Mihai Mircea Butcovan – Dal Comunismo al Consumismo, 2009

Mihai Mircea Butcovan – Dal Comunismo al Consumismo, 2009

Dal Comunismo al Consumismo – Mihai Mircea Butcovan

Dal Comunismo al Consumismo” di Marco Belli e Mihai Butcovan è una raccolta di fotografia e poesia che propone riflessioni e sguardi sulla caduta del Muro di Berlino, su razzismo e integrazione. Il libro che ha la prefazione di Moni Ovadia è  una raccolta di poesia e fotografia caratterizzata da due esperienze esistenziali complementari che insieme riflettono sul passaggio dal comunismo al consumismo, vent’anni dopo la caduta del Muro di Berlino.
Cominciamo con Mihai Butcovan, scrittore che in Italia pubblica articoli anche su Internazionale e Manifesto, “Dal Comunismo al Consumismo” è una poesia del 1986 che in un certo senso ha previsto cosa sarebbe successo nei 20 e oltre anni successivi.

Testi di un poeta rumeno che vive da tempo in Italia, e foto di un italiano che ha vissuto in Romania. In questo caso la famosa integrazione è perfetta. Sentiamo da Marco Belli come due storie diverse, due linguaggi diversi si sono ritorvati.

Uno temi più trattati nelle poesie di Butcovan è quello del razzismo e dell’immigrazione. Le poesie toccano quasi vent’anni, così Butcovan che si è autoproclamato “osservatore rumeno” ha potuto constatare come il rapporto tra Italiani e Romeni si è sviluppato in peggio, un “progessivo decadimento” fino ad arrivare ai noti episodi di intolleranza e pregiudizi.

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Marco Belli oltre che fotografo è anche insegnate e mediatore culturale. Per questo ha modo di toccare con mano integrazione e razzismo, e ciò che lo preoccupa magigormente sono i media e come affrontano o calvalcano questi temi.

Episodi di razzismo da parte italiana, deprecabili per crudeltà e gratuità, e anche insensanti visti i rapporti commerciali fra i due paesi: molti imprenditori italiani sono presenti in Romania a approffitano dei bassi costi del lavoro, e viceversa tanti lavoratori rumeni che arrivano da noi. Secondo Butcovan in questi rapporti non si è mai parlato di qualità, ma solo di quantità e convenienza.

Nelle ultime pagine di “Dal Comunismo al Consumismo” viene ripubblicato un articolo scritto per il Manifesto nel febbraio 2009, in cui Butcovan scrive: “Sono anni che traduciamo la Costituzione italiana nelle lingue degli immigrati. Vogliamo che la imparino prima o addirittura meglio dei cittadini con diritto di voto? E congediamo ancora, con diritto di voto, maturandi italiani verso le università senza aver mai parlato loro della «Legge» per eccellenza. Però molti cittadini chiedono al governo leggi per la sicurezza. E sono lì ad applaudire a leggi che, qualcuno li ha convinti, assicureranno loro… sicurezza”.

Scheda Biografica

Mihai Mircea Butcovan è nato nel 1969 a Oradea, in Transilvania, Romania. In Italia dal 1991, vive a Sesto San Giovanni e lavora a Milano come educatore professionale nell’ambito delle tossicodipendenze e dell’interculturalità. Collabora con vari enti, pubblici e privati, scuole medie, istituti superiori, biblioteche, centri interculturali.

Vincitore nel 2003 del premio “Voci e idee migranti”, ha pubblicato il romanzo Allunaggio di un immigrato innamorato (Besa 2006). Con la raccolta di poesie Borgo Farfalla (Eks&Tra 2006) ha vinto, nel 2006, la XII edizione del Premio Eks&Tra. Nel 2009 ha pubblicato Dal comunismo al consumismo, fotosafari poetico esistenziale romeno-italiano, raccolta di poesie corredate dalle fotografie di Marco Belli (Linea BN – La Carmelina edizioni 2009).

Collabora con varie riviste, tra cui Internazionale e il manifesto. Premio Multietnicità ed Intercultura 2007, categoria Giornalismo.

Narratore e poeta, alcuni suoi testi sono inseriti nelle antologie A New Map: The Poetry of Migrant Writers in Italy (a c. di Mia Lecomte e Luigi Bonaffini, Los Angeles c.s.), Ai confini del verso. Poesia della migrazione in italiano (a c. di Mia Lecomte, Firenze, Le Lettere 2006), Nuovo Planetario Italiano. Antologia della letteratura italiana della migrazione (a c. di Armando Gnisci, Città Aperta 2006) e sono stati pubblicati su varie riviste.

È presente con il racconto “Segmenti di mercato” nella raccolta Sapori. Incontri. Fragranze (a c. di L. Dugulin e M. Richter, Trieste, Cacit 2006), con il racconto “Mikrokosmos barese” nella raccolta San Nicola. Agiografia immaginaria (a c. di M. Lobaccaro e R. Kubati, La meridiana 2006), con il racconto per ragazzi “La trilogia dei Carpazi” nella raccolta Il carro di pickipò (a c. di P. Gavagna e R. Taddeo, Ediesse 2006) e con il racconto “Di sarmale, involtini, amiche e brassica” nella raccolta Mondopentola (a c. di L. Wadia, Cosmo Iannone Editore 2007).

Ha scritto la postfazione “Un mondo che si ama reclama la memoria” per il libro Fedele alla terra (Dario Arkel, ATì 2008) e “Non abbiamo attenuanti” per il libro Porno Bloc. Rotocalco morboso dalla Romania post post-comunista (Lorenzo Mazzoni e Marco Belli, La Carmelina edizioni 2009).

Con il quartetto d’archi Time Piece Quartet ha ideato e scritto “Il vascello della poesia”, un percorso strumentale e poetico in barca sul fiume Bacchiglione.

Ha scritto per il manifesto i racconti “In Padania, sognando Mutu” (3 gennaio 2008),  “In volo sopra la città” (3 gennaio 2008, inserito nella raccolta Italia Underground, Teti editore 2009), “Caro amico mi scrivo” (19 dicembre 2008), “La ballata dell’abbonato cerimonioso” (Sinistra enigmistica, agosto 2009). Membro del comitato editoriale della rivista El-Ghibli e del comitato scientifico del CESPI – Centro Studi Problemi Internazionali di Sesto San Giovanni.

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