Teodora Nacu al suo debutto letterario

Teodora Nacu al suo debutto letterario

 

La redazione CulturaRomena.it, ha accolto con molto interesse la notizia del debutto letterario di Teodora Nacu, che esordisce con il suo primo volume: L’enigma dell’amore”.

La giovane autrice romena vive a Monza ed è molto appassionata di letteratura. Studia attualmente alla Facoltà di Scienza Internazionali ed Istituzioni Europee presso l’Università degli Studi di Milano. Lo scopo della scrittura (Michel Foucault) non è comunicare né convincere nessuno, bensì superare il confine tra realtà e immaginario e l’autrice ci svela in questo senso la gioia interiore che sta provando nella scrittura: “Per me scrivere vuol dire lasciar correre i propri pensieri sulla carta, sfogare i propri dubbi, trovare pace e tranquillità interiore. Quando scrivo la mia vita, diventa un qualcosa di inspiegabilmente bello che è raccontato così come vorrei fosse vissuto, in ogni singolo momento (…)

Teodora Nacu ci coinvolge molto nel racconto della sua personale esperienza, una sorta di viaggio nella ricerca di serenità, un necessario “dialogo interno” che lo condivide innanzitutto in modo libero alla sua generazione, sentimenti e pensieri che appartengono alla “giovinezza” intesa come prova e punto di partenza nella vita.
teodora

 

La mia vita: un totale enigma

La mia vita è un totale enigma, ogni giorno mi chiedo “perché”. Ho gioie, dubbi e timori. Di continuo mi pongo domande a cui non so rispondere. Vorrei dare un valore a tutto ciò che mi circonda a tutti gli avvenimenti che mi hanno cambiato la mia vita, analizzandoli in ogni singola sfaccettatura.
A volte mi viene difficile esprimere le mie emozioni con gli altri, raccontare loro la mia vita, renderli partecipi delle mie esperienze.
Vivere e condividere i propri sentimenti e le paure più grandi con gli altri e tanto difficile quanto inquietante perché a volte, il parere altrui ha grande rilievo sul nostro inconscio.
Fin da piccola ho cercato “rimedi” che mi facciano superare questi timori e paure.
Ho avuto bisogno di mesi e anni, di inverni ed estati, di notti insonni e giornate piovose per rendermi conto che la miglior cura che possa esistere è la scrittura.
Scrivere mi da conforto e mi aiuta ad andare avanti!
Quando scrivo, riesco a esprimere i miei sentimenti, riesco a dire esattamente ciò che voglio senza avere paura nel farlo (…) “.

“Mi convinco sempre più che il mondo che vorrei esiste solo nei miei sogni e che questo mondo può diventare realtà solo se libero la fantasia e provo a costruire attorno a me ciò che arduamente cerco”.

“Sento che la strada da percorrere per costruire il mio piccolo universo è questa, perché io sono ancora troppo fragile di fronte al mondo, e il mondo per me è per molti aspetti inesplorabile. Quanto racconto scaturisce dal mio animo grintoso che solo con la scrittura riesco a manifestare. E quell’animo che docilmente e splendidamente mi è stato donato, ora con tanta timidezza provo a raccontare nell’intero suo mistero. Forse ci riuscirò, o meno. Ma se non rischio non potrò mai saperlo!”

“Tutto era pieno d’armonia di colori, figure e movimenti diversi e uguali nello spirito tra di loro.
Era un’opera di una tale bellezza he solo un cuor che esplode dal bello del suo profondo, riesce a creare.
Rimasi a lungo a contemplare quello splendore, sedendomi sulla grossa poltrona color mogano che mi invitava ad ammirare il fascino di quel posto”.

“Erano passate le quattro, una fitta pioggia si stava abbattendo con furia sul monastero. Erano le quattro, ma sembrava esser quasi notte.
Michele mi stava aspettando sorridendo all’uscita della biblioteca:
-“Eri qui che stavi nascosta!?”
-“Mi ero persa tra la bellezza di quei libri”
Mi chiese di accompagnarlo a fare un giro fin verso la città. La pioggia era troppo bella per non essere contemplata. Accettai l’azzardato e provocante invito.
Il lungo vialone era costeggiato da alberi a fianco le due banchine laterali. Grigio e verde si confondevano tra di loro in una lieve nebbia che ti sfiorava con goccioline di condensazione. La città era ancora molto lontana, il tempo era relativo, i nostri passi andavano in sintonia, insieme, leggeri, inudibili.”

 

Oltre a presentare alcuni testi dal libro di Teodora Nacu, scelti dall’autrice, portiamo anche la bella testimonianza di un primo lettore del libro.

 

(…) è un libro travolgente, che si fa leggere tutto d’un fiato. (..) Nel tuo inizio, ci mostri come vedi le cose, che cosa provi. Fai in modo che anche noi, con gli occhi della mente (e forse anche dell’anima), possiamo vedere le cose come le vedi tu. In qualche modo, ci mostri noi stessi ed è questo l’aspetto più importante, quello che da più valore al tuo libro. L’enigma dell’amore, cosa dire… La storia è avvincente, reale, sembra davvero autobiografica (e penso che in parte lo sia), strutturalmente ben sviluppata, fila tranquillamente, nessuna parte sconnessa, posso solo complimentarmi. La protagonista è inevitabilmente e definitivamente Teodora Nacu, stesso modo di fare, stesso modo di reagire alle cose. Tuttavia, ho notato che questa Teodora, è la Teodora migliorata, ottenuta “scavando nel suo cuore i lati migliori di sé”. Ho conosciuto una ragazza curiosa, avida di sapere come lo sei tu, caratterizzata da questa curiosità che non l’avrebbe fermata davanti a nulla. Tornando all’enigma dell’amore, i personaggi sono la storia, senza di loro non ci sarebbe storia e, altrettanto, non ci sarebbe storia senza il punto di vista, le emozioni e i pensieri di una ragazza curiosa. La storia d’amore che fa da sfondo, è quella di un amore sano, puro e forte, quell’amore che ora, purtroppo, è raro. Guardando il titolo si potrebbe pensare che l’amore sia l’elemento principale del libro, ciò su cui ruota l’intera faccenda, ma non lo è, o meglio non è quell’amore della ragazza per il ragazzo, dell’uomo per la donna. Si tratta di un altro tipo di amore, il che rende il libro un racconto speciale. Ho apprezzato tutto: nonostante io sia musulmana, mi sono rivista in alcuni aspetti della vita del monastero, questi sono il sentimento di pace, di tranquillità insoliti per i ragazzi della nostra età, ed è anche questo che mi ha fatto apprezzare ulteriormente il tuo libro. Nel suo insieme, il libro mi è piaciuto davvero molto, l’ho trovato perfetto. Inoltre, sono piacevolmente colpita dal fatto che tu non abbia voluto dargli una conclusione ufficiale, anche se sarei curiosa di conoscerla. Ti ringrazio di avermi regalato questo magnifico libro, il TUO primo libro (primo di una lunghissima serie) e non vedo l’ora di leggere la tua prossima opera che deciderai di condividere con me. (Ikrame B.)

 

 Redazione CulturaRomena.it

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