A Santuario di Caravaggio (BG) l’incontro: Martiri cristiani della persecuzione comunista in Romania e la presentazione del libro: “Diario della felicità” di Nicu Steinhardt

A Santuario di Caravaggio (BG) l’incontro: Martiri cristiani della persecuzione comunista in Romania e la presentazione del libro:  “Diario della felicità” di Nicu Steinhardt

 

Comunicato/Invito

 

 A Santuario di Caravaggio (BG) l’incontro: Martiri cristiani della persecuzione comunista in Romania e la presentazione del libro:  “Diario della felicità” di Nicu Steinhardt

Domenica 11 giugno 2017 ore 14 30

 

Santuario Caravaggio di Santa Maria del Fonte 

Viale Giovanni XXIII, 24043 Caravaggio Bergamo

 

 Santuario Caravaggio (BG) in collaborazione con l’Associazione culturale  IH.th.IS e la Parrocchia ortodossa di  Cassano D’Adda vi invitano domenica 11 giugno 2017, ore 14 30 all’evento dedicato ai Martiri cristiani della persecuzione comunista in Romania e la presentazione del libro  “Diario della felicità” di Nicu Steinhardt che si terra presso il  Santuario di Santa Maria del Fonte presso Caravaggio, Viale Giovanni XXIII, 24043 Caravaggio Bergamo.

Interverranno: p. Traian Stetco, Codrin Hârjoabă, presidente IH.th.IS,  Antonio BUOZZI – giornalista, p. Gabriel POPESCU, Violeta POPESCU – editrice Rediviva Milano. 

In occasione verranno proiettati brevi documentari dedicati al Memoriale delle vittime del Comunismo e della Resistenza – Memoriale di Sighet e il  promo-video del volume: : Le catacombe della Romania. Testimonianze dalle carceri comuniste (1945-1964) libro che rende omaggio alla memoria di tutti i romeni che hanno sofferto in nome della libertà, della dignità e della fede durante il regime comunista.

In occasione verrà presentato il volume: Diario della Felicità (“Jurnalul fericirii”), di N. Steinhardt, alla seconda edizione in italiano (prima edizione: Il Mulino, Bologna, 1995), nella traduzione di Gabriella Bertini Carageani, a cura di Gheorghe Carageani. La nuova edizione, rivista da padre Gabriel Popescu di Lugano, esce presso la collana Spiritualità della casa editrice Rediviva, progetto del Centro Culturale Italo Romeno di Milano.

Nicu Steinhardt (1912-1989) è una figura di spicco nel panorama culturale romeno del Novecento. Nel 1959 fu processato e condannato a tredici anni di reclusione per essersi rifiutato di collaborare con il regime. All’uscita dalla prigione, riprese una proficua attività letteraria che lo portò a pubblicare diversi libri e centinaia di articoli. Diventato monaco nel 1980 col nome Nicolae Delarohia, Steinhardt fu accolto benevolmente al monastero Rohia della regione Maramureș. Da lì si sposterà, comunque periodicamente a Bucarest e passerà dall’attività di traduttore a quella, intensissima, di saggista e cronista letterario, musicale e artistico, attività testimoniata dai sei libri pubblicati (con tagli operati dalla vigile censura) e dalle centinaia di saggi, articoli, note, cronache, riflessioni apparsi in varie riviste.

Tra i numerosi testimoni di Cristo, fioriti in terra di Romania – ricorderà Papa Giovanni Paolo II nella sua visita a Bucarest nel 1999 –  desidero ricordare il monaco di Rohia, Nicolae STEINHARDT, eccezionale figura di credente e di uomo di cultura, che percepì in maniera speciale l’immensa ricchezza del tesoro comune alle Chiese cristiane“. 

Dal 1945 al 1964 la Romania si è trasformata in una specie di immensa catacombe. Nel buio delle carceri comuniste diffuse su tutto il territorio della Romania, un’intera generazione è stata sottoposta a torture e alle sofferenze disumane. Tutti i valori tradizionali che avevano accompagnato i romeni per intere generazioni erano considerati dal regime comunista una minaccia da contrastare, da cancellare, insieme al legame con il passato, ai valori e all’amore per la patria.

Secondo i dati forniti dall’Istituto di Investigazione dei Crimini del Comunismo in Romania, durante il regime comunista, nel paese esistevano 44 carceri e 72 campi di lavoro forzato in cui sono passati oltre tre milioni di romeni, 800.000 dei quali sono morti. Le carceri comuniste dell’epoca, dove venivano rinchiusi i cosiddetti “nemici del popolo”, sono state trasformate in veri e propri centri di sterminio destinate alle personalità di spicco del mondo intellettuale e spirituale della Romania. Le testimonianze di questi veri e propri martiri spesso vanno aldilà della nostra comprensione, descrivendo in modo incisivo la capacità dell’uomo di resistere agli attacchi dell’odio in un contesto ormai privo di umanità, senza mai rinunciare alla verità, all’amore, alla fede o alla carità.

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