Elena Liliana Popescu. Una poesia per tutti i tempi

Elena Liliana Popescu. Una poesia per tutti i tempi


Dușița Ristin

Traduzione di Antonio Buozzi

Come è stato spesso rimarcato, il messaggio lirico della poetessa Elena Liliana Popescu  supera ogni particolare determinazione per parlare a tutti gli uomini di tutti i tempi attraverso la sua profondità e bellezza. Questo cantico della creazione di Liliana Popescu, che sottende alla struttura drammatica del gruppo di inni riuniti sotto il titolo Inno all’Esistenza, ha trovato un’espressione adeguata in italiano grazie alla traduzione del volume bilingue presentato mercoledì 28 novembre 2018 all’Istituto Italiano di Cultura di Bucarest.

Il libro, pubblicato dall’editore Rediviva di Milano nel 2018, nella traduzione di Antonio Buozzi in collaborazione con Luca Cipolla, ha una introduzione firmata dal defunto professor Dan Sluşanschi, un noto classicista, una prefazione del linguista argentino di origine italiana Raúl Lavalle, professore all’Università Cattolica di Buenos Aires, e una postfazione di Antonio Buozzi. Le illustrazioni sulla copertina e all’interno del libro riproducono incisioni di Albrecht Dürer, aggiungendo brillantezza a un poema che tratta temi fondamentali come l’esistenza, la vita, la libertà e il silenzio. Maria Luisa Lapresa, direttrice ad interim dell’Istituto Italiano di Cultura a Bucarest, ha rivolto un discorso di benvenuto ai partecipanti all’evento di poesia. Il volume è stata presentato da Antonio Buozzi, co-traduttore, dallo scrittore Andrei Novac, direttore del Centro Nazionale del Libro – ICR, dalla professoressa Anca Irina Ionescu, dell’Università di Bucarest e dall’autrice Elena Liliana Popescu, dell’Università di Bucarest. L’evento è stato moderato da Roxana Utale, professoressa di Lingua e letteratura italiana alla Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università di Bucarest. Fin dall’inizio del suo intervento, Roxana Utale ha evidenziato l’ascendenza postmoderna dell’opera di Elena Liliana Popescu nella solco della tradizione poetica romena,  che si esplica nella profondità delle idee espresse e nell’ammirevole uso delle risorse della lingua romena, così da contribuire alla rievocazione figurata dei primordi del mondo con il potere di rappresentazione dei sentimenti che sono dentro ciascuno di noi. Pertanto, tradurre poesia richiede un’attenzione speciale e va condotta con grande cura e responsabilità, al fine di riprodurre la qualità artistica dell’originale, al di là della resa fedele dei temi e delle figure stilistiche presenti nell’opera. Antonio Buozzi ha enfatizzato il contenuto mitico-religioso e teosofico che è sullo sfondo degli inni dell’opera, così come la struttura poetica caratterizzata da versi a rima incrociata, con la conseguente difficoltà di rendere in modo fluido e sonoro in italiano il testo originale romeno ed esprimere adeguatamente il tentativo della poetessa di catturare nella sua scrittura il significato nascosto dell’esistenza, per portare alla luce la Verità che deve essere preservata dall’oblio e riscoperta intatta nella sua pienezza. Andrei Novac, direttore del Centro Nazionale del Libro dell’Istituto Culturale Romeno di Bucarest, ha passato in rivista i modi in cui si è espressa la poesia contemporanea romena degli ultimi decenni del secolo scorso, a cominciare dalla generazione di Nichita Stănescu  fino agli ultimi autori postmoderni, molto ben rappresentati oggi nei libri pubblicati sia in patria, sia all’estero in traduzione. In questa prospettiva, la poesia di Elena Liliana Popescu è caratterizzata dalla ricerca di una definizione del mondo e dell’esistenza, nella quale la necessità di scrivere poesia appare come una festa e una continua salvezza. Anca Irina Ionescu ha sottolineato come la poesia di Elena Liliana Popescu presenti una combinazione di caratteristiche eccezionali, una poesia di grande sensibilità, creata da una donna di cultura che proviene dal mondo delle scienze esatte e che esprime al meglio una visione del mondo e della vita attraverso la poesia. La bellezza dei versi di Elena Liliana Popescu è data anche dalla perfetta armonia nella struttura poetica tra elementi prosodici specifici e immagini poetiche, modellati in modo convincente proprio attraverso di essa. Nel suo intervento, Elena Liliana Popescu ci ha fornito alcuni ragguagli sulla storia del libro: “L’Inno all’esistenza è apparso per la prima volta in Romania presso l’editore Herald nel 2000 – l’Anno UNESCO di Eminescu, un omaggio a Mihai Eminescu che, scendendo tra i mortali, scelse la lingua romena per esprimere l’essenza divina del Genio”. La versione spagnola, Himno a la Existencia, è stata pubblicata nel 2006 in Messico nella traduzione spagnola di Joaquin Garrigos in collaborazione con Adrian Mac Liman. L’Inno all’Esistenza è stato poi tradotto in portoghese da Luciano Maia e sarà presto pubblicato in Brasile. Il libro è anche tradotto in inglese da Andreea Mocanu, in cinese da Lee Kuei-shien in bengalese da Mainak Adak, in russo da Adolf P. Shvedchikov e in ungherese da Irén P. Tóth. Le parole della poesia rappresentano per Elena Liliana Popescu, come confessa alla fine della presentazione del volume, “l’espressione dei nostri pensieri che nascono con un impulso misterioso, dal silenzio,” e l’amore è “il dono più prezioso che si possa ricevere e che possa essere offerto, fondamento di tutto ciò che esiste, il mistero più profondo e la possibilità più autentica data all’uomo di conoscere veramente se stesso “. Durante la presentazione, su uno schermo retrostante, scorrevano le immagini di decine di eventi letterari in diverse parti del paese e all’estero (Cile, Italia, Cuba, Francia, Messico, Nicaragua, Spagna, Stati Uniti, Turchia, ecc.) in festival internazionali di poesia, presentazioni a fiere Internazionali del libro, reading di singoli autori a cui la Popescu ha partecipato. Tra questi ultimi, vanno ricordati quelli che hanno avuto luogo in città italiane. L’evento si è concluso con una breve lettura poetica bilingue (in romeno di Elena Liliana Popescu e in italiano di Antonio Buozzi). Sono stati letti frammenti dall’Inno All’Esistenza, che ha dato il titolo all’intero volume, e dall’Inno al silenzio.

Imn Tăcerii

Cel ce aspiră încă să-şi rostească
sensibila trăire-n poezie,
cel invitat la cina-mpărătească
hrănind cu har umila-i fantezie,

Cel ce ofrandă-aduce tot ce are
Aceluia ce-nseamnă însăşi Viaţa,
cel ce se-ntoarce veşnic la izvoare 
şi-i pregătit oricând pentru povaţa

Oricui ar fi dispus să îl înveţe,
cel ce se-ncumetă-a privi-n tăcere
să-L vadă-n faptele ce par răzleţe
pe Cel ce, Singur, ştie-a lor durere

Şi le păstrează-n viaţă prin Iubire,
cel ce-n poeme-ncearcă să cuprindă
Esenţa vie-ascunsă-n elixire
şi din tabloul Vieţii să desprindă

Ce Pictorul a vrut să-nfăţişeze
prin umbrele pe Chipul nemuririi,
cel ce-ndrăzneşte să se adreseze
prin efemere versuri, omenirii,

Muindu-şi pana-n disperarea mută,
reînviind speranţa şi-n cuvinte
întreaga lui iubire aşternută,
din toate câte sunt, luând aminte,

Cel ce avea atât de mult a spune,
cândva, prin rimele-i meşteşugite
ar mai putea un alt poem compune
decât cel al tăcerii nesfârşite?


Inno al Silenzio

Colui che aspira ancora a pronunciare 
il suo sensibile trascorso nella poesia,
colui che invitato alla cena divina
nutre di grazia la sua fantasia,

Colui che offre in dono tutto ciò che ha
a Chi rappresenta la Vita stessa,
colui che torna eternamente alla fonte
pronto in ogni istante a ricevere insegnamento

Da chiunque sia disposto a elargirlo,
colui che osa guardare in silenzio
così da vedere nei fatti che paiono slegati
Colui che, da solo, conosce il loro dolore

E li mantiene in vita attraverso l’Amore,
colui che nella poesia prova a racchiudere
l’Essenza viva celata negli elisir 
e dal dipinto della Vita disgiungere

Ciò che il Pittore ha voluto rappresentare
attraverso le ombre sul Volto dell’immortalità,
colui che azzarda rivolgersi
con effimeri versi, all’intero mondo,

Intingendo la penna nella muta disperazione,
ridestando la speranza e nelle parole
l’intero suo dispiegato amore, 
di tutte le cose, ponendosi in ascolto,

Colui che aveva così tanto da dire,
un giorno, con le sue ingegnose rime
potrebbe forse comporre un altro poema
che non quello dell’illimitato Silenzio?

Elena Liliana Popescu

Traduzione di Antonio Buozzi e Luca Cipolla

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