il percorso artistico della grande cantante romena, nata a Craiova in una famiglia di artisti, Teodor e Maria Teodorini, dalla partenza per il Conservatorio di Milano nel 1871 fino al ritorno definitivo in patria nella primavera del 1924 e alla morte a Bucarest, il 26 febbraio 1926. Il volume propone un’articolata ricostruzione critica e documentaria dell’intero percorso umano, artistico e professionale della cantante, sviluppato attraverso un sistema organico di capito<strong>li e approfondimenti che intrecciano biografia, storia teatrale, ricezione critica e attività pedagogica. Figura centrale della scena lirica internazionale tra XIX e XX secolo, Teodorini si afferma nei maggiori teatri europei e d’oltreoceano, diventando una delle protagoniste più autorevoli del suo tempo. Il volume ne segue l’evoluzione vocale, scenica e profes</strong>sionale, mettendo in luce il ruolo decisivo svolto nella diffusione della scuola di canto italiana e nella costruzione di una carriera artistica internazionale. Pubblicato nel quadro delle iniziative per il centenario della scomparsa, il lavoro<em>, </em>restituisce il ritratto di un’artista capace di unire eccellenza interpretativa, visione culturale europea e profondo impegno nella formazione delle nuove generazioni, offrendo un contributo di grande valore alla storia del teatro musicale tra Ottocento e Novecento.</p>
<p>Come sottolinea <strong>Maria Pia Ferraris</strong> in apertura del volume, un contributo fondamentale alla ricostruzione dell’attività artistica di Elena Teodorini proviene <strong>dall’Archivio Storico Ricordi.</strong> Attraverso il suo saggio, la consulente scientifica dell’Archivio mette in luce il valore delle fonti conservate – lettere, fotografie, recensioni, documenti editoriali e materiali iconografici – che consentono di seguire la formazione milanese della cantante, i primi successi, l’affermazione sui palcoscenici italiani ed esteri e i rapporti con l’editore Giulio Ricordi, testimoniando la stima artistica e umana che legava Elena Teodorini al più importante centro editoriale musicale dell’epoca. Il volume approfondisce inoltre il legame profondo tra l’artista e la sua città natale grazie al contributo di <strong>Antoniu Zamfir</strong><strong>, manager dell’Opera Romena di Craiova</strong>, dedicato al Festival Internazionale “Elena Teodorini”. Nato nel 1992, il festival è presentato come un vero ponte culturale verso l’Europa e il mondo, volto a valorizzare la scuola di canto romena, a sostenere i giovani interpreti e a restituire a Craiova un ruolo attivo nella vita musicale internazionale, nel solco dell’eredità artistica e culturale lasciata dalla grande cantante.</p>
<p>Nel saggio introduttivo, la <strong>professoressa e musicologa </strong><strong>Vittoria Angela Licari</strong><strong> sottolinea la straordinaria modernità della visione pedagogica di </strong><strong>Elena Teodorini</strong>. Licari evidenzia come l’approccio didattico della cantante fosse ampio e innovativo, molto al di sopra degli standard diffusi in Italia per gran parte del Novecento. Dopo il progressivo ritiro dalle scene, l’artista si dedicò con intensità all’insegnamento, fondando scuole di canto a Milano e poi in Europa e in America Latina e sviluppando un metodo basato sulla cura dell’emissione vocale, sulla preparazione completa dell’interprete e sulla consapevolezza espressiva e psicologica del personaggio.</p>
<p>Elena Teodorini fu il primo soprano romeno a salire sul palcoscenico del Teatro alla Scala di Milano, nel marzo 1880, nel ruolo di Margherita nel <em>Faust</em> di Charles Gounod, all’età di soli ventidue anni. <strong>Da questo prestigioso debutto prese avvio la sua brillante carriera internazionale di soprano. Fu inoltre la prima cantante romena a esibirsi al Covent Garden di Londra nel 1888</strong>. La sua carriera lirica si sviluppò nell’arco di circa vent’anni, dal 1877 fino ai primi anni del Novecento, quando si ritirò progressivamente dalle scene. Da allora ebbe inizio una seconda, fondamentale stagione della sua vita artistica come grande insegnante, attiva in Europa e in America del Sud, e come fondatrice di scuole di canto a Milano, Bucarest, Parigi, Buenos Aires e Rio de Janeiro.</p>
<p><strong>Il volume ricostruisce la vita e l’opera del soprano, dalla nascita a Craiova agli studi musicali a Milano</strong><strong>, f</strong>ino alla carriera internazionale. I primi passi sulla scena lirica, con il debutto al Teatro di Cuneo e le successive apparizioni alla Scala, segnano l’inizio di un’ascesa artistica che la porta a interpretare ruoli principali e numerose prime mondiali. Elena Teodorini fu una delle ultime grandi cantanti del XIX secolo dotata di una voce ampia, flessibile e drammatica, capace di coprire con naturalezza il registro basso del contralto fino a quello più alto del soprano. Il suo repertorio comprendeva oltre quaranta titoli tra opere e operette, spaziando dai ruoli di contralto e mezzosoprano a quelli di soprano lirico e drammatico. Questa versatilità le permetteva di interpretare figure tra loro molto diverse, dall’Armando en travesti nella <em>Maria di Rohan</em> di Donizetti a Valentina negli<em> Ugonotti</em> di Meyerbeer, passando per Rachele ne <em>La Juive</em>, Eboli in <em>Don Carlos</em>, Leonora nella<em> Favorita</em>, Santuzza in <em>Cavalleria rusticana</em>, Maria nella <em>La Figlia del reggimento</em> e Rosina nel<em> Barbiere di Siviglia</em>.</p>
<p><strong>Nella sua carriera si distinse come protagonista in numerose prime mondiali, confermandosi una delle artiste più celebri del suo tempo:</strong><strong>1882 – <em>Bianca da Cervia</em>, Teatro alla Scala di Milano; 1882 – <em>Il violino di Cremona</em>, Teatro alla Scala di Milano: 1887 – <em>I Doria</em>, Teatro Nacional de São Carlos, Lisbon; 1890 – <em>Mala Pasqua!</em></strong><strong>, Teatro Costanzi di Roma, opere oggi pressoché dimenticate, ma che ai suoi tempi riscossero notevole successo</strong>.</p>
<p>Il volume segue in modo puntuale i trionfi scenici, la progressiva affermazione nei grandi centri lirici e la partecipazione a numerose prime mondiali, offrendo una cronologia ragionata della sua attività e una lettura critica dell’evoluzione vocale e interpretativa. Ampio spazio è inoltre dedicato all’immagine pubblica dell’artista e alla sua fortuna critica internazionale, ricostruita attraverso la stampa italiana, europea e sudamericana, le riviste illustrate, le litografie e le testimonianze giornalistiche che documentano il prestigio raggiunto da Teodorini nei principali circuiti musicali dell’epoca. <strong>La consacrazione internazionale trova uno dei suoi momenti più significativi nel successo londinese al Royal Opera House nel 1886, analizzato attraverso le principali cronache britanniche, e nel grande gala celebrativo a New York, che confermò definitivamente la statura mondiale</strong> dell’artista. Particolare attenzione è dedicata alla sua attività di insegnante e fondatrice di scuole di canto in Europa – a Milano, Bucarest e Parigi – e in America Latina, a Buenos Aires e Rio de Janeiro, con un approccio didattico innovativo, basato sulla cura dell’emissione vocale, sulla preparazione completa dell’interprete e sulla consapevolezza espressiva e psicologica del personaggio. Ampio spazio è dedicato all&#8217;immagine pubblica dell&#8217;artista e alla sua fortuna critica internazionale. Il volume valorizza numerosi articoli d&#8217;epoca in cui Elena Teodorini fu elogiata dalla stampa di <strong>Italia, Romania, Brasile, Argentina, Austria, Portogallo</strong>, oltre che dalle grandi testate di <strong>Londra, Madrid e Barcellona</strong>. Questi testi di rara bellezza, insieme a litografie e riviste illustrate, documentano l&#8217;immenso prestigio raggiunto dalla Teodorini nei principali circuiti musicali del mondo, offrendo al lettore il ritratto vivido di una diva che ha dominato la scena lirica mondiale.</p>
<p>Il percorso si apre infine alla riscoperta contemporanea della figura di Elena Teodorini, testimoniata anche dalla sua presenza nelle più autorevoli pubblicazioni di riferimento, tra cui la Guide de l’Opera e si concentra sul rapporto profondo con la Romania, sul ruolo svolto nella nascita della tradizione lirica nazionale e sul suo contributo alla costruzione dell’Opera Romena di Bucarest, nonché sul legame con le istituzioni culturali e con la Casa Reale. Nel suo insieme, il volume restituisce il profilo completo di una grande diva europea tra Ottocento e Novecento, capace di unire una straordinaria carriera internazionale a una visione moderna della formazione dell’interprete e a un duraturo impegno per la crescita culturale delle nuove generazioni.</p>
<p><strong>Pubblicato nella collana Memorie e composto da 290 pagine, integra fonti testuali e iconografiche,</strong> offrendo una ricca documentazione visiva: fotografie della cantante in costume di scena, alcune con dedica a Giulio Ricordi, immagini in costume popolare della regione Oltenia, ritagli di giornali d’epoca, libretti d’opera e copertine di riviste storiche come <em>Il Teatro Illustrato</em>, <em>La Gazzetta Musicale</em> e <em>Occidente</em>, molte delle quali con la foto di Elena Teodorini a testimonianza del prestigio internazionale della cantante. Il libro, frutto di un progetto di ricerca lungo e condiviso, ripercorre la formazione, il debutto e la carriera internazionale di Teodorini attraverso fonti d’archivio, cronache giornalistiche e documenti internazionali, restituendo il profilo umano, artistico e pedagogico della cantante. Le autrici, Ida Garzonio e Violeta Popescu, sottolineano come il progetto rappresenti una tappa significativa nella riscoperta e valorizzazione delle grandi personalità romene che hanno contribuito alla storia della lirica italiana e internazionale. Il lavoro segue idealmente il progetto precedente dedicato a Hariclea Darclée, prima Tosca di Puccini, consolidando un filo culturale che collega Romania, Italia e il mondo.</p>
<p><strong>Rediviva edizioni</strong></p>
<p><strong>Milano</strong></p>
<p><a href="http://www.rediviva.it/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.rediviva.it&amp;source=gmail&amp;ust=1773334262653000&amp;usg=AOvVaw1Eimg7HBklfNg8d52WPeU3"><strong>www.rediviva.it</strong></a></p>
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		<title>Milano marchează Ziua Basarabiei printr-o conferință susținută de Ioan-Aurel Pop, Președintele Academiei Române, și Ion Tighineanu, Președintele Academiei de Științe a Moldovei</title>
		<link>https://culturaromena.it/milano-marcheaza-ziua-basarabiei-printr-o-conferinta-sustinuta-de-ioan-aurel-pop-presedintele-academiei-romane-si-ion-tighineanu-presedintele-academiei-de-stiinte-a-moldovei/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gabriel Popescu]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 11:55:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evenimente]]></category>
		<category><![CDATA[Română]]></category>
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					<description><![CDATA[Simpozionul „Unirea Basarabiei cu România în 1918, expresie a unităţii şi identităţii românilor” Sala delle Accademie a Bibliotecii Ambrosiana din Milano Duminică 22 martie 2026, ora 14:00 &#160; Simpozionul „Unirea Basarabiei cu România la 1918, expresie a unităţii şi identităţii românilor”, prilejuit de marcarea momentului istoric al Unirii Basarabiei cu România (27 martie 1918), va [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>Simpozionul</strong> „<strong><em>Unirea</em></strong> <strong><em>Basarabiei</em></strong> <strong><em>cu</em></strong> <strong><em>România</em></strong> <strong><em>în</em></strong> <strong><em>1918</em>,</strong> <strong><em>expresie</em></strong> <strong><em>a</em></strong> <strong><em>unităţii</em></strong> <strong><em>şi</em></strong> <strong><em>identităţii</em></strong> <strong><em>românilor</em>”</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Sala</strong> <strong>delle</strong> <strong>Accademie</strong> <strong>a</strong> <strong>Bibliotecii</strong> <strong>Ambrosiana</strong> <strong>din</strong> <strong>Milano</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Duminică</strong> <strong>22</strong> <strong>martie</strong> <strong>2026,</strong> <strong>ora</strong> <strong>14:00</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Simpozionul „<em>Unirea</em> <em>Basarabiei</em> <em>cu</em> <em>România</em> <em>la</em> <em>1918</em>, <em>expresie</em> <em>a</em> <em>unităţii</em> <em>şi</em> <em>identităţii</em> <em>românilor</em>”, prilejuit de marcarea momentului istoric al Unirii Basarabiei cu România (27 martie 1918), va avea loc duminică, 22 martie 2026, începând cu ora 14:00, în Sala delle Accademie a Bibliotecii Ambrosiana din Milano. Manifestarea cultural–ştiinţifică este organizată de diaspora română din Milano, Centrul Cultural Italo–Român din Milano şi Institutul Român de Cultură şi Cercetare Umanistică de la Veneţia, în colaborare cu Biblioteca Ambrosiana. În cadrul simpozionului, vor susţine alocuţiuni cu privire la evenimentele din anului 1918, situaţia Basarabiei în contextul istoric al Unirii cu România, în martie 1918, şi importanţa Unirii ca prim pas întreprins pentru desăvârşirea României Mari, invitaţi de seamă, cărturari cu reputaţie internaţională aflaţi la conducerea celor mai înalte foruri ştiinţifice şi culturale din România şi Republica Moldova: Acad. Prof. univ. dr. Ioan Aurel Pop, Preşedintele Academiei Române; Acad. Prof. univ. dr. Ion Tighineanu, Preşedintele Academiei de Ştiinţe a Moldovei; precum şi cunoscutul istoric Conf. univ. dr. Octavian Ţîcu, de la Institutul de Istorie al Universităţii de Stat din Moldova de la Chişinău. În deschiderea manifestării cultural–ştiinţifice, vor susţine un cuvânt de salut: Monseniorul Francesco Braschi, viceprefect al Bibliotecii Ambrosiana; Dr. Violeta Popescu, preşedintele Centrului Cultural Italo–Român din Milano şi doamna Silvia Cojocari, reprezentantă a diasporei române din Milano. Lucrările simpozionului vor fi moderate de Prof. univ. dr. Cristian Luca, directorul Institutului Român de Cultură şi Cercetare Umanistică de la Veneţia.</p>
<p>Simpozionul „<em>Unirea</em> <em>Basarabiei</em> <em>cu</em> <em>România</em> <em>în</em> <em>1918</em>, <em>expresie</em> <em>a</em> <em>unităţii</em> <em>şi</em> <em>identităţii</em> <em>românilor</em>”, manifestare cultural–ştiinţifică menită să marcheze împlinirea a 108 ani de la Unirea Basarabiei cu ţara şi a primului pas fundamental întreprins pentru desăvârşirea României Mari, va avea valenţe identitare pentru comunitatea română – originară de pe ambele maluri ale Prutului – trăitoare în Lombardia, una din regiunile Italiei cu cel mai ridicat număr de români stabiliţi, integraţi şi apreciaţi în localităţile în care rezidă. Evenimentul cultural–ştiinţific va contribui la promovarea cunoaşterii istoriei românilor şi a culturii române în Italia, fiind deschis atât comunităţii române, cât şi publicului italian interesat de aspectele ce vor fi abordate de invitaţi în expunerile lor.</p>
<p>Sfatul Ţării a votat cu majoritate covârşitoare, la 27 martie/9 aprilie 1918, Unirea Basarabiei cu România. Declaraţia de Unire, semnată de preşedintele Sfatului Ţării, Ion Inculeţ, şi de secretarul Ion Buzdugan, proclama: „Republica Democratică Moldovenească (Basarabia) în hotarele ei dintre Prut, Nistru, Dunăre, Marea Neagră şi vechile graniţe cu Austria, ruptă de Rusia acum o sută şi mai bine de ani din trupul vechii Moldove, în puterea dreptului istoric şi a dreptului de neam, pe baza principiului că noroadele singure să-şi hotărască soarta lor, de azi înainte şi pentru totdeauna se uneşte cu mama sa România”. Prim-ministrul României, Alexandru Marghiloman, martor al evenimentului, a declarat, în numele poporului român şi al regelui Ferdinand I, că lua act de votul aproape unanim al Sfatului Ţării şi proclama „Basarabia unită cu România: Basarabia este de acum unită pe veci cu România”. La 9/22 aprilie 1918, regele Ferdinand I a semnat Decretul regal de Unire a Basarabiei cu România, act contrasemnat de Alexandru Marghiloman, preşedintele Consiliului de Miniştri, şi de Dimitrie Dobrescu, ministrul Justiţiei.</p>
<p>Ziua Unirii Basarabiei cu România este sărbătorită în fiecare an la 27 martie, fiind instituită prin Legea nr. 36/2017. Conform prevederilor acestei legi, Ziua Unirii Basarabiei cu România poate fi marcată de autorităţile administraţiei centrale şi locale, organizaţiile neguvernamentale, muzee, reprezentanţele României în străinătate, prin organizarea de evenimente şi manifestări publice şi cultural–ştiinţifice.</p>
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		<title>Le mie amiche romene, il dor, l&#8217;autunno della vita di Armando Santarelli</title>
		<link>https://culturaromena.it/le-mie-amiche-romene-il-dor-lautunno-della-vita-di-armando-santarelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gabriel Popescu]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Mar 2026 15:21:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli e Studi]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; È uno stato d’animo piuttosto amaro, quello che mi pervade da qualche tempo. È fatto di ricordi, di nostalgia, di consapevolezza del tempo andato, di qualcosa che si è perduto. Quando va così, ad affiorare è un sottile dolore; altre volte, un dolore misto a uno strano, pacato piacere. Nella lingua italiana non abbiamo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>È uno stato d’animo piuttosto amaro, quello che mi pervade da qualche tempo. È fatto di ricordi, di nostalgia, di consapevolezza del tempo andato, di qualcosa che si è perduto.</p>
<p>Quando va così, ad affiorare è un sottile dolore; altre volte, un dolore misto a uno strano, pacato piacere. Nella lingua italiana non abbiamo un sostantivo adeguato per esprimere questo sentimento; l’ho trovato, invece, nel romeno, ed è uno dei vocaboli più straordinari delle lingue del mondo: è il termine <em>dor</em>.</p>
<p><em>Dor</em>, una parola quanto mai ricca di sovrapposizioni semantiche. <em>Dor</em>, il sentimento che nasce dal fondo metafisico dell’animo romeno e che è riflesso nell’<em>ethos</em>, nelle tradizioni, nel folclore, nella poesia, nel tesoro dei canti popolari della Romania. <em>Dor</em>: forse un’espressione un po’ “consumata” dall’edonismo, dalla virtualità e dalla superficialità del mondo odierno? No, perché il <em>dor</em> ha a che fare con l’essenza della vita; è il <em>dor</em> a impedirci di rompere i ponti col nostro vissuto e condurci agli stati d’animo che, a differenza della felicità, ci hanno messo alla prova, temprato, reso più umani.</p>
<p>È tramite il <em>dor</em> che le cose materiali e spirituali del passato tornano a noi rivestite di un “supplemento d’anima” (per dirla alla Cioran). Ma la voce <em>dor</em> ha molti altri significati: è il sentimento di un perenne spaesamento, è esondazione del proprio dolore verso il mondo, è attaccamento verso qualcosa di perduto, è nostalgia o afflizione per l’assenza di una persona, per la lontananza dal proprio villaggio, dalla propria gente, dalla patria.</p>
<p>Penso, onestamente, che non avrei mai indagato la conoscenza di questa e altre perle della cultura romena, se non avessi tanto a cuore la Romania. In tale processo, hanno rivestito una parte rilevante le mie prime amiche romene, che qui intendo ringraziare e omaggiare.</p>
<p>In esse ho trovato sempre qualcosa di fraterno: sono felicemente romene e felicemente legate all’Italia. Ovviamente diverse fra di loro, è un comprensibile <em>dor de ţară</em> ad accomunarle: amano la propria terra di un sano patriottismo, e sono orgogliose di poterne diffondere i valori, la cultura, la spiritualità, la bellezza. Sono tutte donne del fare: abitano il presente, e invece di perdersi nel mare delle contraddizioni nostrane si sono concentrate sulle conquiste e le qualità che condividiamo, operazione che gli italiani non avrebbero saputo fare meglio.</p>
<p>Valentina è stata la prima a parlarmi di un fenomeno di cui ignoravo la portata: «Eravamo geto-daci, un ceppo dei Traci. I romani conquistano le nostre terre, poi, dopo 165 anni, si ritirano. Arrivano goti, unni, avari, slavi, magiari, sassoni, mongoli, turchi, ma noi parliamo ancora latino!». Valentina non ha mai amato pubblicità e onori; a contare, per lei, è l’etica e la professionalità del lavoro. Venticinque anni di insegnamento nell’Università Statale di Milano, dieci anni di impegno quotidiano per il massimo dizionario nelle nostre lingue, e due eccezionali grammatiche per lo studio del romeno. Sin dal nostro primo contatto, non abbiamo mai smesso di scambiare conversazioni intessute delle più varie riflessioni, curiosità, notizie, aneddoti sul mondo culturale della Romania.</p>
<p>Luiza mi immerse in un istante nel mondo del villaggio romeno, inviandomi il brano di un’intervista al critico letterario Dan C. Mihăilescu: «Tutto quello che non possiede la marca dello spirituale, della normalità e della fede, non vincerà. Per quel che riguarda noi, i romeni, questo vale ancora di più, perché non dimentichiamolo, la prima domanda che il contadino romeno ti faceva quando ti incontrava sulle stradine del paese, per identificarti, era: “Al cui eşti tu?” Non possiamo spezzare definitivamente le nostre radici cristiane e romene. Sono convinto che sarà sempre così. Il paese romeno non morirà, non importa quanto siamo tentati a pensarlo oggi, considerando quanto sia assalito dalla volgarizzazione. C’è una santa caparbietà nelle persone che non lasciano morire il paese».</p>
<p>Di Violeta vorrei ricordare, anzitutto, il gesto che ha segnato l’inizio della nostra amicizia. Quando le scrissi per dirle che volevo acquistare <em>I principi della Corte-Antica</em>, lo straordinario capolavoro di Mateiu Ion Caragiale, mi fornì tutti i dettagli, poi, nel pacco inviatomi, inserì gratuitamente altri due volumi, <em>Andiamo in Romania</em> (splendida introduzione al patrimonio culturale, storico e paesaggistico romeno) e <em>Tra oblio e memoria</em> (intensa testimonianza della condizione carceraria, ad opera di Micaela Ghiţescu). Violeta è una persona riservata, sobria, misurata, caratteristiche che non le hanno impedito di realizzare le più concrete ed encomiabili iniziative a favore della conoscenza della cultura romena.</p>
<p>Ad Afrodita mi rivolsi per la prima volta inviandole il commento al <em>Jurnalul fericirii</em> di Steinhardt. Dopo aver risposto che era contenta di pubblicarlo, mi invitò subito a continuare la collaborazione con <em>Orizzonti culturali italo-romeni</em>, la rivista bilingue che ha fondato e tuttora dirige, e che è assurta a un assoluto rilievo nel panorama letterario dei nostri Paesi.</p>
<p>Adina ha tradotto gratuitamente, e in modo eccellente, il mio romanzo dedicato a una badante; inoltre, mi ha avvicinato al cinema romeno e all’artista che ha affermato «essere romeno è una meraviglia del mondo». È Dan Puric, l’attore e mimo che fa della resistenza la massima virtù del popolo romeno, che parla della fierezza derivante dalla comune base etnica, linguistica e religiosa, che ha commemorato più volte i martiri ed eroi imprigionati, torturati e uccisi nelle carceri comuniste.</p>
<p>Quanto a Tatiana, la sua cifra umana si riassume in una parola e in un comportamento assai raro: generosità. La donna più munifica che io abbia conosciuto è moldova, aggettivo di nazionalità che per lei equivale a “romena”. La difficile, ma non impossibile riunificazione, o meglio l’unificazione europea, avviene tutti i giorni a casa sua, dove se arriva un ospite inatteso nessuno si scompone, perché la generosità della padrona di casa ha contagiato tutta la famiglia. Tatiana organizza incontri culturali, e si fa in quattro pur di non mancare una riunione letteraria o sociale, alle quali partecipa recando sorrisi, conoscenza e il pane caldo che prepara mentre studia o accudisce alla sua allegra tribù.</p>
<p>Gabriella mi ha aperto le porte dell’Accademia di Romania e dato molti utili consigli nello studio della cultura romena.</p>
<p>Elena &#8211; capace di coniugare l’umiltà con l’importante e delicata responsabilità di Presidente dell’Associazione della Stampa Estera in Italia &#8211; mi ha aiutato più volte, e mi ha “lanciato” sulle pagine della <em>Gazeta Românească</em>.</p>
<p>Doina; quando le chiesi notizie sulla cucina moldava, in modo che potessi parlarne con cognizione di causa nel romanzo che stavo scrivendo, rispose così: «Armando, non sai quale emozione mi procuri quando mi chiedi di aiutarti in questo modo, “obbligando” me stessa a cercare significati che la vita nasconde proprio in virtù della loro scontata evidenza. Mi hai detto che nel tuo romanzo parlerai di uno dei più tipici dolci romeni, la plăcintă, che ha conservato non solo l’etimo, ma anche l’antica ricetta della “placenta” del tempo dei romani. Ma la tua eroina è nata in Moldavia, dove le plăcinte vengono chiamate “poale-n brâu”. Le “poale” si riferiscono alla parte sporgente del vestito lungo (o del grembiule tradizionale, chiamato <em>catrintza</em>) che le donne moldave vestivano. Quando dovevano cucinare, per essere più agili nei movimenti sollevavano le maniche dei vestiti e anche gli angoli, i lembi delle <em>catrintze</em> (quindi le “poale”) e le piegavano all’altezza della cintola (appunto, nel “brâu”). Quindi, è dal gesto che facevano le nostre brave massaie che deriva il nome “poale-n brâu”».</p>
<p>Le mie brave amiche romene, quelle che ho nominato e molte altre; sono state loro a permettermi di familiarizzare con la Romania prima ancora che ne facessi esperienza diretta.</p>
<p>A tutte queste persone esprimo la mia sincera riconoscenza, perché hanno contribuito a rendere più bella e ricca la mia esistenza. Penso spesso a quanto di buono abbiamo fatto e continuiamo a fare insieme, e provo esattamente <em>quello stato d’animo, </em>un piacere misto al dolore per il tempo andato, un sentimento che mi fa sentire ancor più solidale con la terra romena, la sua storia, il suo popolo, e che mi conforta nel malinconico autunno della mia vita.</p>
<p><strong>Foto. Vasile Nicoara</strong></p>
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		<title>Centenar Elena Teodorini: Volum omagial publicat la Milano despre prima soprană româncă pe scena Teatrului alla Scala</title>
		<link>https://culturaromena.it/centenar-elena-teodorini-volum-omagial-publicat-la-milano-despre-prima-soprana-romanca-pe-scena-teatrului-alla-scala-editura-redivia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gabriel Popescu]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 16:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evenimente]]></category>
		<category><![CDATA[Română]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; COMUNICAT. Centenar ELENA TEODORINI. Volum omagial publicat la Milano despre prima soprană româncă pe scena Teatrului alla Scala &#160;                  Pe 27 februarie 1926, se stingea la București marea artistă Elena Teodorini, născută la Craiova, o personalitate legendară a lumii lirice internaționale. Prima cântăreață româncă care a urcat [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>COMUNICAT. <strong>Centenar ELENA TEODORINI. </strong><strong>Volum omagial publicat la Milano despre prima soprană româncă </strong><strong>pe scena Teatrului alla Scala</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>                 Pe 27 februarie 1926, se stingea la București marea artistă Elena Teodorini, născută la Craiova, o personalitate legendară a lumii lirice internaționale. Prima cântăreață româncă care a urcat la 22 de ani pe scena de la Teatro alla Scala, Teodorini a lăsat în urmă o moștenire culturală imensă, cu o carieră excepțională care s-a împărțit între gloria scenei lirice și pasiunea pentru pedagogie. </em></strong><strong><em>În contextul centenarului morții Elenei Teodorini (1926–2026), editura Rediviva din Milano, publică volumul: “Elena Teodorini. Una diva tra Ottocento e Novecento. Il primo soprano romeno alla Scala”- [Elena Teodorini. O divă europeană între secolele XIX și XX. Prima soprană româncă la Scala din Milano], de Ida Garzonio și Violeta Popescu, un proiect editorial realizat de Centrul Cultural Italo-Român din Milano, care a beneficiat de sprijinul și colaborarea Arhivei istorice RICORDI din Milano și a Operei Române din Craiova. </em></strong></p>
<p><strong><em>Volumul a fost lansat la Teatrul Național din Craiova, vineri 27 februarie 2026, ora 18 00, în cadrul &#8220;GALA TEODORINI&#8221;, organizată de Opera Română din Craiova, în prezența autorilor. </em></strong></p>
<p>Cartea reconstituie cu rigurozitate istorică parcursul artistic al marii artiste lirice românce, născută la Craiova într-o familie de artiști, Teodor și Maria Teodorini, de la plecarea la Conservatorul din Milano în 1871, până la întoarcerea definitivă în țară în primăvara anului 1924 și decesul său la București în1926. Volumul propune o reconstrucție critică și documentară detaliată a întregului parcurs uman, artistic și profesional al artistei, dezvoltat printr-un sistem organic de capitole care împletesc biografia, istoria teatrului, recepția critică și activitatea pedagogică. Figură centrală a scenei lirice internaționale la răscrucea dintre secolele al XIX-lea și al XX-lea, Elena Teodorini a fost protagonistă  s-a afirmat ca protagonistă in cinci opere în premieră mondială, pe marile scene europene, dar și în America de Sud, bucurându-se de recunoașterea și aprecierea din partea publicului, a presei și a iubitorilor de muzică lirică. Publicat în cadrul inițiativelor dedicate centenarului dispariției sale, volumul restituie portretul unei artiste capabile să îmbine excelența interpretativă, viziunea culturală europeană și un angajament profund în formarea noilor generații, oferind o contribuție de mare valoare istoriei teatrului muzical de la granița secolelor XIX și XX. Așa cum subliniază Maria Pia Ferraris în deschiderea volumului, un aport fundamental la reconstrucția activității Elenei Teodorini a fost oferit de Archivio Storico Ricordi. Prin studiul său, consultantul științific al Arhivei Ricordi din Milano, evidențiază valoarea surselor păstrate – scrisori, fotografii, recenzii și materiale iconografice – care permit urmărirea formării milaneze a cântăreței, a primelor succese și a relațiilor cu Giulio Ricordi, demonstrând stima artistică și umană care o lega pe Elena Teodorini, de unul dintre cei mai influenți muzicologi ai vremii. Volumul evidențiază, de asemenea, legătura profundă între artistă și orașul natal, prin contribuția lui Antoniu Zamfir, managerul Operei Române Craiova, în materialul său dedicat Festivalului Internațional „Elena Teodorini”. Înființat în 1992, festivalul este prezentat ca un adevărat pod cultural către lume, menit să valorifice școala română de canto și să confirme rolul activ al Craiovei în viața muzicală internațională,în spiritul moștenirii lăsate de marea soprană. În studiul introductiv, muzicologa Vittoria Angela Licari subliniază modernitatea extraordinară a viziunii pedagogice a Elenei Teodorini, mult peste standardele existente în Italia în cea mai mare parte a secolului XX. După retragerea de pe scenă, artista s-a dedicat intens predării și a înființat școli de canto la Milano, București, Paris, Buenos Aires și Rio de Janeiro. Metoda sa se baza pe îngrijirea emisiei vocale și pe aprofundarea rolului și a expresivității interpretative. Elena Teodorini a fost prima soprană româncă care a urcat pe scena Teatrului alla Scala din Milano, în martie 1880, în rolul Margaretei din opera &#8220;Faust&#8221; de Charles Gounod, la vârsta de doar 22 de ani. De asemenea, a fost prima voce din România care a evoluat la Covent Garden din Londra, în cadrul stagiunii lirice din primăvara anului 1886. Cariera sa lirică s-a desfășurat pe parcursul a circa două decenii, fiind una dintre ultimele mari interprete ale secolului al XIX-lea înzestrate cu o voce amplă și dramatică, de o calitate excepțională, încadrată în categoria <em>soprană sfogato. </em>Repertoriul său cuprinde peste 40 de titluri, interpretând personaje variate, de la <em>Armando Gondi în &#8220;Maria di Rohan&#8221; de Donizetti,  la Valentina în &#8220;Hughenoții&#8221; de Meyerbeer, trecând prin Rachele în &#8220;La Juive&#8221;, Leonora în &#8220;La Favorita&#8221;, Santuzza în &#8220;Cavalleria rusticana&#8221;, Maria în &#8220;Fiica regimentului&#8221; de Donizetti și Rosina în &#8220;Bărbierul din Sevilla&#8221; de Rossini.  </em>Un capitol important al carierei sale îl reprezintă participarea ca protagonistă la cinci premiere mondiale<em>:<strong>1881 &#8211; &#8220;Cordelia&#8221; de Stefano Gobatti, la Teatro Comunale din Bologna, 1882 – &#8220;Bianca di Cervia&#8221; (Scala) de A. Samareglia; 1882 – &#8220;Il violino di Cremona&#8221; de Giulio Litta  (Scala); 1887 – &#8220;I Doria&#8221;  de A. Machado (</strong>Lisabona<strong>); 1890 – Mala Pasqua! de S. Gastaldon  (Teatro Costanzi di Roma</strong></em><strong>). </strong>Volumul urmărește în detaliu triumfurile scenice, afirmarea progresivă în marile centre lirice și participarea la numeroase premiere mondiale, oferind o cronologie argumentată a activității sale și o lectură critică a evoluției vocale și interpretative. Un spațiu generos este, de asemenea, dedicat imaginii publice a artistei și receptării sale critice la nivel internațional, reconstituite prin intermediul presei italiene, europene și sud-americane, al revistelor ilustrate, litografii și mărturii jurnalistice, care atestă prestigiul obținut de Teodorini în principalele circuite muzicale ale epocii. Cariera sa lirică s-a desfășurat pe parcursul a aproximativ două decenii, din 1876,  până la începutul secolului al XX-lea, când s-a retras treptat de pe scenă, urmând apoi, o a doua etapă esențială a vieții sale artistice, ca profesoară de canto, activă în Europa și în America de Sud, și ca fondatoare de școli de canto la Milano, București, Paris, Buenos Aires și Rio de Janeiro. Un spațiu generos în cadrul volumului, este dedicat imaginii publice a artistei și receptării sale critice internaționale. Lucrarea valorifică numeroase articole de epocă în care Elena Teodorini a fost elogiată de presa din Italia, România, Brazilia, Argentina, Austria, Portugalia, precum și de marile jurnale din Londra, Madrid și Barcelona. Aceste articole elogioase, deosebit de relevante pentru receptarea artistei, alături de litografii și de reproduceri ale coperților unor reviste ilustrate de epocă care îi poartă imaginea, documentează prestigiul imens obținut de Teodorini în principalele circuite muzicale ale lumii, oferind cititorului portretul viu al unei dive care a dominat scena lirică internațională.  Cartea aduce în vedere și redescoperirea contemporană a figurii Elenei Teodorini — confirmată de prezența sa în cele mai autoritare publicații de referință, inclusiv Guide de l’Opéra ș.a.  Volumul evidențiază legătura strânsă a artistei cu orașul natal, Craiova, unde Elena Teodorini a restaurat teatrul local prin efort financiar personal, dar și rolul său fundamental la fondarea Operei Române din București. Sunt evidențiate eforturile sale vizionare de a crea o primă generație de artiști lirici români, precum și aspecte inedite privind relațiile de prețuire reciprocă pe care Elena Teodorini le-a întreținut cu Casa Regală a României.Publicat în colecția „Memorie” volumul integrează o bogată documentație vizuală: fotografii în costume de scenă, articole de presă de epocă, librete de operă și coperte ale unor reviste muzicale,  Il Teatro Illustrato sau La Gazzetta Musicale. Autoarele, Ida Garzonio și Violeta Popescu, subliniază că acest proiect reprezintă o etapă semnificativă în valorizarea marilor personalități române care au marcat istoria liricii mondiale, continuând ideal, proiectul dedicat marii soprane Hariclea Darclée în orașul Milano, în contextul anilor 2023-2024, dedicat Centenarului lui Puccini.</p>
<p><strong>Rediviva &#8211; Milano</strong></p>
<p>www.rediviva.it</p>
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		<title>Gala Lirica a Craiova dedicata al Centenario della morte del soprano Elena Teodorini (1926–2026)</title>
		<link>https://culturaromena.it/gala-lirica-a-craiova-dedicata-al-centenario-della-morte-del-soprano-elena-teodorini-1926-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gabriel Popescu]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Feb 2026 17:35:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli e Studi]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
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					<description><![CDATA[ Nel centenario della morte del grande soprano Elena Teodorini, l&#8217;Opera Română Craiova organizza, il 27 febbraio 2026 presso il Teatro Nazionale &#8220;Marin Sorescu&#8221;, l&#8217;evento celebrativo PRIMA LA SCALA. In un’epoca in cui i grandi palcoscenici mondiali sembravano irraggiungibili per gli artisti provenienti da lontano, la voce di Elena Teodorini ha cambiato la storia: prima grande [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 data-path-to-node="4"><strong> Nel centenario della morte del grande soprano Elena Teodorini, l&#8217;Opera Română Craiova organizza, il 27 febbraio 2026 presso il Teatro Nazionale &#8220;Marin Sorescu&#8221;, l&#8217;evento celebrativo PRIMA LA SCALA. In un’epoca in cui i grandi palcoscenici mondiali sembravano irraggiungibili per gli artisti provenienti da lontano, la voce di Elena Teodorini ha cambiato la storia: prima grande interprete romena a calcare il celebre palcoscenico del Teatro alla Scala di Milano, ha iscritto in modo indelebile il nome del suo Paese nel patrimonio della lirica europea. L&#8217;evento si terrà esattamente nel giorno in care ricorrono i 100 anni dalla scomparsa della leggendaria artista e rappresenta un solenne atto di memoria. </strong><b>Sotto la direzione musicale del maestro Bruno Nicoli, la serata riunirà pagine celebri del repertorio lirico internazionale, in un percorso artistico che evoca il cammino dalle origini craiovene fino alla consacrazione sui grandi palcoscenici mondiali. </b><strong>Cast e Direzione Artistica: Renata Vari, Mariana Bulicanu, Licia Toscano; Voice-over: Anca Țecu; Orchestra e Coro dell&#8217;Opera Română Craiova; Regia artistica: Arabela Tănase; Scenografia: Răsvan Drăgănescu</strong></h2>
<h2 data-path-to-node="4"><strong>L’evento, organizzato da Opera Română Craiova, si inserisce nel programma della Stagione 2025/2026 ed è realizzato con la prestigiosa collaborazione di: Archivio Storico Ricordi (Milano), Centro Culturale Italo-Romeno di Milano, Fondazione &#8220;Elena Teodorini&#8221;, G.R.C., Teatro Nazionale &#8220;Marin Sorescu&#8221; di Craiova. Con il sostegno del Comune di Craiova e del Consiglio Comunale. Il programma della serata proporrà un percorso simbolico — dalle origini all’affermazione, fino alla consacrazione e al trionfo — riunendo le arie celebri e i momenti orchestrali tratti dai grandi titoli del repertorio in cui la Teodorini ha brillato sulle scene mondiali. </strong><b></b><b>PRIMA LA SCALA non è solo un evento celebrativo, ma una testimonianza vivente dell’identità culturale di Craiova e della grandezza di una voce leggendaria.</b></h2>
<h2>https://www.operacraiova.ro/ro/stagiune/prima-la-scala~s471/</h2>
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<p id="pvc_stats_5927" class="pvc_stats all  " data-element-id="5927" style=""><i class="pvc-stats-icon medium" aria-hidden="true"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" version="1.0" viewBox="0 0 502 315" preserveAspectRatio="xMidYMid meet"><g transform="translate(0,332) scale(0.1,-0.1)" fill="" stroke="none"><path d="M2394 3279 l-29 -30 -3 -207 c-2 -182 0 -211 15 -242 39 -76 157 -76 196 0 15 31 17 60 15 243 l-3 209 -33 29 c-26 23 -41 29 -80 29 -41 0 -53 -5 -78 -31z"/><path d="M3085 3251 c-45 -19 -58 -50 -96 -229 -47 -217 -49 -260 -13 -295 52 -53 146 -42 177 20 16 31 87 366 87 410 0 70 -86 122 -155 94z"/><path d="M1751 3234 c-13 -9 -29 -31 -37 -50 -12 -29 -10 -49 21 -204 19 -94 39 -189 45 -210 14 -50 54 -80 110 -80 34 0 48 6 76 34 21 21 34 44 34 59 0 14 -18 113 -40 219 -37 178 -43 195 -70 221 -36 32 -101 37 -139 11z"/><path d="M1163 3073 c-36 -7 -73 -59 -73 -102 0 -56 133 -378 171 -413 34 -32 83 -37 129 -13 70 36 67 87 -16 290 -86 209 -89 214 -129 231 -35 14 -42 15 -82 7z"/><path d="M3689 3066 c-15 -9 -33 -30 -42 -48 -48 -103 -147 -355 -147 -375 0 -98 131 -148 192 -74 13 15 57 108 97 206 80 196 84 226 37 273 -30 30 -99 39 -137 18z"/><path d="M583 2784 c-38 -19 -67 -74 -58 -113 9 -42 211 -354 242 -373 16 -10 45 -18 66 -18 51 0 107 52 107 100 0 39 -1 41 -124 234 -80 126 -108 162 -133 173 -41 17 -61 16 -100 -3z"/><path d="M4250 2784 c-14 -9 -74 -91 -133 -183 -95 -150 -107 -173 -107 -213 0 -55 33 -94 87 -104 67 -13 90 8 211 198 130 202 137 225 78 284 -27 27 -42 34 -72 34 -22 0 -50 -8 -64 -16z"/><path d="M2275 2693 c-553 -48 -1095 -270 -1585 -649 -135 -104 -459 -423 -483 -476 -23 -49 -22 -139 2 -186 73 -142 361 -457 571 -626 285 -228 642 -407 990 -497 242 -63 336 -73 660 -74 310 0 370 5 595 52 535 111 1045 392 1455 803 122 121 250 273 275 326 19 41 19 137 0 174 -41 79 -309 363 -465 492 -447 370 -946 591 -1479 653 -113 14 -422 18 -536 8z m395 -428 c171 -34 330 -124 456 -258 112 -119 167 -219 211 -378 27 -96 24 -300 -5 -401 -72 -255 -236 -447 -474 -557 -132 -62 -201 -76 -368 -76 -167 0 -236 14 -368 76 -213 98 -373 271 -451 485 -162 444 86 934 547 1084 153 49 292 57 452 25z m909 -232 c222 -123 408 -262 593 -441 76 -74 138 -139 138 -144 0 -16 -233 -242 -330 -319 -155 -123 -309 -223 -461 -299 l-81 -41 32 46 c18 26 49 83 70 128 143 306 141 649 -6 957 -25 52 -61 116 -79 142 l-34 47 45 -20 c26 -10 76 -36 113 -56z m-2057 25 c-40 -58 -105 -190 -130 -263 -110 -324 -59 -707 132 -981 25 -35 42 -64 37 -64 -19 0 -241 119 -326 174 -188 122 -406 314 -532 468 l-58 71 108 103 c185 178 428 349 672 473 66 33 121 60 123 61 2 0 -10 -19 -26 -42z"/><path d="M2375 1950 c-198 -44 -350 -190 -395 -379 -18 -76 -8 -221 19 -290 114 -284 457 -406 731 -260 98 52 188 154 231 260 27 69 37 214 19 290 -38 163 -166 304 -326 360 -67 23 -215 33 -279 19z"/></g></svg></i> <img loading="lazy" decoding="async" width="16" height="16" alt="Loading" src="https://culturaromena.it/wp-content/plugins/page-views-count/ajax-loader-2x.gif" border=0 /></p>
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		<title>125 anni dalla prima di Tosca di Puccini: omaggio a Hariclea Darclée al Teatro Regio di Torino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriel Popescu]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Nov 2025 15:53:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>
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					<description><![CDATA[125 anni dalla prima di Tosca di Puccini: omaggio a Hariclea Darclée al Teatro Regio di Torino Importanti reperti legati alla prima Tosca, in mostra al Teatro Regio di Torino  Il Consolato Generale della Romania a Torino  ha celebrato la Festa Nazionale della Romania in un luogo di straordinaria rilevanza culturale: il Teatro Regio di Torino, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1><strong><em>125 anni dalla prima di Tosca di Puccini: omaggio a Hariclea Darclée al Teatro Regio di Torino </em></strong></h1>
<h1><strong><em>Importanti reperti legati alla prima Tosca, in mostra al Teatro Regio di Torino</em></strong></h1>
<h1></h1>
<h2><strong> </strong>Il Consolato Generale della Romania a Torino  ha celebrato la Festa Nazionale della Romania in un luogo di straordinaria rilevanza culturale: il Teatro Regio di Torino, storico luogo della lirica piemontese. <strong>La serata ha incluso un momento particolarmente significativo dedicato alla storia della lirica italiana, ricordando la prima rappresentazione dell’opera <em>Tosca</em> di Giacomo Puccini, al Teatro Regio, avvenuta il 20 febbraio 1900. </strong>Non a caso la celebrazione si è svolta in questo tempio della musica: solo poche settimane dopo la prima mondiale al Teatro dell’Opera di Roma, il 14 gennaio 1900, l’opera di Giacomo Puccini venne rappresentata anche al Teatro Regio di Torino, il 20 febbraio 1900, suscitando<em> grande attesa ed entusiasmo,</em> come testimoniano i giornali dell’epoca. Il Teatro Regio di Torino fu per Hariclea Darclée, nata a Brăila nel 1860,  un luogo di grandi successi e affetto sincero: ogni volta che vi tornava, il pubblico la accolse con entusiasmo, elogiando la sua voce straordinaria, la presenza scenica e la raffinata sensibilità musicale.</h2>
<h2>Durante la serata ufficiale, la pianista Siniziana Mircea ha eseguito con raffinata sensibilità <em>Vissi d’arte, vissi d’amore</em>, omaggio a Puccini e alla sua indimenticabile prima interprete.</h2>
<h2 class="p1"><b>La dott.ssa Violeta Popescu ha presentato al pubblico una preziosa selezione di immagini e fotografie d’epoca legate alla figura del grande soprano Hariclea Darclée, ripercorrendone la straordinaria carriera internazionale. Ha inoltre ricordato che la città di Milano rende omaggio all’artista con una targa commemorativa in via Cernia 2, l’abitazione in cui Darclée visse per vent’anni</b>.</h2>
<h2>Nel prestigioso luogo della lirica piemontese, ha ricordato come la Romania abbia offerto alla storia dell’opera italiana e internazionale un contributo indelebile: la voce straordinaria di Hariclea Darclée, scelta da Giacomo Puccini per interpretare per la prima volta il ruolo di Floria Tosca nella sua opera <em>Tosca</em>.  <strong>Il Teatro Regio di Torino fu per Hariclea Darclée un luogo di grandi successi e affetto sincero: ogni volta che vi tornava, il pubblico la accolse con entusiasmo, elogiando la sua voce straordinaria, la presenza scenica</strong>e la raffinata sensibilità musicale.</h2>
<h2></h2>
<h2>Un segno tangibile del legame artistico di quel <strong>periodo è oggi conservato al Teatro Regio: un portafoglio in pelle con monogramma in brillanti e rubini, donato da Darclée al celebre tenore torinese Francesco Tamagno</strong>, uno dei più importanti interpreti verdiani di fine Ottocento. All’interno, un autografo datato 13 luglio 1896 testimonia la stima reciproca tra due giganti della lirica internazionale. Nel fondo storico <strong>del Teatro si conservano</strong> <strong>le eleganti cartoline realizzate da Ricordi di Milano</strong> in occasione dalla prima rappresentazione dell’opera, testimonianze artistiche rare e di grande valore documentario. <strong>A queste si aggiunge una splendida cartolina autografata da Hariclea Darclée e dedicata a Giacomo Puccini</strong>, <strong><em>Al Maestro Illustre e geniale G. Puccini,</em></strong><em> <strong>ammiratrice profonda ed affezionata,</strong> <strong>H. Darclée</strong></em><strong>, </strong>ulteriore prova del rapporto professionale che legava la celebre soprano al compositore italiano.</h2>
<h2><strong>In occasione del 125° anniversario della prima di <em>Tosca</em>, il Consolato Generale di Romania a Torino ed il Centro Culturale di Milano  ringraziano sentitamente il Teatro Regio di Torino, nella persona del Sovrintendente Mathieu Jouvin ed in particolare l&#8217;Archivio Storico per la proficua collaborazione, che ha permesso di visionare dei cimeli così preziosi.</strong></h2>
<h2></h2>
<h2>Altre informazioni: <strong>Nel 125° anniversario della prima mondiale di <em>Tosca</em>, Teatro Regio di Torino condivide un ricordo prezioso: quello della sua prima interprete, il soprano romeno Hariclea Darclée (1860-1939) , definita da Puccini stesso «la mia prima e splendida Tosca» in una celebre cartolina autografa</strong>. <strong>La rappresentazione torinese del 20 febbraio 1900, fu accolta con grande entusiasmo dalla città: la <em>Gazzetta del Popolo</em> scriveva nel febbraio di quell’anno:</strong><strong> “<em>Eleganza del pubblico elettrizzato, palpitante, impaziente, caloroso</em>…</strong>» «La loro arte squisita e il valore eccezionale…»  La prima al Teatro Regio di Torino, che ha goduto della partecipazione degli stessi interpreti principali e la direzione del maestro Alessandro Pomè, ricevette un’accoglienza calorosa, come riportato nel libro di Ida Garzonio, dedicato a Hariclea Darclée.  Secondo alcuni critici dell&#8217;epoca, nonostante la presenza di una claque che disturbava parte del pubblico,  il successo dell’opera fu comunque unanime e caloroso. Come riportato negli Atti del Convegno di Lucca del 2008, il recensore anonimo della <strong><em>Gazzetta del Popolo</em> sottolinea che il trionfo di <em>Tosca</em> a Torino, </strong>era dovuto alla sua impostazione drammaturgica coerente: un dramma forte, vigoroso e potente, in cui la musica di Puccini si armonizzava perfettamente con la trama, creando un’opera di intensa teatralità italiana</h2>
<h2>Milano</h2>
<h2>28 novembre 2025</h2>
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<p id="pvc_stats_5918" class="pvc_stats all  " data-element-id="5918" style=""><i class="pvc-stats-icon medium" aria-hidden="true"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" version="1.0" viewBox="0 0 502 315" preserveAspectRatio="xMidYMid meet"><g transform="translate(0,332) scale(0.1,-0.1)" fill="" stroke="none"><path d="M2394 3279 l-29 -30 -3 -207 c-2 -182 0 -211 15 -242 39 -76 157 -76 196 0 15 31 17 60 15 243 l-3 209 -33 29 c-26 23 -41 29 -80 29 -41 0 -53 -5 -78 -31z"/><path d="M3085 3251 c-45 -19 -58 -50 -96 -229 -47 -217 -49 -260 -13 -295 52 -53 146 -42 177 20 16 31 87 366 87 410 0 70 -86 122 -155 94z"/><path d="M1751 3234 c-13 -9 -29 -31 -37 -50 -12 -29 -10 -49 21 -204 19 -94 39 -189 45 -210 14 -50 54 -80 110 -80 34 0 48 6 76 34 21 21 34 44 34 59 0 14 -18 113 -40 219 -37 178 -43 195 -70 221 -36 32 -101 37 -139 11z"/><path d="M1163 3073 c-36 -7 -73 -59 -73 -102 0 -56 133 -378 171 -413 34 -32 83 -37 129 -13 70 36 67 87 -16 290 -86 209 -89 214 -129 231 -35 14 -42 15 -82 7z"/><path d="M3689 3066 c-15 -9 -33 -30 -42 -48 -48 -103 -147 -355 -147 -375 0 -98 131 -148 192 -74 13 15 57 108 97 206 80 196 84 226 37 273 -30 30 -99 39 -137 18z"/><path d="M583 2784 c-38 -19 -67 -74 -58 -113 9 -42 211 -354 242 -373 16 -10 45 -18 66 -18 51 0 107 52 107 100 0 39 -1 41 -124 234 -80 126 -108 162 -133 173 -41 17 -61 16 -100 -3z"/><path d="M4250 2784 c-14 -9 -74 -91 -133 -183 -95 -150 -107 -173 -107 -213 0 -55 33 -94 87 -104 67 -13 90 8 211 198 130 202 137 225 78 284 -27 27 -42 34 -72 34 -22 0 -50 -8 -64 -16z"/><path d="M2275 2693 c-553 -48 -1095 -270 -1585 -649 -135 -104 -459 -423 -483 -476 -23 -49 -22 -139 2 -186 73 -142 361 -457 571 -626 285 -228 642 -407 990 -497 242 -63 336 -73 660 -74 310 0 370 5 595 52 535 111 1045 392 1455 803 122 121 250 273 275 326 19 41 19 137 0 174 -41 79 -309 363 -465 492 -447 370 -946 591 -1479 653 -113 14 -422 18 -536 8z m395 -428 c171 -34 330 -124 456 -258 112 -119 167 -219 211 -378 27 -96 24 -300 -5 -401 -72 -255 -236 -447 -474 -557 -132 -62 -201 -76 -368 -76 -167 0 -236 14 -368 76 -213 98 -373 271 -451 485 -162 444 86 934 547 1084 153 49 292 57 452 25z m909 -232 c222 -123 408 -262 593 -441 76 -74 138 -139 138 -144 0 -16 -233 -242 -330 -319 -155 -123 -309 -223 -461 -299 l-81 -41 32 46 c18 26 49 83 70 128 143 306 141 649 -6 957 -25 52 -61 116 -79 142 l-34 47 45 -20 c26 -10 76 -36 113 -56z m-2057 25 c-40 -58 -105 -190 -130 -263 -110 -324 -59 -707 132 -981 25 -35 42 -64 37 -64 -19 0 -241 119 -326 174 -188 122 -406 314 -532 468 l-58 71 108 103 c185 178 428 349 672 473 66 33 121 60 123 61 2 0 -10 -19 -26 -42z"/><path d="M2375 1950 c-198 -44 -350 -190 -395 -379 -18 -76 -8 -221 19 -290 114 -284 457 -406 731 -260 98 52 188 154 231 260 27 69 37 214 19 290 -38 163 -166 304 -326 360 -67 23 -215 33 -279 19z"/></g></svg></i> <img loading="lazy" decoding="async" width="16" height="16" alt="Loading" src="https://culturaromena.it/wp-content/plugins/page-views-count/ajax-loader-2x.gif" border=0 /></p>
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		<title>O apariție editorială remarcabilă în cadrul Episcopiei Ortodoxe Române a Italiei: un volum de cercetare dedicat conservării patrimoniului cultural imaterial al românilor din Peninsulă</title>
		<link>https://culturaromena.it/o-aparitie-editoriala-remarcabila-in-cadrul-episcopiei-ortodoxe-romane-a-italiei-un-volum-de-cercetare-dedicat-conservarii-patrimoniului-cultural-imaterial-al-romanilor-din-peninsula/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gabriel Popescu]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Nov 2025 19:36:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Publicații]]></category>
		<category><![CDATA[Română]]></category>
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					<description><![CDATA[             O apariție editorială remarcabilă în cadrul Episcopiei Ortodoxe Române a Italiei: un volum de cercetare dedicat conservării patrimoniului cultural imaterial al românilor din Peninsulă            Volumul „Identitate și patrimoniu cultural imaterial românesc. Cultură și tradiții la românii din Episcopia Ortodoxă Română a Italiei”, reunește contribuțiile [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>             O apariție editorială remarcabilă în cadrul Episcopiei Ortodoxe Române a Italiei: un volum de cercetare dedicat conservării patrimoniului cultural imaterial al românilor din Peninsulă</strong></h3>
<h3><strong>           Volumul „Identitate și patrimoniu cultural imaterial românesc. Cultură și tradiții la românii din Episcopia Ortodoxă Română a Italiei”</strong><strong>, reunește contribuțiile unui colectiv de autori și cercetători preocupați de conservarea și valorificarea patrimoniului cultural imaterial al românilor din diaspora, punând accent pe păstrarea acestor elemente în cuprinsul Episcopiei Ortodoxe Române a Italiei.</strong> Prin bogăția tematică, volumul se constituie într-un reper și o mărturie vie a modului în care patrimoniul cultural imaterial contribuie la menținerea identității și a legăturii românilor cu propriile rădăcini, fiind totodată un omagiu adus vitalității și rezilienței comunităților românești din Italia. Lucrarea, care beneficiază de un cuvânt-înainte semnat de <em>Preasfințitul Părinte Episcop </em><em>Siluan, al Episcopiei Ortodoxe Române a Italiei</em>, și de o prefață realizată de cercetătorul Antonio Ricci de la IDOS [Centro Studi e Ricerche din Roma], a prins contur sub coordonarea dr. Maria Șpan de la Universitatea „Lucian Blaga” din Sibiu și contribuția redactorilor pr. Florin Haniș, Ionela Ivan, pr. dr. Pompiliu Nacu, dr. Maria Șpan, Andreea Tatiana Stângă și dr. Violeta Popescu.</h3>
<h3>Structurată în unsprezece capitole, lucrarea abordează teme variate — de la artă populară, sărbători și datini românești, la artele spectacolului, jocul și doina —, evidențiind activitățile de salvgardare desfășurate în parohiile ortodoxe din cadrul Episcopiei. <strong>Volumul integrează analiza celor zece elemente reprezentative ale patrimoniului cultural imaterial al României, incluse în Convenția UNESCO </strong>pentru salvgardarea patrimoniului cultural imaterial: <em>Ritualul Călușului (2008), Doina (2009), Ceramica tradițională de Horezu (2012), Colindatul de ceată bărbătească (2013), Jocul fecioresc din România (2015), Tehnicile tradiționale de realizare a scoarței (2016), Mărțișorul – practici tradiționale asociate zilei de 1 Martie (2017), Arta cămășii cu altiță – element de identitate culturală (2022), Tradițiile de creștere a cailor lipițani (2022) și Transhumanța carpatică, parte a vieții pastorale tradiționale (2023).</em></h3>
<h3>Relevante în paginile acesti publicații, sunt gândurile adresate românilor din Italia de către specialiști din România și Republica Moldova, implicați direct în elaborarea dosarelor de candidatură ale acestor elemente înscrise pe Lista reprezentativă a patrimoniului cultural imaterial al umanității. Dintre aceștia amintim pe <em>conf. univ. dr. Varvara Buzilă</em>, membru al Comisiei Naționale pentru Salvgardarea Patrimoniului Cultural Imaterial al Republicii Moldova; <em>dr. Ioana Ruxandra Fruntelată</em>, cercetător la Facultatea de Litere – Universitatea din București și Institutul de Etnografie și Folclor „Constantin Brăiloiu”, Academia Română; precum și <em>Zamfir Dejeu</em>, cercetător științific I la Institutul „Arhiva de Folclor a Academiei Române”, Filiala Cluj-Napoca.</h3>
<h3><strong>În <em>Cuvântul introductiv</em>, Episcopul Siluan</strong> subliniază: „<em>Patrimoniul cultural imaterial este pentru românii migranți o ancoră spre locul de origine, o formă de reziliență și de mândrie a obârșiei. Parohiile devin adevărate insule de românitate, spații unde credința, limba și tradițiile se regăsesc și se transmit mai departe. (…) </em><em>Chiar dacă parohiile sunt atipice comparativ cu cele din țară – românii fiind răspândiți în diferite localități și provenind din diverse regiuni ale României – ele constituie adevărate insule de românitate. În Italia, în cuprinsul Episcopiei Ortodoxe Române a Italiei, există deja peste 300 de parohii, în cadrul cărora oamenii sunt încurajați să salvgardeze și să transmită mai departe moștenirea lor culturală. Biserica oferă românilor din diaspora un important cadru de manifestare a acestui tip de patrimoniu, care joacă un rol însemnat: în păstrarea identității, în integrarea lor, în alinarea dorului de țară, în întâlnirea altor persoane din România, în procesul de reziliență și creativitate, în a-i face mândri de obârșia lor, a-i ajuta să treacă mai ușor peste perioadele grele din viață, ca suport psihologic și moral.”</em></h3>
<h3><strong>Cercetătorul italian Antonio Ricci</strong>, bun cunoscător al emigrației românești din Italia și autor al numeroaselor studii și articole dedicate fenomenului, evidențiază în <em>Prefața</em> volumului, valoarea diasporei române ca ambasador cultural:„Patrimoniul cultural imaterial al României este un bilet de vizită prețios. Comunitățile de români din Italia, prin felul în care păstrează și împărtășesc tradițiile, devin punți vii între culturi și popoare.”</h3>
<h3> Partea centrală a lucrării se concentrează asupra <strong>vieții spirituale, educaționale și culturale a comunităților românești din Italia</strong>, reflectând modul în care Biserica Ortodoxă devine un spațiu al continuității identitare și al educației interculturale. Capitolele dedicate românilor din Italia – istorie, Biserică, tradiții – aduc o contribuție documentară semnificativă privind organizarea și rolul Episcopiei Ortodoxe Române a Italiei, importanța limbii ca vector al patrimoniului cultural imaterial și implicarea parohiilor în educarea copiilor și tinerilor în spiritul valorilor tradiționale. Un loc aparte îl ocupă studiile despre <strong>sărbătorile de iarnă</strong>, colindatul în ceată bărbătească, dansurile rituale precum jocul Căiuților și al Caprei, obiceiurile de Bobotează și Plugușorul copiilor – toate reconstituite prin descrieri, mărturii și fotografii din comunitățile parohiale. Autorii surprind cum, în contextul diasporei, tradiția devine un liant între generații și un mijloc de afirmare a identității românești într-un cadru european. Capitolele dedicate <strong>artelor spectacolului</strong>, <strong>sărbătorilor de primăvară și pascale</strong>, precum și <strong>obiceiurilor legate de viața omului</strong> (naștere, nuntă, înmormântare) reconstituie universul ritualic românesc într-o abordare care combină analiza teologică, etnografică și estetică. Se remarcă și studiile privind <strong>cunoștințele și practicile legate de natură și cosmos</strong>, <strong>tehnicile tradiționale de meșteșug</strong> (icoane pe sticlă și lemn, olărit, țesut, încondeierea ouălor, opincărie) și <strong>arta portului popular</strong>, unde simbolurile decorative și cromatice sunt interpretate ca expresii ale unei spiritualități vii.</h3>
<h3>Deosebit de valoroase sunt capitolele dedicate <strong>activităților de salvgardare și educației pentru patrimoniu</strong>, desfășurate în cadrul Episcopiei Ortodoxe Române a Italiei –  ateliere, expoziții, activități școlare și colaborări cu instituții de profil din România. Toate acestea evidențiază o strategie coerentă de păstrare a identității culturale prin viața comunităților parohiale. În partea finală, volumul oferă o deschidere interculturală, prezentând și <strong>elementele de patrimoniu imaterial italian înscrise de UNESCO</strong>, precum arta de face pizza, teatrul de păpuși sicilian, dieta mediteraneană, alpinismul, arta perlelor de sticlă sau cântecul liric, creând astfel un dialog între tradiția românească și cea italiană.</h3>
<h3>Îmbogățit cu numeroase imagini și fotografii, volumul redă frumusețea și vitalitatea tradițiilor românești păstrate în parohiile de pe teritoriul Italiei și subliniază rolul acestora ca punte de dialog intercultural pe teritoriul Italiei.</h3>
<h3><strong>Partea finală a volumului este dedicată unei analize de teren, prin includerea în anexă a unui chestionar sociologic intitulat</strong> <em>„Românii ortodocși din Italia – păstrători și promotori ai patrimoniului cultural imaterial”</em>, la care au răspuns 82 de români ortodocși din Italia, femei și bărbați cu vârste cuprinse între 19 și 67 de ani, originari din 26 de județe ale României și din Republica Moldova. Chestionarul oferă o perspectivă sociologică actuală asupra modului în care credința, obiceiurile și tradițiile continuă să modeleze identitatea românilor aflați departe de țară. Prin răspunsurile lor, participanții au oferit o imagine vie și autentică asupra modului în care românii din diaspora își păstrează tradițiile, credința și identitatea culturală. Din nordul până în sudul Italiei – în regiuni precum Lombardia, Toscana, Lazio, Veneto sau Emilia-Romagna – românii au reușit să ducă mai departe obiceiurile, limba și valorile moștenite din țară, găsind în Biserica Ortodoxă Română un sprijin esențial pentru menținerea acestei legături. Rezultatele chestionarului arată cât de profund este atașamentul față de patrimoniul cultural imaterial și cât de importantă este comunitatea parohială ca loc al continuității și al întâlnirii.</h3>
<h3>Volumul apărut la editura Rediviva din Milano, este un proiect al Parohiei Ortodoxe Române „Sf. Ierarh Grigore Teologul” – Forlì, Italia, apărut cu sprijinul Departamentului pentru Românii de Pretutindeni. Cartea a fost distribuită gratuit pe tot cuprinsul Italiei, în cele peste 300 de parohii ale Episcopiei Ortodoxe Române a Italiei, fiind oferită spre dotarea bibliotecilor parohiale, în sprijinul școlilor de duminică și al activităților educaționale. De asemenea, volume au fost trimise în România, la institute de profil și centre de cercetare, ca instrument de studiu și documentare privind viața culturală și spirituală a diasporei românești.</h3>
<h3><strong><em> Roma – 2025</em></strong></h3>
<h3><strong><em> </em></strong></h3>
<h3><strong> </strong></h3>
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		<title>L’eredità letteraria di Regina Maria di Romania in Italia. 150 anni dalla sua nascita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriel Popescu]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Oct 2025 16:40:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Personalità]]></category>
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					<description><![CDATA[L’eredità letteraria di Regina Maria di Romania in Italia. Il 29 ottobre, si celebra l’anniversario della nascita della Regina Maria di Romania — [Maria di Sassonia Coburgo Gotha, Duchessa di Edimburgo, nata il 29 ottobre 1875, a Eastwell Park] una delle figure più amate e luminose della storia romena.In questa giornata, ricordata non solo in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’eredità letteraria di Regina Maria di Romania in Italia.</p>
<p>Il 29 ottobre, si celebra l’anniversario della nascita della Regina Maria di Romania — [Maria di Sassonia Coburgo Gotha, Duchessa di Edimburgo, nata il 29 ottobre 1875, a Eastwell Park] una delle figure più amate e luminose della storia romena.In questa giornata, ricordata non solo in Romania ma anche in Inghilterra e in altri Paesi, vogliamo ricordare anche l’amore speciale che la Regina Maria nutrì per l’Italia, terra che visitò in due occasioni: nel 1919–1920 e poi nel 1924. A testimonianza di questo legame profondo, ricordiamo tre importanti pubblicazioni italiane della Regina Maria di Romania, stampati a Roma nel 1921, e Milano, 1923, 1936-1938. Subito dopo la Grande Guerra Mondiale, in occasione del suo viaggio in Italia, si nota un crescente interesse da parte delle case editrici italiane nel pubblicare i testi della Regina Maria, riconoscendo in lei una voce autentica. Tale interesse non fu casuale: attraverso la sua scrittura e la sua presenza pubblica, la Regina Maria svolse un ruolo di diplomazia culturale, facendo conoscere in Europa – e non solo in Italia – la storia di un Paese rinato dall’eroismo e dai sacrifici del suo popolo.</p>
<p>MARIA REGINA DI ROMANIA. &#8220;LA MIA TERRA”, pubblicato a Roma nel 1921 da “Romania. Rassegna Italo-Romena”.<br />
MARIA REGINA DI ROMANIA. &#8220;DAL MIO CUORE AL LORO CUORE”, edito a Milano nel 1923 da Edizioni Modernissima, con traduzione autorizzata dalla stessa Regina, a cura di Pinetta Gerla Antohi e Dr. Jean Antohi. L’edizione, arricchita da eleganti disegni originali, è una vera opera d’arte tipografica.<br />
MARIA DI ROMANIA. &#8220;IL MIO DIARIO DI GUERRA &#8211; LA STORIA DELLA MIA VITA&#8221; due volumi, pubblicati da Mondadori, a Milano tra il 1936 e il 1938 nella traduzione di Mario Borsa.</p>
<p>Il diario della Regina Maria, dal titolo originale <em>The story of my life</em>, fu pubblicato contemporaneamente a Londra e New York negli anni 1934-1936. In italiano venne stampato negli anni 1936-1938 in due volumi: “<em>Maria di Romania. La Storia della mia vita” e “Maria di Romania. Il mio diario di guerra</em>” presso la casa editrice Mondadori, nella traduzione di Mario Borsa, giornalista e scrittore italiano che per qualche tempo visse a Londra, poi, per due decenni, fu corrispondente da Milano per il quotidiano <em>The Times</em>. La nuova ripubblicazione nel 2022, presso Rediviva  di Miano, a cura di Silvia Storti Shelyta, [revisione e adattamento del testo], riunisce il diario in un unico volume di 900 pagine, diviso in cinque parti: <em>Infanzia; La giovinezza; Inizio del matrimonio; 1906-1914; Gli anni della guerra.</em></p>
<p>Subito dopo la Grande Guerra Mondiale, in occasione del suo viaggio in Italia, si nota un crescente interesse da parte delle case editrici italiane nel pubblicare i testi della Regina Maria, riconoscendo in lei una voce autentica. Tale interesse non fu casuale: attraverso la sua scrittura e la sua presenza pubblica, la Regina Maria svolse un ruolo di diplomazia culturale, facendo conoscere in Europa – e non solo in Italia – la storia di un Paese rinato dall’eroismo e dai sacrifici del suo popolo.</p>
<p>I viaggi compiuti in Italia sono stati per la Regina Maria sono stati un vero rifugio dopo gli anni di grande sofferenza della Grande Guerra.L’Italia le appariva come una terra «pittoresca, poetica e malinconica», capace di destare sogni ed emozioni profonde. Per la Regina Maria di Romania, l’Italia non era soltanto un paese da visitare, ma un’esperienza estetica e sentimentale: «pittoresca, poetica e malinconica», una terra che parlava all’anima, risvegliando la sua sensibilità artistica e il suo spirito poetico.Durante il suo primo viaggio in Italia, la Regina Maria scriveva nel suo diario: &#8220;L’Italia mi incanta sempre in modo diverso rispetto agli altri luoghi, nulla può eguagliare il suo fascino e il suo pittoresco&#8221;.</p>
<p>In modo del tutto eccezionale, perfino i funerali della Regina Maria furono filmati da uno studio italiano.Il documentario realizzato dallo Studio Luce Cinecittà di Roma fu trasmesso successivamente, il 3 agosto 1938, all’interno del giornale di attualità italiana Giornale Luce B1351. In un giorno d’estate, il 18 luglio 1938, si spegneva la Regina Maria di Romania.<br />
Il suo &#8220;ultimo viaggio&#8221; fu ripreso proprio dallo Studio Luce Cinecittà di Roma – una testimonianza rara e preziosa, tanto più significativa oggi, nell’anno in cui si celebrano i 150 anni dalla nascita della grande regina. È l’unica registrazione conosciuta che restituisce la solennità e l’emozione di quel momento storico, in cui un’intera nazione dava l’ultimo saluto a una delle figure più amate e rispettate della famiglia reale.</p>
<p>Violeta Popescu</p>
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