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Ingrid Beatrice Coman – La città dei tulipani

Ingrid Beatrice Coman – La città dei tulipani

Nasce nella Romania dello stivale comunista nell’autunno del 1971. A ventitré anni lascia la sua terra e si trasferisce in Italia, dove continua gli studi e si dedica alla passione per la letteratura. Adotta l’italiano come lingua de scrittura e frequenta laboratori di tecniche narrative, tra cui quello dello scrittore Raul Montanari, e di sceneggiatura […]

Il profilo contemporaneo di Mircea Eliade in Romania e in Italia

Il profilo contemporaneo di Mircea Eliade in Romania e in Italia

Poiché prima della caduta del regime comunista, Mircea Eliade costituiva un nome proibito in patria, è naturale che dopo il 1989 iniziò in Romania un processo di rivalutazione della personalità e delle opere del grande romeno.

Aspetti della scuola romena di balletto in Italia

Aspetti della scuola romena di balletto in Italia

In Romania si conosce poco sul contributo dato dalla scuola romena di Balletto in Occidente e la trista realtà deriva dal fatto che la maggior parte dei ballerini sono partiti negli anni di dittatura Ceausescu.

Gheorghe Iancu, Trent’anni di danza e le scene italiane, Sabrina Arpini; 2008

Gheorghe Iancu, Trent’anni di danza e le scene italiane, Sabrina Arpini; 2008

Nel 1991, a Venezia, acquistai un numero della rivista “Danza & Danza” e la mia sorpresa fu totale nel vedere che Iancu era ballerino numero uno della nazione italiana…”.

Dall’altra parte del Muro: i ricordi di una bambina romena

Dall’altra parte del Muro: i ricordi di una bambina romena

In occasione della distribuzione del latte, la gente si metteva in fila già dalle cinque o sei della mattina, per non perdere il turno e il diritto alla propria razione.

Di che cosa dovremmo aver paura?

Di che cosa dovremmo aver paura?

Gli immigrati: quando sono vittime si dimentica la loro nazionalità, quando sono carnefici la loro provenienza viene enfatizzata in modo strumentale. Di questo modo di fare informazione dovremmo avere paura. E reagire con la conoscenza reciproca, che richiede sforzo, spazi editoriali, vetrine e finestre aperte sull’altro. A partire dalle finestre aperte sulla nostra storia.