Il Transilvania Film Festival 2016 (15° edizione) con un’emblematica presenza italiana

Il Transilvania Film Festival 2016 (15° edizione)  con un’emblematica presenza italiana

Il Transilvania Film Festival 2016 (15° edizione)  con un’emblematica presenza italiana

 

Tra gli eventi culturali della Romania non passo di certo inosservato il Transylavania International Film Festival (TIFF) di Cluj-Napoca, un evento annuale immancabile. La rassegna cinematografica che quest’anno avrà luogo dal 27 maggio al 07 giugno ha ormai conquistato i tabloid internazionali.

Fondato nel 2002 da Tudor Giurgiu, regista di fama che travalica i confini della Romania, il TIFF è riuscito a in poco tempo a raggiungere risultati notevoli, ponendosi come uno dei festival più importanti dell’Europa orientale, il più grande in Romania, il cui prestigio è stato certificato dall’iscrizione alla FIAPF, la  federazione internazionale dei critici cinematografici, nella lista delle circa quaranta rassegne più importanti del mondo.

Il principale obiettivo del TIFF rimane la promozione dell’arte cinematografica e la presentazione dei film più innovativi del momento, ponendo l’accento sull’originalità e libertà di espressione. Sul red carpet  di Cluj sfilano importanti nomi ed ogni anno la presenza di giornalisti stranieri e ospiti di fama internazionale cresce in modo esponenziale.

L’offerta cinematografica è varia e si concentra sull’unicità del prodotto. Molti film presentati sono grandi prodotti che stuzzicano l’interesse culturale nei confronti del paese di provenienza.

Festivalului-Internaţional-de-Film-Transilvania-TIFF-2015

Si  pensi all’edizione TIFF.14 del 2015 e a pellicole come The Revenge Channel (Giappone); Timbuktu (Mauritania); Free Fall (Ungheria),  che hanno affrontato temi caldi, come il disagio giovanile giapponese, il disastro di Boko Haram in Nigeria, la solitudine degli anziani in chiave assolutamente originale e sorprendente, ottenendo un grande successo tra la critica internazionale.

Una nota a parte la meritano i film rumeni che si differenziano molto dai film italiani, o hollywoodiani, per le modalità e anche l’efficacia con cui affrontano e propongono problematiche sociali e quotidiane in tutta la loro crudezza e il loro realismo. Esempi,  nell’ultima edizione, sono stati De ce eu? di Tudor Giurgiu, Bucureşti no-stop di Dan Chişu, oppure la riproposta di un capolavoro della Romania immediatamente post-comunista Patul Conjugal, di Mircea Danieluc con un formidabile Gheorghe Dinică,  pellicole che colpiscono profondamente l’occhio e l’anima di uno spettatore straniero non abituato ad un’assenza di filtri ed edulcorazioni di un realismo artistico più raro che unico, che ripropone perfettamente sul piccolo schermo quello che accade nel quotidiano. I film rumeni non ti discostano dalla realtà circostante, anzi la enfatizzano, te la ricordano e ripropongono in ogni suo dettaglio.

Fedele a questo meccanismo è anche il capolavoro assoluto del cinema romeno del 2015, Aferim!, di Radu Jude, capace di catapultarti a picco nell’ottocento, con una capacità creativa tale da confondere lo spettatore, che potrebbe chiedersi, ma è un film dell’ottocento? Tali sono i colori e l’atmosfera che è capace di creare.

Un appuntamento immancabile allora anche quest’anno il TIFF.15 che trasforma Cluj in una città magica e colorata, capace di accogliere la cultura mondiale, di far incontrare diverse generazioni, culture e lingue e arricchirle l’una dell’altra.

L’ottima organizzazione dello staff, l’atmosfera incantevole della città, l’internazionalità dell’aria e la convivialità fanno del TIFF uno dei più belli ed imperdibili eventi culturali della Romania.

In attesa della programmazione ufficiale fa piacere e onore vedere come sia già annunciato un film italiano, tra i più interessanti e artistici della scorsa stagione, anche se tra i meno distribuiti (come purtroppo spesso accade con i prodotti di grande qualità ma poco commerciali): Bella e perduta, capolavoro del  casertano Pietro Marcello, in italiano e dialetto campano, con protagonisti un Pulcinella interpretato da Sergio Vitolo e un vitello che il simbolico personaggio accompagna dalla Reggia borbonica di Carditello verso il Nord (passando per l’ormai nota Terra dei Fuochi).

L’opera di Marcello non è solo presentata ma anzi un fotogramma del Pulcinella e  del vitellino protagonisti è utilizzata dal TIFF.15 come immagine dell’intera sessione in cui la pellicola è proposta: un speciale sessione dedicata agli “animali sullo schermo”, animali rappresentati in modo poetico e artistico, come poetico è il film di Marcello.

 

Ida Libera Valicenti

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