Letteratura

I manoscritti di Dimitrie Cantemir

I primi venticinque volumi di ‘La complessità dei manoscritti di Dimitrie Cantemir’ sono stati realizzati con l’approvazione di Vladimir Putin e donati alla Biblioteca dell’Accademia Romena.

Incontro in Italia con la giovane poetessa Ofelia Prodan

Ofelia Prodan ha esordito nel 2007 con il volume di poesie Elefantul din patul meu, che le è valso il Premio per il debutto dell’Associazione degli Scrittori di Bucarest 2008, il Premio per il debutto della rivista “Luceafărul” 2008 e la candidatura al Premio Nazionale di Poesia Mihai Eminescu – Opera Prima 2008).

La storia delle parole

La lingua romena rappresenta la continuità della lingua latina, parlata ininterrottamente sulla terra lasciata in eredità dagli antenati daci, dalla loro conquista dai romani fino in presente.

Nel profondo dell’anima…

“L’ottimismo, la speranza, sono i migliori investimenti da fare nella vita. L’uomo è effimero ed instabile. Alla fine della vita ti rendi conto che, a parte qualche bel pensiero e un po’ di immaginazione, non ti è rimasto nulla.” (L’arte del compromesso – Ileana Vulpescu).

Marta Petreu: la narrazione come chirurgia dell’anima

Marta Petreu è scrittrice e professoressa. Ha esordito nel 1981, con il volume di poesie Aduceti verbele (Portate i verbi). Altri volumi di poesie: Dimineata tinerelor doamne, Loc psihic, Poeme nerusinate, Cartea maniei, Apocalipsa dupa Marta, Falanga, Scara lui Iacob.

2012. L’anno Ion Luca Caragiale

Riccorrono 160 anni dalla nascita del sommo drammaturgo classico romeno, Ion Luca Caragiale, e 100 anni dalla sua morte (30 gennaio 1852 – 9 giugno 1912). Caragiale occupa un posto speciale nella storia della letteratura romena.

Eminescu e l’esegesi italiana (2), Doina Condrea Derer

La generazione di Ramiro Ortiz, la generazione di Umberto Cianciolo e di Rosa del Conte hanno portato con le loro pagine analitiche un notevole contributo alla conoscenza di Mihai Eminescu in Italia; lo hanno fatto con rigore e squisitezza.

Viorel Boldis: nella lingua di Dante, come seconda lingua

Camaleontico, fluido, contrassegnato da grande carisma quando è chiamato a parlare in pubblico. Sono questi gli stralci che si possono cogliere quando si incontra Viorel Boldis, di persona o attraverso i suoi scritti.

L’amore ai tempi di Ceausescu

“Per chi crescono le rose” è il titolo del romanzo di Ingrid Beatrice Coman, ambientato in una piccola cittadina della Moldavia romena negli ultimi mesi di vita del regime comunista di Nicolae Ceauşescu. Una storia d’amore dove il filo rosso che unisce tutti gli intrecci è la rivoluzione interna, interiore che matura nella psicologia dei personaggi.

“AAA Cercasi favola” di Ingrid Beatrice Coman

“Senti, mamma” comincia, come fa sempre quando sta per chiedermi qualcosa di importante. “Cosa?” gli chiedo, temendo il peggio. “Ehm… che cos’è una guerra?” Ecco: proprio quando meno me l’aspettavo, quando pensavo di aver passato il guado ed essere arrivata salva dall’altra parte, mi scopro con i piedi tutti bagnati e la riva ancora lontana.

“Un uomo, una fede, una stella!” di Gabriella di Sant’Angelo

La poesia è presente nella Raccolta antologica di riflessioni e parole di Fede “IL Cammino della Speranza – 215 poeti per il Papa” a cura di Marco Delpino. L’iniziativa del volume ha ottenuto il patrocinio del Comune di Santa Margherita Ligure e dell’Assesorato alla Cultura.

Intervista con Ingrid B.Coman realizzato da Karim Metref




Senza fare troppo rumore, lontana dai convegni e incontri per “scrittori migranti”, Ingrid Coman sta diventando una delle più prolifiche di questi autori nati altrove ma che hanno adottato la lingua italiana per esprimersi.


“Com’ è difficile quella lezione”, Ingrid B. Coman








“Avete capito allora che cos’è il comunismo?” disse la maestra, richiudendo il libretto rosso da qui aveva letto per quasi un’ora.

Dentro, di Ingrid. B. Coman

Dal giorno in cui era stato rinchiuso, Catalin aveva perso completamente la cognizione del tempo. Poteva essere passato un giorno, forse due.

Herta Müller, scrittrice tedesca di origine romena, Nobel per la letteratura

Il premio Nobel per la letteratura è stato assegnato alla scrittrice tedesca di origine romena Herta Müller. Nata il 17 agosto 1953 a Nitchidorf, in Romania, figlia di contadini della minoranza tedesca degli svebi, la scrittrice, poetessa e saggista è nota per la descrizione della dura vita sotto il regime comunista di Ceausescu.

Il traduttore Geo Vasile – premiato da parte del Comune di Venezia

Il Comune di Venezia conferirà al traduttore ed italianista Geo Vasile una medaglia per il riconoscimento dei suoi meriti nella promozione delle relazioni culturali italo-romene.La medaglia sarà consegnata dall’on. Luana Zanella, Assessore per la cultura di Venezia, nell’ambito di una cerimonia che si terrà giovedì, 11 giugno, all’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia

Gente per bene

L’accento, ecco, l’accento è importante. Non tradirti, non scivolare sulle parole, tieni solo il sentiero di quelle che ti vengono alla perfezione. Non devono sentire che sei straniero. Ma sopratutto, non devono capire che sei romeno. E poi i vestiti: non puoi permetterti un abito logoro o una maglietta trasandata. Povero e straniero è un pericoloso binomio. Se concedi alla gente di mettere insieme le due cose sei veramente nei guai. Perciò vestiti bene. La giacca grigia, la camicia celeste, benchè un po’ sbiadita dai troppi lavaggi, ecco, così va meglio, sembri quasi un dottore, o un funzionario di banca, un notaio o un professore.

Il simbolo del dono nel romanzo di Ingrid Beatrice Coman, Tè al samovar

Come risaputo, la Romania ha avuto i suoi tempoi difficili e il suo tributo pagato all’oppressione comunista. Molti si sono visti passare tutta la vita sotto il regime, altri solo la giovinezza o l’infanzia. Per tutti è stato un pesante fardello da portare e ha lasciato una profonda e indelebile traccia nella loro memoria. Pur avendone fatto le spese solo per 23 anni, la scrittrice Ingrid Coman cerca, in qualche modo, di farsi carico di tutto questo dolore ancora nascosto, portarlo alla luce e trasformarlo in parole da offrire al lettore desideroso di comprendere.

Aglaya Veterany – Perchè il bambino cuoce nella polenta?

Aglaya Veteranyi
‘Perché il bambino cuoce nella polenta‘ – romanzo; Luciana Tufani Edizioni. “Dio parla lingue straniere? Può capire gli stranieri? Oppure gli angeli siedono in cabine di cristallo e traducono?”
La favola del bambino che cuoce nella polenta viene raccontata alla piccola protagonista di questo romanzo per esorcizzare la sua paura più grande, per sostituire ogni volta che il terrore dilaga il suo incubo più minaccioso con uno ancora più spaventoso.

Raconti, Ingrid Beatrice Coman

Più di un’ora che la stanno massacrando e ancora si muove, come se la vita, nel frastuono dei calci e delle grida, non trovasse il punto giusto da dove uscire. “Ancora ti muovi, schifosa?” ripete ostinato Matteo, corrugando la fronte e facendo svolazzare i suoi ricci rossi mentre picchia con la punta della scarpa nel ventre della creatura. Cerca di dosare i suoi colpi in modo da ucciderla senza spaccare la pelle bianca e tenera della sua pancia: gli hanno appena regalato gli scarponcini scamosciati chiari, se ne è vantato per tutto il pomeriggio, e non vuole sporcarli.

Le figure di due importanti critici-prosatori romeni

Mihai ZAMFIR. Nato nel 1941, a Bucarest, Mihai Zamfir è un famoso professore universitario presso l’Università Statale di Bucarest. Ha insegnato anche a Lisbona. In Romania il suo maestro è stato Tudor Vianu. In Francia, a Nizza, è stato seguito dal professor Pierre Guiraud. Narratore moderno, i suoi romanzi hanno avuto molto successo di vendite in Romania. Le trame dei libri Acasă (A casa, 1992) e Poveste de iarnă (Racconto d’inverno, 1987) sono ambientate nella capitale della Romania, Bucarest, durante il regime comunista. I capolavori Educaţie târzie (Educazione in ritardo, 2 Volumi:1998-1999) e Fetiţa (Bambina, 2003) sono le varianti moderne delle opere classiche (Educazione sentimentale di Flaubert e Lolita di Nabokov).

La poesia romena del Novecento

La generazione degli anni ’60, definita dal famoso saggista romeno Edgar Papu “la generazione senza maestri e senza libri”(perché i comunisti avevano imprigionato tanti intellettuali, scrittori ecc. e avevano ritirato loro libri; in cambio, secondo il modello sovietico, il regime comunista provava di istituire a Bucarest una Scuola di letteratura “Mihai Eminescu”, con lo scopo di indottrinare e ’guidare’ il popolo, secondo le linee del partito.

Ingrid Beatrice Coman – Tè al samovar

Tè al samovar- voci dal gulag sovietico, 2008, L’Harmattan Italia – Memorie; prefazione Monica Joita

‘Questo libro è un piccolo omaggio alla memoria di milioni di esseri umani, uomini e donne, incamminati verso l’inferno più remoto della terra e mai più tornati; alle famiglie che li hanno aspettati invano per anni; ai bambini rimasti orfani e cresciuti come fiori selvaggi intrappolati nelle griglie del sistema; a chi piange ancora su una foto in bianco e nero di tanti anni fa e a chi va a portare un fiore su una tomba senza nome.’