Letteratura

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Dieter Schleask: uno scrittore romeno-tedesco-italiano

A Dieter Schlesak – poeta, romanziere e saggista di lingua tedesca nato in Romania, ci si può accostare da diverse prospettive, che seguono e segnano il suo percorso.

“Com’ è difficile quella lezione”, Ingrid B. Coman








“Avete capito allora che cos’è il comunismo?” disse la maestra, richiudendo il libretto rosso da qui aveva letto per quasi un’ora.

Dentro, di Ingrid. B. Coman

Dal giorno in cui era stato rinchiuso, Catalin aveva perso completamente la cognizione del tempo. Poteva essere passato un giorno, forse due.

Herta Müller, scrittrice tedesca di origine romena, Nobel per la letteratura

Il premio Nobel per la letteratura è stato assegnato alla scrittrice tedesca di origine romena Herta Müller. Nata il 17 agosto 1953 a Nitchidorf, in Romania, figlia di contadini della minoranza tedesca degli svebi, la scrittrice, poetessa e saggista è nota per la descrizione della dura vita sotto il regime comunista di Ceausescu.

Traduzione della poetessa romena Nina Cassian – Rizzoli 2009

Agosto 2009 – Esce per i tipi di Rizzoli il volume antologico Il vizio di leggere di Vittorio Sermonti, noto scrittore, attore e regista teatrale.

Liliana Corobca – Un anno all’inferno (2009)

Liliana Corobca è una giovane e promettente scrittrice nata nella Repubblica di Moldova nel 1975. Dopo la laurea in lettere (Università statale della Moldova

Venezia tu fu data, raccolta poetica – Eugenia Bulat

Scritto quasi esclusivamente a Venezia, nel pieno di una drammatica situazione esistenziale, questo volume non è una musica facile.

Il traduttore Geo Vasile – premiato da parte del Comune di Venezia

Il Comune di Venezia conferirà al traduttore ed italianista Geo Vasile una medaglia per il riconoscimento dei suoi meriti nella promozione delle relazioni culturali italo-romene.La medaglia sarà consegnata dall’on. Luana Zanella, Assessore per la cultura di Venezia, nell’ambito di una cerimonia che si terrà giovedì, 11 giugno, all’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia

Gente per bene

L’accento, ecco, l’accento è importante. Non tradirti, non scivolare sulle parole, tieni solo il sentiero di quelle che ti vengono alla perfezione. Non devono sentire che sei straniero. Ma sopratutto, non devono capire che sei romeno. E poi i vestiti: non puoi permetterti un abito logoro o una maglietta trasandata. Povero e straniero è un pericoloso binomio. Se concedi alla gente di mettere insieme le due cose sei veramente nei guai. Perciò vestiti bene. La giacca grigia, la camicia celeste, benchè un po’ sbiadita dai troppi lavaggi, ecco, così va meglio, sembri quasi un dottore, o un funzionario di banca, un notaio o un professore.

Il simbolo del dono nel romanzo di Ingrid Beatrice Coman, Tè al samovar

Come risaputo, la Romania ha avuto i suoi tempoi difficili e il suo tributo pagato all’oppressione comunista. Molti si sono visti passare tutta la vita sotto il regime, altri solo la giovinezza o l’infanzia. Per tutti è stato un pesante fardello da portare e ha lasciato una profonda e indelebile traccia nella loro memoria. Pur avendone fatto le spese solo per 23 anni, la scrittrice Ingrid Coman cerca, in qualche modo, di farsi carico di tutto questo dolore ancora nascosto, portarlo alla luce e trasformarlo in parole da offrire al lettore desideroso di comprendere.